Destinazione borghi del Casentino, tra percorsi sonori e teatri nel verde

Attraverso percorsi sonori, teatri nel verde e mulini, i borghi del Casentino accolgono i visitatori con nuove proposte di turismo lento e sostenibile

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Quando un piccolo paese si spopola, non si perde solamente la popolazione, ma si abbandona un intero ecosistema: i boschi non vengono più curati, le tradizioni spariscono e l’economia locale muore. Un destino che i borghi del Casentino, e in particolare i comuni di Raggiolo e Chiusi della Verna, vogliono evitare con progetti e piani di rigenerazione concreti ispirati all’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, che a sua volta deriva dal Cantico delle Creature di San Francesco.

Il Casentino è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo, un territorio raccolto da vivere con lentezza e da scoprire attraverso i suoi borghi, i percorsi naturalistici e le locande tipiche. Le iniziative, quindi, si concentreranno sulla riqualificazione dei centri storici, sulla valorizzazione della vita di comunità e sulla promozione di un turismo lento e sostenibile.

Le nuove esperienze da fare a Raggiolo

Cominciamo da Raggiolo, un piccolo borgo di pietra, punto di partenza ideale per raggiungere il massiccio del Pratomagno, che divide il Casentino dal Valdarno. Qui, grazie al progetto di rigenerazione, è nato il progetto I suoni della natura nel Parco Fluviale della Mercatella, un’area recuperata lungo il torrente Barbozzaia dove sono state installate quattro postazioni sonore che ricreano i rumori del bosco. Il percorso è stato pensato per invitare i visitatori a sostare, meditare e percepire il rapporto tra uomo e natura attraverso le diverse installazioni integrate nel paesaggio.

Il progetto propone “La macchina del tuono”, “La macchina della pioggia”, “Lo xilofono del vento” e “La voce dell’uomo”, oltre che angoli per il relax e la meditazione, un’area picnic e uno spazio che sarà dedicato all’organizzazione di spettacoli. Nel piano è stato coinvolto anche il recupero del Mulino di Morino, gioiello di archeologia rurale un tempo fulcro della filiera locale di cereali e castagne.

Chi ha bisogno di informazioni, può rivolgersi al nuovo infopoint di piazza San Michele, dove troverà mappe, pubblicazioni, suggerimenti di itinerari, informazioni sulle tradizioni locali e sulle attrazioni storiche, culturali e naturalistiche.

Cosa fare a Chiusi della Verna

Chiusi della Verna, invece, è celebre per il suo santuario incastonato nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste del Casentino, luogo di pellegrinaggio dove San Francesco ricevette le stigmate il 17 settembre 1224. Qui, si è scelto di integrare ai percorsi legati alla spiritualità e ai cammini francescani diversi itinerari naturalistici e culturali.

Il percorso, chiamato “Vivere il fiume Corsalone”, affluente dell’Arno, ha come obiettivo quello di valorizzare il tratto che dall’abitato arriva ai confini con Bibbiena. I visitatori troveranno aree attrezzate per la sosta e, per chi ama scoprire i territori in sella a una bici, c’è il collegamento con la ciclopista dell’Arno.

Infine, il comune di Chiusi della Verna ha creato un’altra opera innovativa: un anfiteatro naturale pensato per diventare un punto di riferimento per le attività culturali del paese. Chiamato Anfiteatro Naturalis e situato all’interno del Parco Martiri della Libertà, questo nuovo spazio performativo è immerso nel verde per permettere al pubblico di vivere l’esperienza artistica (teatro, musica e trekking narrativi) a diretto contatto con l’ambiente trasformando il borgo in un palcoscenico diffuso.