Vivere qui allunga la vita fino a cento anni: San Marco Cavoti

Il paese dei centenari: ecco dove si vive fino a 100 anni. Un piccolo paese del Sud Italia diventa materia di studio di un gruppo di scienziati

È San Marco dei Cavoti il paese dove si vive fino a 100 anni. Situato nella provincia di Benevento, in Campania, questo piccolo paese del sud Italia vanta un primato di tutto rispetto. Qui vivono le famiglie con il più alto numero di centenari, ma anche tantissimi ultra novantenni e ultra settantenni. Ed è per per questo motivo, che un gruppo di ricercatori del Centro reumatologi italiani (Crei), ha deciso di mettere sotto la lente d’ingrandimento parte della popolazione, per cercare di dare una spiegazione al fenomeno della longevità. La popolazione di San Marco dei Cavoti si aggira intorno alle 3.500 persone, e vanta decine di persone dell’età di 100 anni.

La ricerca, cui è stato dato il nome di Hebe (Dea greca dispensatrice dell’eterna giovinezza), condotta dal presidente del Crei Stefano Stisi, si pone l’obiettivo di individuare i fattori che portano all’invecchiamento di questa popolazione, con particolare riguardo alla ricerca della Vitamina D, nonchè del gene recettore di questa vitamina (Vdr); senza poi trascurare gli stili di vita di chi ha superato brillantemente i 90 anni. Lo studio avrà la durata di 4 mesi e interesserà due gruppi di 150 persone ciascuno.

Il primo gruppo è formato da nuclei di famiglie in cui sono presenti novantenni, e loro figli di età superiore ai sessant’anni. L’altro gruppo, sarà invece formato da famiglie con presenza di settantenni dove da almeno tre generazioni non si sono avuti dei novantenni. Ognuno degli appartenenti ai due gruppi dovrà rispondere ad una serie di domande inerenti allo stile di vita, come le abitudini alimentari, la vita di relazione e caratteristiche socio-economiche. Inoltre, verranno sottoposti ad un prelievo ematico per la ricerca del livello di Vitamina D e del gene nucleare Vdr.

Se la ricerca su questa popolazione della provincia di Benevento, darà gli esiti sperati, ovvero che la longevità è strettamente collegata al gene Vdr con polimorfismo Ff, allora si potrebbero aprire nuovi scenari in molti campi della medicina. Primo fra tutte, spiega Stefano Stisi, malattie come l’ostoeporosi o l’artrosi, oppure malattie neurodegenerative come l’Alzheimer potrebbero trarne beneficio. Tutto questo potrebbe aiutare la prevenzione delle malattie degenerative dell’apparato locomotore, con grande sollievo per chi ne soffre, considerando che in questo campo la medicina non fa passi in avanti da circa trent’anni.

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