La Puglia è una terra che si lascia attraversare in molti modi, tra paesaggi che cambiano, spiagge, uliveti e una cultura gastronomica che affonda le radici nella vita quotidiana. Ecco, la cultura gastronomica: talvolta dimentichiamo che sono proprio i sapori ad arricchire il racconto di una terra, parlando di stagioni, di lavoro, di memoria familiare, trasformando ogni assaggio in un’esperienza che va oltre il semplice gusto.
Assaporare diventa un modo di viaggiare, di entrare in relazione con gesti tramandati e interpretazioni che evolvono nel tempo. E ci sono alcuni luoghi dove gustare i piatti, scoprire la bontà delle materie prime e ammirare la coesistenza tra tradizione e ricerca convivono, diventa un modo per creare un incontro naturale, rilassante e appagante tra passato e presente.
Indice
Luci soffuse, roccia e magia
Il luogo di cui stiamo parlando è Campi Elisi Resort, ad Andria, in Contrada Zagaria, in un tratto di territorio dove la pietra domina e disegna ogni cosa. La struttura nasce dentro questo paesaggio e ne riprende il carattere: ambienti scavati nella roccia, pareti materiche, luci soffuse che creano un’atmosfera raccolta, quasi ovattata.
Gli spazi ipogei avvolgono e trattengono i suoni, costruendo una dimensione intima che invita a rallentare. La luce si muove sulle pareti, disegna volumi, accompagna il tempo senza mai interromperlo: ogni dettaglio contribuisce a definire un’esperienza sensoriale completa, che coinvolge vista, tatto e percezione.
La cucina pugliese contemporanea di questo sogno a occhi aperti è più che coerente con ciò che si vive negli spazi: nasce dalla stessa materia, dalla stessa attenzione per il territorio e per ciò che offre. I piatti portano con loro uno spirito ibrido, sia antico che moderno.
Hypogeum e il talento di Giuseppe Boccassini
Ma parliamo della “casa” dei piatti di Campi Elisi Resort, Hypogeum. Il ristorante prende forma proprio in uno spazio ipogeo, nella roccia, dove ogni elemento contribuisce a costruire una cornice suggestiva e distensiva. I tavoli trovano posto in ambienti curati nel millimetro, con un’attenzione a proporzioni, disposizione e illuminazione, che si percepisce nei dettagli: nella distanza tra i tavoli, nella cura del servizio, nella gestione dei tempi.
Tutto è pensato per lasciare spazio al piatto, per permettere a ogni portata di arrivare con il giusto ritmo e con la giusta presenza, senza interferenze. Colazioni, pranzi e cene diventano un vero e proprio percorso per l’ospite, un cammino che combina stupore, meraviglia, nostalgia, tradizione e, naturalmente, bontà.

A guidare questa proposta c’è lo chef pluripremiato Giuseppe Boccassini, che porta nella cucina un legame profondo con la terra e con i prodotti che la Puglia offre. Il suo lavoro parte da qui, da una conoscenza diretta e personale delle materie prime, che vengono reinterpretate con uno sguardo attuale, mantenendo un contatto saldo con le radici.
La filosofia del gusto
Una reinterpretazione quasi filosofica, che prende origine dalla memoria familiare e dal rapporto diretto con la terra. I primi riferimenti dello chef arrivano da casa, dai piatti preparati dalla madre e dalla nonna, da una quotidianità fatta di gesti semplici e prodotti essenziali, che nel tempo sono diventati una base solida su cui costruire un percorso personale.
L’uso delle materie prime locali è un altro pilastro della cucina di Hypogeum, un pilastro che va d’accordo con un’altro dei principi cardine dello chef Boccassini, il legame con il verde e con ciò che cresce: fiori, erbe, stagionalità, tutto contribuisce a definire una cucina che resta profondamente ancorata al territorio pugliese.

Così, i piatti raccontano un’origine chiara e diventano il punto di partenza per un lavoro che li valorizza grazie anche alla spinta verso la ricerca che porta Boccassini a lavorare anche su tecniche più avanzate, con un interesse per la componente scientifica e molecolare. Tutto ciò porta a una cucina che nasce da ingredienti semplici, spesso legati alla tradizione contadina, e li sviluppa con uno sguardo contemporaneo, capace di aggiungere complessità senza perdere identità.
Il sapore come viaggio e destinazione
Così, torniamo al principio: soggiornare al Campi Elisi Resort, visitare il ristorante e assaporare i suoi piatti è uno dei modi più interessanti del momento per scoprire la Puglia e i suoi sapori. Perché il viaggio, qui, passa anche da ciò che viene gustato e da come viene costruito.
La cucina diventa una chiave di lettura del territorio. È un modo diverso e innovativo di conoscere un luogo, più diretto, più personale, che lascia una traccia chiara e continua anche dopo. Così, il sapore si trasforma in viaggio e, allo stesso tempo, in destinazione.