Tra i vincitori dei Premi Europei per il Patrimonio Culturale 2026 ci sono 5 italiani

Cinque progetti italiani premiati in Europa nel 2026 tra restauro, ricerca, inclusione, esempi concreti di valorizzazione del patrimonio culturale contemporaneo

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Tra i vincitori dei Premi Europei per il Patrimonio Culturale 2026 ci sono anche cinque progetti italiani che raccontano la capacità del Paese di innovare nella tutela e valorizzazione dei beni culturali. Gli European Heritage Awards/Europa Nostra Awards, istituiti dalla Commissione europea nel 2002 e gestiti da Europa Nostra nell’ambito del programma Europa Creativa dell’Unione europea, rappresentano il più importante riconoscimento europeo nel settore.

Per l’edizione 2026 sono stati premiati 30 progetti provenienti da 18 Paesi europei, selezionati tra oltre 260 candidature. I vincitori spaziano tra diverse categorie, dalla conservazione alla ricerca, fino alla formazione e al coinvolgimento delle comunità. In questo scenario, l’Italia si distingue con cinque realtà che uniscono tradizione, innovazione e impatto sociale.

Complesso Monastico Polironiano, San Benedetto Po (Mantova)

Il Complesso Monastico Polironiano, in provincia di Mantova, è stato premiato nella categoria Conservazione e riuso di edifici storici. Il lungo intervento di restauro ha permesso di recuperare un sito di straordinario valore storico, gravemente danneggiato dal sisma.

Il progetto ha puntato sulla messa in sicurezza e sulla conservazione del tessuto architettonico, restituendo al complesso nuove funzioni culturali e civiche. Oggi il monastero rappresenta un esempio concreto di come il patrimonio possa tornare a essere uno spazio vivo e accessibile.

Distretto urbano multifunzionale di Bologna – DumBO

Sempre nella categoria Conservazione e riuso di edifici storici, il progetto DumBO di Bologna si distingue per l’approccio innovativo alla rigenerazione urbana. L’intervento ha trasformato un ex scalo ferroviario di circa 40.000 metri quadrati in un hub culturale dinamico.

La riqualificazione si basa su interventi minimi e reversibili, con un investimento contenuto ma un forte impatto sulla comunità. DumBO è oggi un punto di riferimento per eventi, creatività e socialità, dimostrando come il patrimonio industriale possa essere reinterpretato in chiave contemporanea.

Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani (ASRI)

Nella categoria Ricerca è stato premiato l’Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani (ASRI), un progetto fondamentale per la conservazione della memoria del restauro.

L’iniziativa raccoglie archivi privati di restauratori italiani, rendendoli accessibili attraverso il database open-access RES.I. Questo strumento consente a studiosi e professionisti di consultare materiali preziosi, migliorando la conoscenza storica e supportando interventi futuri sul patrimonio.

Summer School Internazionale sulle costruzioni storiche in muratura – HIMASS, Italia/Spagna

Tra i vincitori italiani figura anche la Summer School internazionale HIMASS, premiata nella categoria Educazione, Formazione e Competenze. Il programma coinvolge ingegneri e architetti nello studio degli edifici storici in muratura attraverso casi reali.

Il valore del progetto sta nel collegare le moderne analisi strutturali ai principi tradizionali basati sulla geometria, favorendo la trasmissione di competenze e la creazione di una rete internazionale di specialisti nella conservazione.

Progetto Intorno a Minerva, Breno (Brescia)

Nella categoria Coinvolgimento della cittadinanza e sensibilizzazione è stato premiato il progetto Intorno a Minerva, sviluppato a Breno, in provincia di Brescia. L’iniziativa ha trasformato un parco archeologico in uno spazio di incontro e dialogo interculturale.

Attraverso scavi, attività educative ed eventi, il progetto coinvolge rifugiati, studenti e comunità locali, favorendo la conoscenza condivisa del patrimonio. Intorno a Minerva rappresenta un esempio concreto di come i beni culturali possano diventare strumenti di inclusione e coesione sociale.