Capo Testa, il promontorio selvaggio immerso nelle rocce granitiche della Sardegna

Dalle acque turchesi di Cala Spinosa al fascino surreale della Valle della Luna: ecco come esplorare il promontorio selvaggio di Capo Testa in Sardegna

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Ci sono angoli di Sardegna dove l’isola sfoga il suo lato più selvaggio, dove colline disseminate di massi e fitte foreste di pini e mirti digradano verso una costa che lascia letteralmente mozzafiato. Sono i panorami offerti dalla Gallura dove, tra le varie bellezze proposte, spicca l’impervio e affascinante promontorio di Capo Testa, chiamato così per la sua forma, che ricorda vagamente una testa umana.

Sferzato dalle onde si affaccia sulle Bocche di Bonifacio e la Corsica, da qui, sembra a un solo soffio di distanza. Le sue cale invitano a rallentare, ma non mancano opportunità per chi al relax sulla spiaggia preferisce incamminarsi verso scenari immersi tra rocce monumentali.

Le spiagge di Capo Testa

Chiunque arrivi in Sardegna vuole avere un assaggio delle sue spiagge più belle. Anche Capo Testa vanta delle cale splendide, a partire da Cala Spinosa.

Incastonata in un’insenatura tra alte pareti rocciose, è un paradiso di acque turchesi e fondali ricchi di vita, perfetti per lo snorkeling. Un piccolo fazzoletto di sabbia dorata emerge tra rocce levigate e protette dai venti, raggiungibile via mare o con un ripido sentiero di venti minuti.

Per chi cerca la massima comodità, invece, l’istmo che collega il promontorio offre lo spettacolo speculare di Rena di Ponente e Rena di Levante. Entrambe sabbiose e adagiate sui due lati opposti della lingua di terra, hanno un superpotere: quando il vento batte su una, l’altra è perfettamente riparata. È l’ideale per godersi il relax in ogni condizione, senza contare che da Rena di Levante si può raggiungere a piedi anche la suggestiva e intima spiaggia di Zia Colomba.

Cosa fare a Capo Testa

Non sorprende che questo promontorio sia stato inserito nella classifica di Time Out sui posti più belli del mondo nel 2026: oltre alle spiagge, qui c’è un intero mondo da scoprire. Il simbolo indiscusso è il suo faro ottocentesco, un edificio bianco che svetta per 23 metri per illuminare le Bocche di Bonifacio. Ancora oggi in funzione e cruciale per la navigazione, regala un panorama indimenticabile, reso ancora più romantico dai resti poco distanti di un vecchio faro seicentesco.

Impossibile visitare questa zona della Sardegna e non camminare tra le rocce della celebre Valle della Luna. Incastonata a sud-ovest, è una distesa surreale di graniti modellati dal vento che nascondono grotte abitate, fino a qualche anno fa, da una comunità hippy. I sentieri tra le rocce non sono segnalati e richiedono scarpe da trekking, ma lo sforzo ripaga con cale solitarie e un tramonto che toglie il fiato.

Valle della Luna a Capo Testa in Sardegna
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L’entrata alla Valle della Luna

Dove si trova e come raggiungerlo

Capo Testa si trova nell’estrema punta settentrionale della Sardegna. Il principale punto di riferimento per esplorare la penisola è il vicino borgo di Santa Teresa di Gallura, distante solo pochi chilometri, una vivace località estiva celebre anche per essere una delle culle del Vermentino di Sardegna DOCG.

Per raggiungere questo paradiso in totale autonomia partendo dai principali centri dell’isola, i tempi di guida variano notevolmente: Olbia dista circa 67 chilometri (1 ora e 15 minuti), Sassari 103 chilometri (1 ora e 50 minuti), Alghero 140 chilometri (2 ore e 15 minuti), Nuoro 168 chilometri (2 ore e 20 minuti), fino ad arrivare alle 4 ore necessarie per coprire i 303 chilometri che la separano da Cagliari.