C’è un murale mangia-smog in Italia. Ed è bellissimo

Realizzato con pitture minerali a effetto fotocatalitico, questo murale assorbe le sostanze nocive presenti nell'aria. E rende tutto più green

Se non lasciamo futuro, saremo passati per niente: è questo il messaggio forte, d’impatto, che si legge sul murale mangia-smog più grande d’Europa realizzato con vernici Keim. Che, per inciso, è nato in Italia e più precisamente a Cremona, grazie al talento di Dario Pruonto (in arte MisterCaos), Marco Cerioli e Davide Tolasi.

Questi urban artist di fama internazionale sono stati chiamati a realizzare un compito nient’affatto facile: valorizzare il lato sud della recinzione dell’area fieristica di Ca’ de’ Somenzi di Cremona lanciando, contestualmente, un messaggio che sensibilizzasse non solo la città lombarda ma l’intero territorio nazionale sull’importanza degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Cremona, il murale mangia-smog

La realizzazione del murale, infatti, si inquadra all’interno di #InsiemepergliSDG, campagna finalizzata ad applicare buone nuove abitudini di sostenibilità per far di nuovo respirare l’intero pianeta, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, realizzata in partnership con enti nazionali e internazionali (tra cui FAO, UN SDG Action Campaign e Save The Children Italia) con il Comune di Cremona, le Istituzioni del territorio e i ragazzi del Liceo Artistico Antonio Stradivari.

Proprio insieme ai ragazzi del liceo artistico, gli urban artist hanno studiato l’Agenda 2030 e hanno scelto di optare per pitture minerali a effetto fotocatalitico che, grazie alle loro caratteristiche chimiche e fisiche, sono in grado di abbattere la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria.

Ciò ha fatto sì che il murale, con i suoi 1200 metri quadrati – 400 metri lineari e 2,5 metri di altezza variabili – diventasse il murale mangia-smog più grande d’Europa realizzato con vernici Keim: un vero e proprio primato per Cremona.

Cremona, il murale mangia-smog

Anche la rappresentazione iconografica ha un peso: il murale prende infatti il nome di “Concordia – Insieme per gli SDG 2021” per ciò che vi è raffigurato. Sui 144 pannelli che lo compongono, infatti, sono stati disegnati dei personaggi che tengono e tirano insieme una corda, con forza, come a voler abbattere un ostacolo o un muro.

Il murale, dunque, richiama quel senso d’intesa e di collaborazione, quella necessità di concordanza (da qui il nome “Concordia”) fondamentale per realizzare gli obiettivi più ambiziosi dell’Agenda: sconfiggere la povertà e la fame, garantire a tutti salute, benessere e istruzione di qualità, ridurre le disuguaglianze, lottare contro il cambiamento climatico e tutelare la vita sott’acqua e la vita sulla terra con l’impiego di energia pulita e accessibile.

Il murale mangia smog di Dario Pruonto, Marco Cerioli e Davide Tolasi

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C’è un murale mangia-smog in Italia. Ed è bellissimo