La Venezia che sorprende: i “Building Bridges” di Lorenzo Quinn

Venezia si arricchisce di una nuova opera d'arte, con Lorenzo Quinn che si esprime ancora al meglio nella Serenissima

Venezia accoglie la nuova opera di Lorenzo Quinn: un gigantesco richiamo diretto al mondo intero, per superare le proprie differenze.

Lorenzo Quinn ha scelto Venezia per la sua ultima creazione. La Serenissima si arricchisce di un’opera dal profondo significato che, a detta dell’artista, non avrebbe potuto trovare luogo migliore per esprimersi. Una realizzazione dalle generose dimensioni, che attirerà locali e turisti, italiani e stranieri. Il nome scelto è Building Bridges – Costruendo Ponti, ed è possibile ammirara presso l’Arsenale Nord della città.

Quinn ha sfruttato pienamente la recente implementazione realizzata nell’area di esposizione della Biennale. L’opera in sé propone sei gigantesche coppie di mani, alte ben 15 metri e lunghe 20. L’idea dell’artista è quella di simboleggiare la volontà e necessità di superare qualsiasi forma di differenza, in tutti gli aspetti della vita: geografici, filosofici, culturali ed emotivi.

Lo stesso artista si è espresso in merito alla realizzazione della gigantesca opera, sottolineando come abbia scelto Venezia perché è una città patrimonio dell’umanità, nota per essere inoltre la città dei ponti. Le mani in fondo rappresentano proprio questo, ponti per riuscire a rendere più semplice il superamento delle differenze. Più ponti e meno muri, ecco l’idea di fondo di Quinn, che assume un significato devastante se si analizzano le situazioni politiche in Europa e nel mondo. Ogni coppia di mani celebra uno dei sei valori dell’umanità, precisa l’artista, a partire dall’amicizia. A questa si aggiungono la saggezza, l’aiuto, la fede, la speranza e l’amore.

building bridges" di Lorenzo Quinn

Fonte: Lorenzo Quinn Building Bridges

Le sei coppie di mani sono state completate l’8 maggio e presentate il 9 maggio, con una grande serata ricca di ospiti d’eccezione, con protagonisti Andrea Bocelli e la pianista Lola Astanova. Chiunque fosse interessato ad apprezzare da vicino l’installazione dovrà prendere la navetta che parte dall’esposizione della Biennale e conduce all’Arsenale Nord.

Quinn, celebre artista figlio del premio Oscar Anthony Quinn, è nato a Roma ed è innamorato di Venezia. Vi trascorre molto tempo e quest’installazione non è la sua prima nella Serenissima. Basti pensare alla scultura raffigurante le mani colossali che reggevano un albergo sul Canal Grande. Quella fu l’opera d’arte più fotografata nel 2017, e di certo anche Building Bridges saprà far parlare di sé nel mondo.

Foto: David M. Benett/Dave Benett/Getty Images for Halcyon Art International

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