Queste sono le mete più (e meno) gettonate per l’estate 2026 secondo i viaggiatori

L’Holiday Barometer 2026 fotografa le scelte dei viaggiatori: cresce la voglia di partire, ma sicurezza e contesto geopolitico influenzano sempre più le destinazioni

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

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Dove andremo in vacanza quest’estate? A scattare una fotografia sulle intenzioni di viaggio per l’estate 2026 è la 25ma edizione dell’Holiday Barometer del Gruppo Europ Assistance in collaborazione con Ipsos, la ricerca che ogni anno indaga trend, abitudini e comportamenti di viaggio in Europa, Nord America, Asia e Australia.

Un dato emerge con forza: la voglia di viaggiare è alta, ma l’attenzione alla sicurezza influenza primariamente le scelte di coloro che vorrebbero preparare le valigie e partire. Emerge infatti che 8 intervistati su 10, nei 26 Paesi coinvolti nell’indagine, sono entusiasti all’idea di viaggiare quest’anno, nonostante siano preoccupati dal contesto geopolitico globale instabile e dal costo della vita più elevato. Anzi, molti prevedono di aumentare il proprio budget per le vacanze rispetto all’anno scorso.

Ecco quali sono le mete più (e meno) gettonate per l’estate 2026 sia tra gli italiani sia tra gli altri viaggiatori europei.

Quanti italiani viaggeranno e quanto spenderanno

Gli italiani amano viaggiare e non vi rinunciano, nonostante le difficoltà economiche e geopolitiche: il 90%, infatti, parte almeno una volta all’anno. In particolare, l’83% pianifica almeno una vacanza estiva, un trend di crescita costante negli ultimi 10 anni (basti pensare che erano il 53% nel 2016, segnando quindi un +30%). Coloro che prevedono di fare più di un viaggio nel 2026 sono il 41% degli italiani. Se per molti di noi può sembrare poco, in realtà si tratta del valore più alto in Europa.

L’81% di noi è entusiasta di viaggiare (+8% in confronto al 2022), anche se questo entusiasmo è intaccato da molteplici motivazioni, in particolare dall’inflazione (80%, +3% vs 2025) e dalle tensioni geopolitiche internazionali (74%, +11% vs 2025). Nonostante l’aumento del costo della vita, il 46% aumenterà il budget dedicato alle vacanze, che si attesta intorno ai 1.896 euro, una cifra che resta comunque al di sotto della media europea di 2.089 euro.

Ma altri fattori di preoccupazione, che diventano quindi criteri sulla base dei quali scegliere la destinazione, sono anche il timore di essere derubati (61%), di ammalarsi durante il viaggio (61%), di incorrere in giornate di maltempo (62%) o di dover cancellare il viaggio (55%).

Coloro che rinunceranno a viaggiare nell’estate 2026 saranno il 17% degli italiani: di questi il 66% (+14% vs 2025) non partirà per motivi economici e il 6% (+4%) perché teme per la sicurezza dei luoghi di destinazione.

Dove viaggeranno gli italiani quest’estate

L’Holiday Barometer 2026 svela anche quali sono le mete su cui si orienteranno maggiormente gli italiani, soprattutto in un anno così complesso dal punto di vista della sicurezza e dell’instabilità geopolitica. La destinazione top per le prossime vacanze estive sarà proprio il Belpaese, scelto dal 70% degli intervistati.

A viaggiare oltre i confini nazionali sarà il 53% (-9% rispetto al 2025) e le mete predilette saranno: Spagna (15%), Francia (8%) e Grecia (7%).

L’Italia sarà nella top 3 delle mete scelte anche dai cittadini di tutti gli altri Paesi europei e anche per chi viaggia dal Nord America verso l’Europa.

Le mete che i turisti rinunciano a visitare nel 2026

Dal report emerge un altro dato interessante, che riguarda le destinazioni che i viaggiatori potrebbero decidere di evitare (o a cui rinunciare) a causa del clima politico e sociale. Ecco quindi la lista delle mete e quanti Paesi coinvolti nell’indagine non le stanno considerando come prossime mete di viaggio per l’estate 2026:

  1. Afghanistan (25 su 26 Paesi);
  2. Iran (24 su 26 Paesi);
  3. Israele (23 su 26 Paesi);
  4. Stati Uniti (21 su 26 Paesi);
  5. Emirati Arabi Uniti (14 su 26 Paesi);
  6. Russia (12 su 26 Paesi).