C’è un ritorno silenzioso ma potentissimo che sta ridefinendo il modo di viaggiare: quello a contatto diretto con la natura, on the road. Tende, van, caravan e notti sotto le stelle non sono più solo una nicchia nostalgica, ma una vera tendenza europea. I dati Eurostat parlano chiaro: nel 2025, le notti trascorse in campeggi, aree camper e villaggi outdoor nell’Unione Europea hanno raggiunto quota 413 milioni. Un numero che racconta molto più di una semplice vacanza: è una scelta di stile di vita, più lenta, più consapevole, decisamente più libera, soprattutto in questi tempi di incertezza sugli aerei.
Nonostante rappresentino “solo” il 13,4% del totale delle notti turistiche, il camping e il caravanning crescono più velocemente rispetto ad altre forme di ospitalità. Rispetto al 2015, infatti, si registra un aumento del 28,5%, contro il +23,4% di hotel e strutture tradizionali, segno che sempre più persone preferiscono svegliarsi con vista bosco o mare, piuttosto che tra quattro mura standardizzate.
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I Paesi europei dove il camping è più amato
A dominare la scena di questo modo di viaggiare oggi in ascesa è, senza sorpresa, la Francia, che da sola concentra 154 milioni di notti nei campeggi, pari al 37,2% del totale europeo. Un dato impressionante, che conferma quanto il Paese sia strutturato e culturalmente affine a questo tipo di vacanza. D’altronde, tra Atlantico, Provenza e Alpi, le opzioni sono praticamente infinite.

Seguono Spagna con 49,8 milioni di notti e Italia con 49,1 milioni, due destinazioni che combinano clima favorevole, varietà di paesaggi e una forte vocazione turistica. Subito dopo troviamo la Germania con 45 milioni, dove il campeggio è spesso organizzato in modo impeccabile, tra natura e infrastrutture di altissimo livello.
La top 10 continua con Paesi Bassi (26,8 milioni), Austria, Danimarca, Svezia, Croazia e Portogallo, che chiude con 7,1 milioni di notti. Un mix interessante tra nord e sud Europa, dove il filo conduttore resta sempre lo stesso: natura accessibile e infrastrutture pensate per vivere all’aperto.
Di seguito la classifica completa dei Paesi con il loro numero di notti totali:
- Francia – 141 milioni di notti;
- Italia – 71 milioni di notti;
- Germania – 41 milioni di notti;
- Paesi Bassi – 34 milioni di notti;
- Spagna – 33 milioni di notti;
- Croazia – 27 milioni di notti;
- Austria – 18 milioni di notti;
- Danimarca – 13 milioni di notti;
- Svezia – 11 milioni di notti;
- Belgio – 9 milioni di notti.
Quando si parte (e perché sempre di più)
Il calendario del camping segue un ritmo preciso, quasi rituale in realtà. I numeri iniziano a salire già da marzo, con la primavera che accende la voglia di evasione. Ma è tra giugno e agosto che si concentra il cuore della stagione: il 67% delle notti totali viene registrato proprio nei mesi estivi, con un picco ad agosto che raggiunge 118 milioni. Poi la curva scende gradualmente: settembre resta ancora attivo con circa 40 milioni di notti, ottobre si assesta sui 15 milioni, fino ad arrivare ai mesi invernali, dove il fenomeno si riduce ma non scompare del tutto. Anche dicembre, infatti, registra quasi 5 milioni di notti, segno che il camping non è più solo una questione stagionale, ma un’opzione sempre più flessibile.

Dietro questa crescita c’è molto più del semplice “andare in campeggio”. C’è il desiderio di esperienze autentiche, di ritmi meno frenetici e di un contatto diretto con il territorio. Il boom dei van life, dei micro-viaggi e delle vacanze ibride (metà lavoro, metà relax) ha sicuramente giocato un ruolo chiave. E poi c’è un altro fattore: il controllo, ovvero poter scegliere dove fermarsi, quanto restare, come organizzare le proprie giornate. In un mondo sempre più veloce, il camping rappresenta una forma di libertà concreta, quasi tangibile.