Le città dove si vive meglio in Italia: la classifica

È stata stilata la classifica annuale sulla qualità della vita in Italia, ecco dove si vive meglio o peggio nel Belpaese

È stata appena stilata, da Italia Oggi e Sapienza, Università di Roma, l’annuale classifica sul tenore di vita nel nostro Paese, che quest’anno tiene conto anche della brutale pandemia. Una graduatoria che utilizza una metodologia che sembra essere stata in grado di cogliere immediatamente le conseguenze dirette dell’emergenza che stiamo vivendo.

Ciò che sinteticamente emerge da questa ricerca è che la qualità della vita risultata buona o accettabile in 60 province italiane su 107. Inoltre, dai dati si desume che circa il 42,5% dei nostri concittadini (più o meno il 44% lo scorso anno), vive in territori contraddistinti da una qualità della vita scarsa o persino insufficiente.

Il gruppo di province caratterizzate da un livello di qualità della vita insufficiente è composto quest’anno principalmente da province dell’Italia meridionale e insulare. Vale a dire che la qualità della vita di oltre il 60,1% della popolazione residente nel Mezzogiorno è al di sotto di livelli considerati accettabili.

A salire sul primo gradino del podio per quanto riguarda le città dove si vive meglio in Italia è Pordenone, mentre quella dove si sta peggio è Foggia. C’è un cambio al vertice, quindi, rispetto allo scorso anno in quanto la palma di città più vivibile era andata a Trento, che nel 2020 è scesa in seconda posizione.

Ma come detto in precedenza, nel fare questa valutazione si è tenuto conto anche della pandemia in corso, a tal punto che le province più colpite dalla prima ondata sono quelle che hanno perso più posizioni nella classifica generale.

Bergamo è scesa dal 26esimo posto dell’anno scorso al 40esimo di quest’anno. Lodi è indietreggiata di ben 37 posizioni, Milano di 16, Piacenza di 41 e Cremona addirittura di 46.

Per quanto riguarda le prime posizioni, invece, ci sono 2 nuovi ingressi subito dopo i primi gradini del podio: Vicenza, che era 14esima, e Padova che lo scorso anno occupava l’11esima posizione. Ma il salto più alto è quello di Ascoli Piceno che dalla 37esima classificazione è salita fino alla quinta posizione.

In fondo, invece, sopra Foggia troviamo stabile Crotone, mentre Agrigento è salita di due gradini. A deludere sono le grandi aree urbane: Milano che si è piazzata in 45esima posizione quando lo scorso anno era 29esima; Roma che si è fermata al 50esimo posto, facendo però un balzo rispetto allo scorso anno quando si posizionava al 76esimo; Torino che è scesa alla 64esima dalla 49esima e Napoli che si trova in coda alla 103esima, mentre l’anno scorso era terzultima.

Bolzano e Bologna aprono, come lo scorso anno, la classifica di “Affari e lavoro”, così come Trento, che al terzo posto conferma i piazzamenti già ottenuti precedentemente. Ultima in classifica, come nel 2019, è Crotone.

Trento, invece, si classifica al primo posto per l’ambiente seguita da Milano, Pordenone e Sondrio. A chiudere la classifica la città di Catania.

Per quanto concerne reati e sicurezza, Ascoli Piceno è la provincia più sicura d’Italia, confermando gli ottimi piazzamenti già conseguiti nelle passate edizioni. Seguono Nuoro, Treviso e Oristano, che a loro volta hanno confermato la presenza nelle zone alte della classifica. Rimini chiude la lista in ultima posizione per il terzo anno consecutivo.

Relativamente all’aspetto della sicurezza sociale, che quest’anno comprende indicatori riguardanti l’attuale crisi pandemica, come la variazione nella mortalità e l’incidenza dei casi registrati di Covid-19, la provincia che nel 2020 ha aperto la classifica è Imperia, con un balzo di ben89 posizioni, seguita da Benevento, Ascoli Piceno e Fermo. Le province del Sud sono tornate a figurare nel gruppo di testa, invertendo una tendenza consolidatasi nelle passate sette edizioni. Nel gruppo di coda Bergamo, Lodi, Sondrio e Cremona.

Trento si è classificata in prima posizione anche per istruzione e formazione, poi svettano tre province del Nordest, Bologna, Trieste e Udine. Ultima in classifica è Crotone. Nel sistema salute, confermando il risultato già conseguito, Isernia si è classificata al primo posto, poi Terni, Cagliari e Catanzaro. Le posizioni di coda vedono Cuneo, Vercelli e Asti, Como, Imperia, La Spezia, Trento, Vicenza, Treviso; Trieste, Gorizia e Reggio Emilia.

Mentre per il tempo libero e il turismo Siena ha ribadito il suo primo posto, così come Rimini, Aosta e VerbanoCusio-Ossola, mentre Grosseto si è piazzata in quinta posizione. Chiude la classifica, come negli anni precedenti, Crotone.

Infine, Milano si riprende il piazzamento già ottenuto lo scorso anno per reddito e ricchezza e apre la classifica sul tenore di vita. A seguire c’è Bologna, che a sua volta ha confermato il secondo posto del 2019, poi Aosta e Parma. A chiudere la classifica, come nel 2019, la provincia di Crotone.

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