Il silenzio azzurro dell’Egeo ha una forma, ed è quella dell’Isola di Lipsi

Un lembo di terra greca custodisce il ritmo lento del passato, tra barche di pescatori che galleggiano nel vuoto e colline profumate di origano selvatico selvaggio

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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La mappa del Dodecaneso riserva frammenti di roccia calcaree che sembrano gettati per caso da una divinità distratta. Tra Patmos e Leros, infatti, sorge un minuscolo arcipelago, una costellazione di 30 isolotti disabitati che corona l’unica isola maggiore, Lipsi (o Lisso).

Si tratta di un posto dal magnetismo antico, legato alla leggenda della ninfa Calipso: la mitologia greca identifica questa sponda proprio con la mitica Ogigia, la prigione dorata che trattenne Ulisse per 7 anni, stregato dalla bellezza della padrona di casa e dalla pace del territorio.

Qui risiedono stabilmente circa 700 abitanti, una comunità unita che protegge un microcosmo intatto. I ritmi quotidiani seguono il battito del mare, le stagioni della pesca e il soffio costante del Meltemi, il vento estivo che rinfresca le giornate e pulisce l’aria, rendendo l’orizzonte limpido.

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