L’itinerario più romantico nella bellezza di Pesaro e Urbino

Un tuffo al cuore attraverso storie di grandi amori: preparatevi a un viaggio made in Italy indimenticabile

Dove la bellezza è coniugata all’infinito, esistono luoghi e città che brillano al tramonto e risplendono durante meravigliose aurore tra paesaggi suggestivi e il fascino di essere piccoli e preziosi borghi. L’Itinerario Romantico all’insegna della Bellezza, percorso di promozione turistica realizzato da Confcommercio Pesaro e Urbino / Marche Nord, è un tuffo al cuore e una rinascita per l’anima innamorata: preparatevi a un viaggio made in Italy, dove il vostro lato più romantico sarà un perfetto cicerone.

Dopo essere stato presentato a Parigi in occasione della Republique l’Italian Travel Workshop organizzato da Comitel, e al TTG Travel Experience 2019 di Rimini.

L’itinerario parte da Gabicce Mare, località Bandiera Blu sul mare Adriatico, porta d’ingresso alla regione Marche: una perla incastonata fra il mare e le pendici del Parco Regionale del Monte San Bartolo. Una spiaggia fine, corollata da sentieri collinari fioriti di ginestre e la falesia a strapiombo sul mare, con piccole insenature come la splendida Baia di Vallugola.

Una cena sul mare ascoltando la leggenda di Valbruna, l’Atlantide dell’Adriatico, una piccola città sommersa proprio davanti alla Baia e, il giorno dopo una passeggiata a Gabicce Monte, piccolo borgo da percorrere mano nella mano fino a raggiungere San Bartolo, per fermarsi sul “tetto del mondo” al tramonto quando il sole si accovaccia nel mare, e baciarsi davanti ad uno dei panorami più belli d’Italia che si perde all’infinito, dal mare agli Appennini.

Tramonto a Gabicce Mare

Tramonto a Gabicce Mare, Ph. Alesem (iStock)

A due passi da Gabicce c’è poi il Castello dell’amore, all’interno del borgo fortificato di Gradara: qui è dove si è consumata la tragica storia di Paolo e Francesca, quella parte del cuore che tutti noi abbiamo patito, narrata da Dante nella Divina Commedia. Lungo i vicoli del posto e all’interno delle mura, tutto è impregnato di questa eterna e misteriosa passione che ha unito i due giovani nel 1289. Se vi spostate un po’ più in là troverete invece la Scalinata dell’amore di Elio Fiorucci e arriverete fino alla rocca, dove vi sentirete protagonisti di uno degli amori più forti di tutta la nostra cultura letteraria.

Lasciata Gradara si raggiunge Fossombrone, sul fiume Metauro, “il più antico d’Italia”. Nel cuore della Corte Alta, nei locali oggi in parte occupati dalla Pinacoteca e dal Museo Archeologico, un’altra grande storia d’amore si è consumata, quella tra Guidobaldo da Montefeltro ed Elisabetta Gonzaga. Una di quelle storie da prendere come esempio per la vita, una legame indissolubile ammirato da tutti e cantato dai poeti: ma la malattia, inesorabile, è riuscita purtroppo a dividerli.

Ponte di Fossombrone

Ponte di Fossombrone, Ph. Buffy1982 (iStock)

Guidobaldo, a soli 35 anni e dopo essere stato invalidato, ha dovuto lasciare tragicamente la sua metà; da allora Fossombrone è città dell’amore e della bellezza, e a quella storia rende omaggio in occasione della Giornata Internazionale dei Musei con una visita guidata ai luoghi de “L’amore ai tempi di Guidobaldo e Elisabetta”.

Da qui si sale alla città di Cagli, di origini antichissime e diventata negli anni centro commerciale, produttivo e artistico tra i più importanti delle Marche. Chiese ricche di opere d’arte e meravigliosi palazzi che nascondo bellezze impreviste fanno da cornice ad un altro legame: nel 1826, si consumò una grande storia d’amore tra Lucia Ugolinucci e il dottor Vincenzo Piccinini e, oggi, è possibile visitare tutti i luoghi che hanno fatto da sfondo a questa passione.

Il viaggio prosegue nell’Alta valle del fiume Metauro a Sant’Angelo in Vado, una delle città più ricche di storia, arte e cultura della provincia: per chi lo adora, è la capitale del tartufo per tutto l’anno. Verso la fine degli Anni ’90 è venuto qui alla luce un tesoro unico nel suo genere: la Domus del Mito, residenza gentilizia romana del primo secolo d.C. Secondo la leggenda popolare, è un omaggio degli Dei per celebrare l’amore contrastato, ma forte e bruciante, tra il ricco romano Mennenio e la povera celtica Nicia.

Cagli

Cagli, Ph. double_p (iStock)

La leggenda narra anche che il tartufo bianco e nero sia proprio il simbolo della differenza culturale di un amore che non ha visto confini nonostante le difficoltà: qui in molti vengono a lasciare in consegna alla Domus le loro pene d’amore, pregando, raccogliendosi in un rigoroso silenzio o regalando un pensiero o un gesto, in attesa di una risposta.

La Terra Benedetta dagli Dei sembra essere il luogo ideale dove sentirsi meno soli, ma anche il posto dove non avere paura di chiedere un emozionante e immenso amore come quelli raccontati in questo itinerario o semplicemente promettersi eterno amore in una cornice così magica: in coppia o da soli, lasciate la valigia mezza vuota, la riempirete di emozioni che non scorderete facilmente.

Sant'Angelo in Vado

Sant’Angelo in Vado, Ph.Joergsam (Wikipedia)

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