Green Pass, cosa bisogna fare con due vaccini, uno solo o dopo il Covid

Come ottenere la certificazione verde, cosa bisogna fare se non si è completato il ciclo vaccinale e come funziona per arrivi e ritorni dall'estero: un po' di chiarezza

Sul Green Pass europeo, pronto ad entrare in vigore dal 1° luglio, ci sono ancora tanti dubbi da sciogliere. Riguardano, principalmente, le modalità per ottenere il certificato verde, ma anche cosa bisogna fare se non si è completato il ciclo vaccinale e se bisogna sottoporsi al tampone all’estero (e, nel caso, a quale). Proviamo, allora, a fare un po’ di chiarezza sul documento che faciliterà gli spostamenti in Italia e in Europa.

Green Pass: quando viene rilasciato in Italia

In Italia il certificato verde che fungerà da passepartout per spostarsi tra regioni di colore diverso, ma anche per partecipare a eventi, convegni e cerimonie, sarà rilasciato nei seguenti casi:

  • dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino (Pfizer, Moderna o AstraZeneca) o dal vaccino monodose Johnson & Johnson;
  • dopo il completamento del ciclo vaccinale;
  • dopo essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • entro 6 mesi dalla guarigione dal Covid.

Quanto dura il certificato

Il Green Pass ha una durata variabile.

  • Dopo la prima dose: il Green Pass è valido a partire dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione della prima dose (per vaccini che ne richiedono due) e fino alla data della seconda dose. Da quel momento, la durata della Certificazione verde è di 9 mesi. Lo stesso vale per il monodose (Johnson & Johnson);
  • Seconda dose di vaccino o dose unica per pregressa infezione: il certificato verde viene generato entro un paio di giorni e ha validità per circa 9 mesi dalla data di somministrazione;
  • In caso di tampone negativo: il certificato relativo al test antigenico o molecolare, con esito negativo, viene generato in poche ore ed è valido per 48 ore dal tampone;
  • In caso di guarigione dal Covid: Per avvenuta guarigione, il pass è generato entro il giorno seguente ed è è valida per 6 mesi dalla data di fine isolamento.

È importante però sapere che il pass può essere annullato in caso di infezione da Covid-19. Inoltre, la durata totale del Green Pass dipende dal tipo di vaccino inoculato. Nello specifico: per chi è stato vaccinato con AstraZeneca, la cui seconda dose è somministrata circa 3 mesi dopo la prima, il Green Pass ha una validità di quasi un anno (la finestra tra prima e seconda dose è di 12 settimane, per un totale di 11 mesi e 10 giorni). Pfizer, invece, prevede la seconda dose dopo circa 21/42 giorni, per cui la durata del Green Pass può aggirarsi intorno ai 10/11 mesi. Il vaccino Moderna ha il secondo richiamo a 21/42 giorni e la durata totale del certificato si attesta sui 10/11 mesi. Infine, il vaccino monodose Johnson&Johnson vede una validità totale del Green Pass di 9 mesi.

Green Pass: cosa succede con vaccini e tamponi all’estero

Se l’Italia ha stabilito che si può ottenere il Green Pass già dal 15esimo giorno dalla prima dose di vaccino, non è così dovunque. Alcuni Paesi europei, come abbiamo visto, richiedono il completamento del ciclo vaccinale. Inoltre, a differenza della nostra, in altre nazioni non sono ammessi test rapidi fino al 1° luglio. A partire da quella data verranno ammessi in tutti i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea. Sempre dal 1°luglio, decade la validità della certificazione verde italiana con una sola dose di vaccino. Si consiglia, comunque, di verificare le regole precise dei luoghi in cui ci si intende recare.

Certificazione verde italiana e Green Pass europeo

La certificazione verde è valida solo sul territorio italiano, in quanto al momento il sistema e le regole del Digital Green Certificate europeo non sono entrate in vigore, pertanto per recarsi all’estero si è soggetti alle normative dei singoli Paesi di destinazione. Dal 1° luglio, invece, il Green Pass europeo sarà valido nei Paesi dello spazio Schengen.

