La tutela dei territori che ospitano Patrimoni UNESCO entra in una nuova fase con la definizione di un equilibrio complessivo tra turismo, sviluppo economico, qualità della vita delle comunità residenti e salvaguardia dell’identità dei luoghi: nasce, così, la prima Carta Nazionale della Sostenibilità delle Destinazioni che ospitano un sito UNESCO, presentata a Treviso durante l’incontro “Quando la sostenibilità incontra il patrimonio. I beni UNESCO e lo sviluppo turistico a misura di territorio”.
L’iniziativa è stata organizzata dalla Camera di commercio di Treviso-Belluno insieme a Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali, nell’ambito delle attività del Progetto Speciale Mirabilia 2025/2026, promosso da 22 Camere di Commercio italiane in collaborazione con Unioncamere.
Indice
Il boom del turismo culturale
Secondo i dati Isnart e dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, la cultura rappresenta ormai, per il quarto anno consecutivo, la principale motivazione di viaggio degli stranieri che scelgono l’Italia, generando da sola il 45% dei turisti internazionali. I siti UNESCO hanno registrato un aumento dei visitatori del 14,87% nel 2024 rispetto all’anno precedente, secondo le rilevazioni di Unitelma Sapienza di Roma.
Una crescita che, se da un lato conferma il valore internazionale del patrimonio culturale italiano, dall’altro apre interrogativi sempre più urgenti sulla sostenibilità dei flussi turistici: sempre più spesso anche borghi, aree interne ed entroterra entrano nei circuiti turistici nazionali e internazionali come nuove destinazioni attrattive.
Il tema non è più soltanto proteggere il bene UNESCO in sé, ma salvaguardare il contesto che lo accoglie e che contribuisce a definirne il valore.
Una Carta nazionale per guidare lo sviluppo sostenibile
La nuova Carta Nazionale della Sostenibilità delle Destinazioni che ospitano un sito UNESCO nasce proprio con l’obiettivo di offrire uno strumento operativo alle amministrazioni locali, alle Camere di Commercio e agli operatori economici chiamati a governare tali processi.
Il documento, elaborato da Isnart, si propone come un framework di coordinamento capace di allineare le politiche territoriali ai principi UNESCO, fornendo criteri comuni per analizzare, monitorare e migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche.
L’approccio adottato si basa sulle tre dimensioni tradizionali della sostenibilità (ambientale, economica e sociale) alle quali viene aggiunta una quarta dimensione, quella culturale, considerata essenziale nei territori che ospitano patrimoni riconosciuti dall’UNESCO: proprio quest’ultima diventa il punto di raccordo tra tutela del bene, identità delle comunità e prospettive di sviluppo turistico.
La Carta introduce inoltre un sistema di governance territoriale integrata fondato sull’utilizzo di indicatori specifici per monitorare elementi come la pressione turistica, la qualità ambientale, il consumo di suolo, l’occupazione, la vitalità delle imprese culturali, l’accessibilità dei territori, il livello di inclusione sociale e la percezione dei visitatori.

Il ruolo del progetto Mirabilia
La rete Mirabilia rappresenta uno dei pilastri del progetto: l’iniziativa coinvolge infatti quasi 600 Comuni e 24 siti UNESCO che, pur rappresentando circa il 7% dei Comuni italiani, generano il 19% delle presenze turistiche nazionali, secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne.
In un simile contesto, le Camere di Commercio assumono un ruolo strategico nel coordinamento territoriale. L’obiettivo è favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e operatori del settore turistico e culturale, per un modello condiviso capace di coniugare sviluppo economico e tutela del patrimonio.
La Carta viene descritta come una vera e propria “cassetta degli attrezzi” a disposizione dei territori, un percorso di miglioramento progressivo costruito sulla condivisione di dati, buone pratiche e strumenti di monitoraggio.
Le parole di Istituzione e territori
Nel corso dell’incontro a Treviso è emersa con forza la necessità di costruire un nuovo modello di gestione dei territori UNESCO.
Il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti, Mario Pozza, ha ricordato il percorso che ha portato alla nascita della Carta Nazionale della Sostenibilità, sottolineando come l’esperienza della Carta della Sostenibilità di Cison di Valmarino, presentata nel 2022, abbia rappresentato il punto di partenza di un progetto poi sviluppato all’interno della rete Mirabilia.
Sul tema della distribuzione dei flussi turistici è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto, che ha evidenziato come l’80% delle presenze turistiche regionali si concentri oggi in appena 20 località. Un dato che rende necessario promuovere un modello di turismo più diffuso, capace di valorizzare anche borghi, aree interne e territori meno conosciuti ma ricchi di identità culturale e paesaggistica.
La presidente di Isnart, Loretta Credaro, ha invece posto l’attenzione sulla necessità di monitorare costantemente l’evoluzione dei fenomeni turistici e ha spiegato che la Carta nasce da un lavoro costruito insieme ai territori e alle Camere di Commercio del network Mirabilia, con l’obiettivo di dotare le destinazioni UNESCO di strumenti concreti per misurare la capacità di carico turistica secondo criteri di sostenibilità.