Thailandia, dopo l’isola di Phuket riapre anche Koh Samui

Finalmente, dal 15 luglio, i turisti italiani potranno tornare in quello che è considerato un paradiso terrestre

Dopo Phuket, in Thailandia riapre anche l’isola di Koh Samui. Finalmente, dal 15 luglio, i turisti da tutto il mondo, italiani inclusi, potranno tornare in quello che è considerato un paradiso terrestre.

Il “Paese del sorriso” ha abbandonato, già da inizio luglio, i requisiti di quarantena per i viaggiatori che sono stati vaccinati e che potranno trascorrere le vacanze in alcune specifiche – almeno per il momento – zone della Thailandia.

Il nostro ministero degli Esteri ci consente di viaggiare in Thailandia per turismo. Ci sono limitazioni per il rientro in Italia, almeno fino al 30 luglio 2021. Il DPCM del 2 marzo scorso e l’Ordinanza del 14 maggio, che disciplinano gli spostamenti da e per l’estero, prevedono infatti che, al rientro in Italia dai Paesi dell’elenco D (come la Thailandia), sia necessario compilare il formulario digitale di localizzazione (Digital Passenger Locator Form. Esclusivamente in caso di impedimenti tecnologici è possibile compilare l’autocertificazione cartacea (qui il link).

Ma non è tutto. Prima di rientrare in Italia, è necessario effettuare un test molecolare o antigenico nelle 72 ore precedenti l’arrivo, una volta rientrati bisogna sottoporsi a isolamento fiduciario per dieci giorni, attivare la sorveglianza sanitaria e raggiungere la propria destinazione finale solo con mezzo privato. Al termine dei dieci giorni di isolamento, è necessario effettuare un ulteriore test.

I bambini al di sotto dei sei anni sono esentati dal test molecolare o antigenico, ma non dall’obbligo dell’isolamento. I minori di 18 anni sono esentati dall’obbligo di isolamento solo nel caso in cui siano accompagnati da un adulto (genitore o altro accompagnatore) in possesso di Certificazione verde Covid.

I turisti in arrivo in Thailandia devono registrare il proprio viaggio tramite il sistema o il sito web designati ed essere in possesso di alcuni documenti:

• Un certificato di ingresso (COE).
• Un certificato medico con un risultato di laboratorio (metodo RT-PRC) che indichi la non positività al Covid-19 nelle 72 ore precedenti alla data del viaggio.
• Copia, per ciascun viaggiatore, di una polizza assicurativa in inglese che copra le spese sanitarie e terapeutiche per Covid-19 per l’intera durata della permanenza in Thailandia con una copertura chiaramente identificata in non meno di 100.000 dollari statunitensi.
• Copia della conferma di pagamento per un soggiorno di 14 notti e test RT-PCR presso hotel approvati da MoTS o TAT. Nel caso in cui la durata del soggiorno sia inferiore a 14 giorni, i viaggiatori devono presentare un biglietto confermato per il volo di ritorno dalla Thailandia.
• Un certificato di vaccinazione contro Covid-19 con un vaccino approvato dal MoPH o dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ottenuto non meno di 14 giorni prima della data del viaggio. I viaggiatori di età inferiore ai 18 anni, che viaggiano con genitori o tutori, devono avere un certificato medico con risultato di laboratorio di test RT-PRC che indichi la non positività Covid-19 nelle 72 ore precedenti al viaggio.

Visitare Koh Samui permette di conoscere le più autentiche tradizioni thailandesi. La quantità di spiagge paradisiache offre l’imbarazzo della scelta in tutta l’isola. Per un’esperienza più autentica, si consiglia la parte settentrionale, dove visitare anche i villaggi dei pescatori più conosciuti: Mae Nam, Bophut, Bang Rak e Choeng Mon. A Bang Rak si possono ammirare un enigmatico Buddha gigante dorato e le cascate Nu Muang.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Thailandia, dopo l’isola di Phuket riapre anche Koh Samui