Isola Bisentina, il segreto del Lago di Bolsena tra architetture rinascimentali e racconti che sfiorano il mito

Una terra sacra affiora dalle acque rivelando giardini rinascimentali, antichi templi cristiani e quella quiete profonda che appartiene soltanto ai luoghi rimasti inaccessibili per decenni

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Al centro del Lago di Bolsena, il bacino vulcanico più grande d’Europa, emerge una massa di terra dalla forma triangolare con una presenza magnetica. Il suo nome è Isola Bisentina e occupa appena 17 ettari. Ma, nonostante le sue minute dimensioni, restituisce una sensazione di densità rara, quasi eccessiva per uno spazio così raccolto.

Le sue acque raccontano una storia antichissima, legata a un sistema vulcanico spento da centinaia di migliaia di anni quando esplosioni e collassi diedero origine a una vasta caldera poi colmata dalle piogge. Quel paesaggio, rimasto sorprendentemente integro, contribuisce a creare un’atmosfera che ha poco a che fare con la semplice bellezza naturale.

Chi vi arriva, infatti, percepisce una specie di centralità, una forza che nei secoli ha attirato civiltà diverse, pellegrini, religiosi, nobili e studiosi. Gli Etruschi parlarono di omphalos, un punto cardine, una sorta di centro simbolico del mondo. Tra lecci, ulivi e piante secolari si aprono scorci improvvisi, piccole baie e tratti rocciosi che scendono verso l’acqua limpida.

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