L’Islanda riapre le frontiere ai viaggiatori vaccinati di tutto il mondo

A partire dal 18 marzo tutti i viaggiatori vaccinati potranno entrare in Islanda senza più essere sottoposti a restrizioni

L’Islanda è un Paese straordinario e che da sempre regala ai suoi visitatori delle meraviglie naturali che lasciano davvero senza parole. Un luogo, tra l’altro, che durante questa pandemia è riuscito a valorizzarsi maggiormente, grazie a diverse iniziative messe in atto, nonostante le diverse chiusure. Ma è anche quel posto che, a partire dal 18 marzo 2021, accoglierà i viaggiatori vaccinati (e non solo) provenienti da tutto il mondo.

L’isola, infatti, è stata una delle prime in assoluto a introdurre il passaporto vaccinale. Un documento che, fino a questo momento, era funzionale solo per i viaggiatori europei.

Tuttavia, il governo della Terra del ghiaccio e del fuoco ha fatto sapere che, vista la condizione epidemiologica piuttosto buona dell’isola (è segnata in colore verde nella mappa redatta dall’Unione Europea), da ora possono tornare ad ammirare le straordinarietà di questo lembo di terra nel mezzo dell’Oceano Atlantico tutti i viaggiatori del mondo che sono stati vaccinati contro il Covid-19 e, soprattutto, senza sottoporsi a test obbligatori e quarantena (attualmente previsti). Medesima apertura rilasciata per coloro che dimostreranno di essere guariti dall’infezione di Covid-19.

Certificati vaccinali per viaggiare in Islanda

A partire dal 18 marzo 2021 saranno esenti dalle misure di controllo previste per l’ingresso nel Paese (certificazione di tampone prima dell’ingresso, procedura di doppio screening e quarantena) tutti i viaggiatori, anche provenienti da paesi fuori dell’area Schengen, che abbiano completato la vaccinazione anti Covid-19, effettuata con uno dei vaccini approvati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), e che siano in possesso di un valido certificato di vaccinazione.

Vale a dire un documento rilasciato alla persona vaccinata o dalle autorità di Schengen, o dello spazio comune europeo e che contenga la certificazione di essersi sottoposti a uno dei seguenti vaccini:

  • Comirnaty; Pfizer-BioNTech;
  • Vaccino Covid-19 Moderna;
  • Vaccino Covid-19 AstraZeneca;
  • Vaccino Covid-19 Janssen.

Altrettanto accettati saranno i certificati rilasciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e con i seguenti vaccini:

  • Vaccino mRNA Tozinameran-Covid-19 (Comirnaty®) Pfizer / BioNTech Manufacturing GmbH;
  • Vaccino Covid-19 (ChAdOx1-S) AstraZeneca / SK Bio (SK Bioscience Co. Ltd);
  • Vaccino Covid-19 (ChAdOx1-S) AstraZeneca (Covidshield ™ Serum Institute of India Pvt. Ltd);
  • Vaccino Covid-19 (Ad26.COV2-S) Janssen-Cilag International NV;

Questi possono essere sia in formato cartaceo che elettronico. Sarà compito del controllo di frontiera valutarne la validità o meno. E nel caso in cui un passeggero dovesse presentare un documento ritenuto non valido, diventerà obbligatorio sottoporsi a un doppio tampone da Covid-19 con tanto di quarantena nel mezzo.

Inoltre, affinché un certificato sia valido sarà necessario che questo sia redatto in islandese, danese, norvegese, svedese, inglese o francese. I documenti in altre lingue saranno accettati solo se allegati a una traduzione certificata e timbrata in una delle lingue sopra elencate.

Infine, tali pass dovranno contenere le seguenti informazioni:

  • Nome e cognome;
  • Data di nascita;
  • Nazionalità;
  • Numero del passaporto;
  • Nome della vaccinazione;
  • Date delle vaccinazioni, produttore e lotto / lotto n. del vaccino;
  • Informazioni sull’organismo che rilascia il certificato (medico supervisore / centro di somministrazione), con firma;
  • Dettagli sui vaccini autorizzati: (nome del vaccino, titolare dell’autorizzazione/ produttore; numero e intervallo tra le dosi del vaccino).

Libero ingresso anche con certificazione medica

Libero ingresso (ovvero privo di restrizioni) anche per tutte le persone che saranno in possesso di certificazione medica che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il Covid-19. Anche in questo caso i certificati potranno essere in formato cartaceo o elettronico e sarà sempre il controllo di frontiera a valutarne l’effettiva validità. E nel caso in cui si presentasse un documento ritenuto non valido sarà necessario sottoporsi a un doppio test e quarantena. Inoltre, affinché un certificato sia corretto è necessario che questo venga redatto in islandese, danese, norvegese, svedese, inglese o francese. I documenti in altre lingue saranno accettati solo se allegati a una traduzione certificata e timbrata in una delle lingue sopra elencate. Infine, i certificati saranno accettati indipendentemente dal fatto che provengano da Paesi all’interno o all’esterno dell’area SEE e saranno i seguenti:

  • Risultato positivo del test PCR per SARS-CoV-2 / Covid-19 che è più vecchio di 14 giorni;
  • Presenza di anticorpi contro SARS-CoV-2 / Covid-19 misurata mediante test sierologico ELISA;
  • EIA, ECLIA, ELFA, CMIA, CLIA, CLMIA sono test equivalenti a ELISA.

Per essere totalmente validi i certificati dovranno contenere le seguenti informazioni:

  • Nome e cognome;
  • Quando è stato eseguito il test (data;
  • Luogo in cui è stato eseguito il test (paese / città / indirizzo;.
  • Nome del laboratorio / emittente del certificato.
  • Data di certificazione;
  • Numero di telefono del laboratorio o dell’autorità responsabile (almeno informazioni sufficienti, come un sito Web, per poter verificare i risultati);
  • Tipo di test eseguito (test PCR o test anticorpale con test ELISA / sierologico):
  • Risultato del test (test PCR positivo per SARS-CoV-2 / COVID-19 o presenza di anticorpi (IgG).

Come entrare in Islanda con solo tampone negativo

Chi non sarà in possesso di un certificato vaccinale o di un documento che attesti la presenza di anticorpi, fino al l 30 aprile 2021, dovrà presentare una certificazione (in lingua islandese, danese, norvegese, svedese o inglese) di essersi sottoposto, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, a un test molecolare PCR con risultato negativo. Inoltre, nel caso in cui si provenga da un Paese considerato ad alto rischio, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, ci si dovrà sottoporre anche a una procedura di doppio screening che comprende due tamponi e una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due tamponi. Il primo tampone verrà effettuato nel momento dell’ingresso in Islanda. I minori nati nel corso e dopo il 2005 saranno esenti dai tamponi. Per verificare se il proprio Paese di provenienza sia considerato ad alto rischio basta visionare il seguente link.

Tutti quanti, invece, prima della partenza per l’Islanda dovranno compilare e inviare, nelle 72 ore antecedenti all’arrivo, un’autocertificazione disponibile a questo link. Viene inoltre raccomandato di scaricare l’app. di tracciamento Rakning C-19.

Una decisione, dunque, presa dal Governo del Paese nordico con la speranza che questa possa attirare più turisti e contribuire a rilanciare la sua economia colpita dal Coronavirus.

Si ricorda, tuttavia, che la situazione è in continuo aggiornamento e che prima di partire è sempre bene approfondire le diverse condizioni di ingresso tramite il sito della Farnesina: Viaggiare Sicuri.

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