Dal 1977, anno della sua apertura ufficiale, il Parco Nazionale del Monte Kilimangiaro è diventato una delle mete più visitate della Tanzania. Alcuni arrivano qui semplicemente per contemplare con meraviglia questa vetta innevata che, con i suoi 5896 metri, rappresenta la montagna più alta dell’Africa, altri per scalarla e vivere appieno uno degli scenari più straordinari dell’intero continente.
Chi c’è stato, racconta che scalare il Kilimangiaro è come attraversare a piedi tanti ecosistemi diversi: dalle coltivazioni alla foresta pluviale lussureggiante e umida, fino alle brughiere. Di notte, l’unico suono è quello del vento che corre lungo il pendio.
Un’avventura di quelle che difficilmente si dimenticano e che, da luglio, anche i viaggiatori italiani potranno pianificare con più serenità grazie alla nuova tratta in partenza da Milano Malpensa.
Indice
I nuovi voli da Milano Malpensa al Kilimangiaro
Dal 14 luglio al 20 ottobre, la compagnia aerea Neos lancerà una rotta stagionale esclusiva con frequenza monosettimanale. Il volo collegherà direttamente l’aeroporto di Milano Malpensa con il Kilimangiaro, per poi proseguire la sua tratta verso le spiagge di Zanzibar.
Con Neos potrete raggiungere comodamente la vera porta d’ingresso a questo mondo: l’aeroporto internazionale del Kilimangiaro (JRO), uno scalo strategico e perfettamente collegato a Moshi e Arusha, i principali punti di partenza per i trekking sulla vetta e per i safari nei parchi del nord.
Una soluzione ideale per i viaggiatori che cercano il massimo del comfort, riducendo i tempi di viaggio per immergersi fin da subito nella magia della savana e nei racconti di vita sulla montagna.
Cosa fare e come visitare il Kilimangiaro
Se siete viaggiatori appassionati con sete di avventura, questa è sicuramente un’opportunità da non perdere, anche per chi viaggia in solitaria.
Il Parco Nazionale del Kilimangiaro non è una meta riservata unicamente a chi punta alla vetta, ma una destinazione versatile che offre esperienze straordinarie a diversi livelli di avventura. Per gli amanti del trekking, l’ascesa ai 5.895 metri di Uhuru Peak rappresenta un viaggio indimenticabile attraverso cinque zone ecologiche distinte. Non servono competenze alpinistiche tecniche, ma un buon acclimatamento e una solida preparazione fisica sono fondamentali per gestire l’altitudine.
Per chi invece preferisce un ritmo più rilassato o non vuole affrontare la fatica della scalata, i dintorni della montagna regalano safari e camminate a quote più basse altrettanto spettacolari. Ai piedi dello stratovulcano e nelle prime fasce protette del parco, è possibile avvistare una ricca fauna selvatica, tra cui elefanti, leopardi, bufali e diverse specie di primati come i colobi bianchi e neri, che popolano la foresta pluviale.
Molti tour operator organizzano escursioni giornaliere sui sentieri inferiori o safari fotografici che uniscono l’avvistamento degli animali alla vista mozzafiato della cima innevata che svetta sopra l’orizzonte. Il periodo migliore per entrambe le esperienze coincide con i mesi più secchi, da giugno a ottobre…proprio quando sarà attiva la nuova rotta aerea. Di conseguenza, non vi resta che acquistare il biglietto e realizzare il vostro sogno!