Brexit 2021, cosa cambia per i viaggi degli italiani

Dall'obbligo di passaporto allo stop per l'Erasmus: cosa cambia con la Brexit a partire dal 2021

Il Regno Unito e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo, in merito alla Brexit. Dal 1° gennaio 2021, molte cose cambieranno: sono in arrivo novità anche in ambito turistico, perché l’intesa presuppone il definitivo distacco dell’isola britannica dal Continente.

Questo periodo è già piuttosto difficile per il turismo, almeno per quel che riguarda gli italiani. Con molti voli ancora a terra e numerose limitazioni negli spostamenti, viaggiare è diventato quasi impossibile – soprattutto se parliamo di vacanze di piacere. E i primi, timidi segnali di ripresa (come la notizia riguardante la riapertura dei confini della Thailandia e del Perù) non sono di certo soddisfacenti per chi sta già preparando la valigia con l’intenzione di partire il prima possibile.

In tutto questo, la Brexit potrebbe rendere ancora più complicate le cose. Cosa prevede, di preciso, l’accordo tra Regno Unito e Ue in tema di viaggi? La svolta più importante riguarda proprio le nuove restrizioni alla libertà di movimento dal Continente al territorio britannico (e viceversa). Al contrario di quanto accaduto fino ad oggi, dal 1° gennaio 2021 i turisti dovranno avere il passaporto per poter entrare in Gran Bretagna. Chi accede al Paese in questo modo potrà rimanervi per un periodo massimo di tre mesi. Per soggiorni più lunghi, invece, bisogna procurarsi un visto analogo a quello richiesto finora agli stranieri non comunitari.

Brutte notizie per gli studenti: con la Brexit, il Regno Unito ha deciso di uscire dal programma Erasmus, considerato troppo oneroso. Chi vuole frequentare un’università britannica, dovrà pagare una retta piena (che nella maggior parte dei casi è davvero costosa). Tuttavia, il Governo ha già annunciato di voler aderire ad un nuovo progetto di scambi globali, che includa anche gli studenti asiatici e americani.

Infine, chi vuole andare nel Regno Unito per lavorare dovrà essere in possesso di uno specifico visto. I requisiti per ottenerlo sono piuttosto stringenti: bisogna dimostrare di avere un impiego retribuito almeno 26.500 sterline l’anno (corrispondenti a circa 29mila euro) e una conoscenza dell’inglese a livello B1. È prevista una corsia preferenziale per i lavoratori del settore sanitario, mentre coloro che lavorano già in Gran Bretagna non saranno coinvolti dalla Brexit. Questi ultimi, circa 4 milioni di europei, dovranno iscriversi ad un particolare registro che garantirà loro un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.

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