Vacanze nei Paesi a rischio: andare o non andare? Ce lo dice Pier Ezhaya

Si può andare in Egitto come si faceva un tempo? Pier Ezhaya, Vice Presidente Vicario di Astoi Confindustria Viaggi e Chief Operating Officer di Alpitour, risponde a SiViaggia

Milano, 25 ottobre 2017 – I fatti di cronaca influiscono notevolmente anche sul turismo e talvolta alterano i flussi di turisti di molti Paesi. Il Nord Africa e tutto il bacino mediorientale sono sempre interessati da questi fenomeni ma non in egual maniera e qualche distinzione deve essere fatta.

Abbiamo intervistato Pier Ezhaya, Vice Presidente Vicario di Astoi Confindustria Viaggi, l’associazione dei tour operator italiani, nonché Chief Operating Officer di Alpitour, il primo gruppo turistico italiano, che ci ha spiegato dove si può e non si può andare oggi.

“Nel 2017 si è assistito a una netta ripresa sull’Egitto, in particolare sul polo turistico di Marsa Alam, mentre sia la Turchia sia la Tunisia hanno vissuto un’estate ancora difficile. Mete come la Tunisia e la Turchia sono prettamente estive e quindi bisognerà attendere l’uscita dei cataloghi dei principali tour operator per capire come saranno le programmazioni verso questi Paesi. Come Alpitour attendiamo ancora che la situazione in questi due Paesi diventi più stabile e non prevediamo per il 2018 operazioni né sulla Turchia né sulla Tunisia.

Ezhaya ci rassicura, invece, sull’Egitto: “L’Egitto è una destinazione aperta e nell’estate del 2017 ha prodotto flussi decisamente importanti”, ha spiegato. “Certo non sono numeri degli anni d’oro quando oltre 1 milione di italiani si recava in questo straordinario Paese ma certamente c’è una ripresa solida e strutturale della domanda anche per i fondamentali di questo Paese che sono imbattili. Il clima sempre caldo, il mare e i fondali spettacolari, la grande ospitalità degli alberghi, le poche ore di volo (non più di 4) e soprattutto i prezzi molto accessibili a ogni tipo di tasca”. Comunque ora in Egitto si può andare come si faceva prima.

E qui distingue le località di mare dagli itinerari culturali.
“Partiamo dalle destinazioni balneari. Si possono raggruppare tre poli. Il primo polo riguarda la parte Nord che dà sul Mediterraneo ovvero Marsa Matrouh ed El Alamein: sono mete prettamente estive, quindi ora gli alberghi sono chiusi perché non c’è abbastanza caldo per fare una vacanza al mare, ma la scorsa estate erano operative e lo saranno anche nell’estate del 2017.

Il secondo polo è Sharm el-Sheikh, sulla penisola del Sinai. Sharm è sempre stata la metà più ”gettonata” dal turismo italiano e ora sta recuperando numeri di arrivi molto importanti. Va anche detto che la confusione che a volte si crea tra Nord e Sud del Sinai rallenta un poco la velocità della ripresa ma è necessario comprendere che pur facendo parte della stessa penisola Nord e sud del Sinai sono 2 mondi diversi. Va detto, infatti, che Sharm si trova a Sud della penisola del Sinai mentre la zona Nord, al confine con Israele, è quella più soggetta a turbolenze.

Il terzo polo consiste nel Mar Rosso continentale, con le località di Hurghada e Marsa Alam, che sono entrambe in forte ripresa. Hurghada, per esempio, è stata presa letteralmente d’assalto dai tedeschi e Marsa Alam lo è stata sia dai tedeschi sia dai nostri connazionali ed è quindi ripartita alla grande e sta funzionando più di Sharm.
Per quanto riguarda l’Egitto considerato più culturalmente interessante, quello della navigazione sul Nilo, con Luxor e Assuan, c’è da dire che è la parte più suggestiva e più bella del paese sebbene oggi le programmazioni dei tour operator siano ancora deboli”.

L’ente del Turismo egiziano è partito con una grossa campagna di comunicazione a livello mondiale (#ThisIsEgypt) per promuovere i viaggi nel Paese. Il turismo conta per l’11-12% del Pil dell’Egitto pertanto ha necessità di far ripartire questo aspetto fondamentale della sua economia.

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