Ponza, meta per l’estate

Un'isola incantata tra movida, spiagge e feste patronali

Trascorrere il solstizio estivo, il giorno più lungo dell’anno (e la notte più corta) su un’isola incantata come Ponza significa assaporare il momento magico e propizio che segna l’arrivo della bella stagione con tutti i sensi: vista, tatto, udito, olfatto, e – naturalmente – con un’apoteosi del gusto.

L’occasione per approdare su quest’oasi nel Mediterraneo è la tradizionale festa del patrono San Silverio, che si celebra il 20 di giugno, proprio alla vigilia del primo giorno d’estate. Tutti i ponzesi vi partecipano con grande trasporto, anche quelli che vivono lontani: in Argentina, in America… A New York, nel Bronx, c’è la sede del club della “S. Silverio Shrine association”. E non c’è ponzese al mondo che, di fronte a una difficoltà, non dica d’istinto “San Silverio aiutami tu”.

La festa comincia già il 9 di giugno, quando durante la notte la spiaggia di Santa Maria viene invasa da centinaia di persone: a mezzanotte da Punta della Madonna spunta la barca che reca lo stendardo, accompagnata da decine di barche. Il vessillo viene infine portato in processione nella chiesa parrocchiale. Ma è il risveglio del 20 di giugno – un fuoco d’artificio scoppiato all’alba – che dà il via alle celebrazioni vere e proprie. Coperte di seta colorate calano dai balconi, quando le campane rintoccano le 11 tutti sono vestiti a festa e si incontrano in piazza. La messa solenne, la celebre processione: tutti recitano rigorosamente una parte, ognuno occupa un posto prestabilito.
Il Santo è sistemato in una piccola barca ricoperta da garofani rossi condotta sempre dagli stessi portatori, accanto a loro decine di persone ne mimano il gesto tendendo le mani. Anche il mare partecipa alla processione, e come potrebbe essere altrimenti? Centinaia di barche riempiono la baia e seguono il movimento della fiumana di fedeli “terrestri”. Concluso il rito, ognuno torna a casa con un garofano: ma la celebrazione è appena cominciata. Si va avanti fino alle due del mattino tra mangiate, giochi, balli, canti, e il tradizionale spettacolo finale di fuochi d’artificio.

Finita la festa, trascorrerete un fine settimana vivace, ma con ritmi slow, assaporando l’ottima cucina locale nelle viuzze colorate del porto e di corso Pisacane, ricco di botteghe e ristorantini. Proverbiale il pesce all’acqua pazza, ma più in generale in generale qui il pescato ha davvero un sapore unico, esaltato – dicono – dall’ottimale livello di salinità di queste acque. La movida ponzese è piacevole e non disturba affatto la “gente di mare”, coloro cioè che preferiscono andare a letto presto, non svegliarsi troppo tardi la mattina e godersi tutta la giornata all’aperto. Ci si incontra su e giù per scalini e scalinate, davanti al mitico Bar Tripoli, o al Frontone, una spiaggia con un disco bar dove ballare sulla sabbia.

Il mezzo migliore per visitare lo “scoglio”, come i locali apostrofano l’isola, è la barca. Ne basta una piccola, che è anzi è da preferire a scafi ingombranti che priverebbero della gioia di intrufolarsi nelle calette. La si potrà naturalmente anche affittare in loco, dal momento che Ponza mantiene ancora viva la tradizione dei gozzi in legno, costruiti da abili artigiani per i pescatori della zona.

È con la circumnavigazione che si apprezza pienamente l’isola con il suo alternarsi di cavità, grotte, scogli, calette e baie. Uscendo dal porto semicircolare e dirigendosi sulla destra, si incontrano le Grotte di Pilato, antiche peschiere romane. Proseguendo verso i Faraglioni della Madonna, attraversabili soltanto da piccole barche (e qui ringrazierete il Cielo di non avere uno yacht!), si giunge alla lingua di spiaggia sassosa di Parata degli Scotti, che precede i grandi Faraglioni del Calzone Muto e all’estremità di Punta della Guardia, dove si trova il faro. Qui la costa si incurva fino a Punta del Fieno, oltre la quale si apre la più bella spiaggia di Ponza, Chiaia di Luna, considerata uno dei lidi più romantici del mondo, vegliata da un’accecante falesia di 100 metri di altezza. Proseguendo si incontrano lo Scoglio Montagnello, la Punta Faraglioni e la rada di Cala Feola, con le sue piscine naturali.

Doppiata Punta del Papa si incontra un’altra perla dell’isola, Cala Fonte, e poi l’isolotto disabitato di Gavi. Si sussuegono poi Cala Gaetano, Cala Spaccapolpi, il Faraglione di Aniello Antonio, Punta Nera e la Cala d’Inferno. Oltre lo Scoglio del Parroco, si giunge a Cala del Core e a Cala Frontone con la sua spiaggia sabbiosa. Il giro si conclude dopo avere superato lo Scoglio Ravia, di fronte all’abitato Santamaria. Sarà impossibile resistere al Mediterraneo, che qui dà il suo meglio, e non tuffarsi nelle sue acque tra una tappa e l’altra della circumnavigazione: tra coperte di gorgonie, alghe rosse e praterie di posidonia, i fondali dell’arcipelago sono di una varietà e di una bellezza mai visti.

Che si approdi qui per un week end o per una vacanza più lunga, a Ponza si ritrovano i ritmi e i riti tipici delle isole del Mediterraneo: sveglia rilassata, colazione in pasticceria, scelta dell’itinerario della giornata, ricerca della caletta o della spiaggia perfetta, mare, sole e vento tra i capelli, pranzo veloce e ancora mare, mare, mare fino al tramonto, quando si animano i localini e si prendono accordi per la serata davanti a un aperitivo, prima di prepararsi per una succulenta cena rigorosamente a base di pesce freschissimo.

Ponza, meta per l’estate