Viaggiare spesso aiuta le difese immunitarie. Lo dice l’esperto

Viaggiare spesso aiuta le difese immunitarie, lo dice l'infettivologo Alessandro D’Avino intervistato da SiViaggia

Viaggiare spesso aiuta le difese immunitarie. Ad affermarlo è il dottor Alessandro D’Avino, infettivologo di MioDottore, intervistato da SiViaggia. Abbiamo imparato che, se si fanno viaggi in Paesi esotici, dove esistono malattie che non sono presenti alle nostre latitudini, oggi esistono i vaccini e le profilassi che le combattono.

Gli abbiamo chiesto se le nostre conoscenze mediche valgono anche per il più recente Covid. Ecco cosa ci ha risposto.

Dicono che chi viaggia spesso, specialmente in Paesi esotici, si ammali meno, è vero?

“Sicuramente viaggiare spesso aiuta il nostro benessere e le difese immunitarie perché alimenta la produzione di ossitocina, abbassando lo stress e conseguentemente i livelli di cortisolo ematico; tutto questo contribuisce a mantenere integre e funzionanti le nostre difese. Per il resto, visitare Paesi esotici, in realtà, ci espone al rischio di contrarre patologie infettive che non sono presenti alle nostre latitudini, ma per quelle, abbiamo apposite vaccinazioni e profilassi che le prevengono in maniera efficace”.

Quali sono le malattie o i virus a cui ci si può immunizzare girando per il mondo?

“Dipende molto dal continente che visitiamo: le patologie più comuni che dobbiamo prevenire viaggiando sono alcune virosi emorragiche quali la febbre gialla, la febbre dengue, le parassitosi, tra le quali la più diffusa è la malaria e tutto il gruppo delle epatiti virali. Per la febbre gialla abbiamo a disposizione un vaccino, che è obbligatorio in diversi Paesi del continente africano, cosi come abbiamo un vaccino disponibile per le epatiti A e B. Per il resto, in moltissimi Paesi del centro Africa e dell’Asia, a seconda delle latitudini, è indicata la profilassi per la malaria, una patologia endemica in molte regioni periequatoriali, contro la quale non esiste un vero e proprio vaccino ed è necessario dunque assumere una profilassi farmacologica prima e durante il viaggio per evitarne il contagio”.

Pensa ci sia una correlazione tra chi viaggia spesso e il Covid?

“Il Covid è sicuramente un virus che ha viaggiato comodamente in aereo e probabilmente le sue varianti continueranno a farlo. Per questo motivo, anche in questo momento di riaperture, i protocolli per i viaggiatori restano ancora molto restrittivi per permettere ai cittadini di viaggiare in sicurezza”.

Quali consigli medici darebbe a chi deve viaggiare, soprattutto in Paesi dove è più facile ammalarsi?

“Innanzitutto, attenersi alle disposizioni del ministero della Salute locale in termini di vaccinazioni e profilassi prima di partire; tutte le informazioni riguardanti la prevenzione delle malattie del viaggiatore sono presenti sul sito ministeriale viaggiaresicuri.it, dove per ogni nazione sono presenti delle sezioni specifiche che ci spiegano cosa fare, dove e quando, prima di partire. Per il resto, non bisogna fare “gli eroi”, non abbiamo lo stesso patrimonio anticorpale delle popolazioni che andremo a conoscere, per cui necessariamente, in alcuni Paesi dovremo evitare cibi crudi e la maggior parte dello “street food”, oltre all’acqua non imbottigliata e possibilmente la frutta fresca, di cui non conosciamo esattamente la provenienza”.

Ci sono dei medicinali che bisognerebbe portare sempre con sé durante un viaggio o assumere prima/dopo la partenza?

“Sicuramente antipiretici come il paracetamolo, antidiarroici, un antibiotico ad ampio spettro e in generale gli antiinfiammatori non steroidei; sono farmaci, in realtà, che ormai sono facilmente fruibili nella maggior parte dei Paesi del globo, ma per i viaggiatori che visitano Paesi meno battuti dal turismo di massa è bene premunirsi da casa. Indispensabile, inoltre, nei Paesi dove è endemica la malaria l’utilizzo degli spray repellenti antizanzare oltre ai farmaci della profilassi”.

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Viaggiare spesso aiuta le difese immunitarie. Lo dice l’esperto