I borghi italiani conquistano i turisti stranieri: da dove arrivano e cosa cercano

Cresce il fascino dei borghi: britannici e australiani i più veloci a prenotare. Le priorità? Piscina, vita all'aria aperta e l'immancabile binomio cibo-vino

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Il fascino dei piccoli centri italiani non accenna a diminuire, anzi, si trasforma in una tendenza consolidata che vede i viaggiatori internazionali come protagonisti assoluti della stagione primaverile. Se un tempo i borghi erano considerati una meta di nicchia o un’alternativa alle città d’arte, oggi rappresentano la prima scelta per chi cerca un’esperienza immersiva e lontana dal turismo di massa.

I dati recenti elaborati da Ruralis, realtà specializzata nella gestione degli affitti brevi nelle aree interne, confermano un sorpasso significativo: gli stranieri non solo amano i nostri borghi, ma si muovono con un anticipo e una consapevolezza che superano di gran lunga le abitudini dei viaggiatori domestici.

La mappa delle prenotazioni: da dove arrivano i turisti

Per la primavera 2026, la finestra di prenotazione media dei turisti internazionali si attesta sui 99 giorni, quasi venti giorni in più rispetto agli 80 giorni medi degli italiani. Ma chi sono i viaggiatori più lungimiranti? Sebbene gli italiani rappresentino ancora il 59% del volume totale delle prenotazioni, la classifica dell’anticipo è dominata dai britannici, che pianificano il loro soggiorno con ben 128 giorni di scarto rispetto al check-in. Seguono a ruota l’Australia (116 giorni), la Germania (112), i Paesi Bassi (108) e la Repubblica Ceca (103).

Sul fronte dei volumi per nazionalità, dopo l’Italia, sono gli Stati Uniti a guidare la classifica con il 12% delle preferenze, seguiti dalla Germania (9%) e dalla Francia (8%). Come sottolineato da Nicolas Verderosa, CEO di Ruralis, questa dinamica evidenzia una disponibilità di spesa più alta da parte degli ospiti esteri, i quali tendono a prediligere la formula della proprietà esclusiva piuttosto che la singola stanza, cercando privacy e standard elevati.

Cosa cercano i turisti stranieri nei borghi italiani

Cosa spinge un turista australiano o tedesco a scegliere un piccolo borgo tra le colline italiane? La risposta non risiede più soltanto nella posizione geografica, ma nell’esperienza promessa.

Secondo l’analisi dei filtri di ricerca più utilizzati, il viaggiatore tipo cerca dotazioni specifiche che trasformino il soggiorno in un momento di benessere totale. In cima ai desideri troviamo la presenza di una piscina o di un idromassaggio, seguita dalla richiesta di attività a contatto con la natura e, dove possibile, dalla suggestiva vista mare.

In questo contesto, si inserisce un fenomeno che sta trainando l’economia delle aree interne: il boom dell’enoturismo. I vigneti sono diventati uno dei filtri di ricerca principali per la primavera. I turisti, specialmente quelli che viaggiano in coppia o in piccoli gruppi, cercano sistemazioni che permettano di vivere il territorio attraverso i suoi prodotti d’eccellenza.

La tendenza è confermata anche dal crescente interesse degli italiani stessi per le esperienze di enoturismo, ma è lo straniero a vedere nel connubio tra borgo e vite la massima espressione dello stile di vita italiano. Qui, la semplice degustazione cede il passo a percorsi gastronomici completi: le visite in cantina registrano infatti un incremento del 15%, trainate dalla ricerca di abbinamenti ricercati tra cibo e vino. Al contempo, si assiste a un cambiamento radicale nelle abitudini di fruizione, con una flessione del 12% rispetto al 2024 per quanto riguarda i tour intensivi che prevedono tre o più tappe.