In sostanza, quindi, i certificati verdi Covid-19 rilasciati dall’Italia in ambito regionale sono validi solo sul territorio nazionale e fino all’entrata in vigore del Digital Green Certificate europeo (almeno per quanto riguarda i viaggi). I Green Pass emessi dal singolo Paese, poi, verranno inseriti in Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati. Il Digital Green avrà un QR code che ne dimostra la validità e servirà per muoversi in Italia (bambini inclusi), ma anche all’interno dell’area Schengen (oltre ad essere utile per partecipare ad eventi).

Green pass via sms o email: come ottenerlo

In Italia, la Certificazione verde Covid-19 viene rilasciata dal Ministero della Salute, attraverso la piattaforma nazionale, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome.
Ecco come funziona:

  • Dopo la vaccinazione, un test negativo oppure la guarigione dal Covid-19, la certificazione viene emessa automaticamente in formato digitale e stampabile dalla piattaforma nazionale.
  • Quando sarà disponibile, riceverete un messaggio via sms o via email, ai contatti che avrete comunicato il giorno in cui avete fatto il vaccino o il test o nel caso in cui vi sia stato rilasciato il certificato di guarigione dalla malattia. Il messaggio contiene un codice di autenticazione (AUTHCODE) da usare sui canali che lo richiedono e brevi istruzioni per recuperare la certificazione.
  • Si può acquisire il documento da diversi canali: collegandosi al seguente link dgc.gov.it con accesso tramite identità digitale (Spid/Cie) oppure con Tessera Sanitaria (o con il documento di identità se non si è iscritti al SSN) in combinazione con il codice univoco ricevuto via email o sms. In alternativa, si ottiene il certificato tramite il Fascicolo sanitario elettronico o l’App “Immuni”e l’App IO.

La certificazione contiene un QR Code con le informazioni essenziali, che va mostrato agli operatori autorizzati al controllo, sia nella versione digitale, direttamente da smartphone o tablet, sia nella versione cartacea. La verifica dell’autenticità del certificato è effettuata dagli operatori autorizzati, per esempio nei porti e negli aeroporti, esclusivamente tramite l’app VerificaC19, nel rispetto della privacy.

Nel caso in cui non si disponesse di strumenti digitali, si può recuperare il certificato sia in versione digitale sia cartacea con la Tessera Sanitaria e con l’aiuto di un medico di famiglia, pediatra o farmacista.

Le certificazioni verdi associate a tutte le vaccinazioni effettuate a partire dal 27 dicembre 2020 verranno generate in automatico entro il 28 giugno. Per un periodo transitorio, fino al 30 giugno 2021, le documentazioni rilasciate dalle Asl, laboratori, medici e farmacie attestanti l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dall’infezione o l’esito negativo di un test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore antecedenti avranno la stessa validità della certificazione “EU digital COVID certificate”.

Le novità per chi torna dall’estero e quando serve il tampone

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato una nuova ordinanza che consente l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e da Stati Uniti, Canada e Giappone con i requisiti del Certificato Verde. Inoltre, si prolungano le misure di divieto di ingresso da India, Bangladesh e Sri Lanka.

La nuova ordinanza introduce, poi, una quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone per chi proviene dalla Gran Bretagna. Il motivo di tale decisione è la paura scatenata dalla variante Delta, ormai pienamente diffusa in Inghilterra e in tutto il Regno Unito.

Ad ogni modo, tutti i passeggeri che faranno ingresso in Italia, dovranno compilare il dPLF – Digital PLF – Passenger Locator Form, ossia il Modulo di Localizzazione Passeggero. La compilazione dovrà essere fatta prima di entrare nel territorio nazionale.

Mix di vaccini: cosa dice l’Ue

Stando a quanto spiegato dal portavoce della Commissione Europea, Christian Wigand, durante un briefing con la stampa a Bruxelles, chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca e la seconda dose di un altro farmaco potrà ottenere comunque il Green pass europeo.

Il regolamento che istituisce il pass, spiega Wigand, menziona le persone “pienamente vaccinate” senza scendere nel dettaglio sulle modalità, ma l’ultima raccomandazione della Commissione consiglia agli Stati di riconoscere la validità del mix di vaccini ai fini del Green Pass, a patto naturalmente che si tratti di farmaci “autorizzati dall’Ema“.

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