Come viaggeranno gli italiani nei prossimi mesi

Parla il presidente ASTOI Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, che spiega la situazione dei viaggi oggi e come viaggeremo nei prossimi mesi

Non vediamo l’ora di ripartire per le mete esotiche dei nostri sogni, per quei luoghi le cui culture sono lontane anni luce dalle nostre, per la luna di miele o anche per fare il giro del mondo: in breve, per quei viaggi a lungo raggio che stiamo tenendo nel cassetto da mesi e  verso i quali, finalmente, stiamo iniziando a intravedere la luce in fondo al tunnel. Anche se ancora con alcune limitazioni.

Ne abbiamo parlato con il presidente ASTOI Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, che ci ha spiegato chiaramente qual è la situazione attuale dei viaggi, come sta cambiando il modo di viaggiare, anche alla luce delle ultimissime misure varate dal governo, e cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi, con qualche consiglio, da chi se ne intende, ai nostri ministri su cosa dovrebbero fare per la ripresa del turismo, sicuro ma garantito.

Dove potranno andare gli italiani per le vacanze di Natale? Solo in Italia – come suggerisce il ministro Speranza – o anche all’estero?

“Speriamo anche all’estero; diciamo che l’uscita del ministro è stata un po’ infelice ma vogliamo considerarla un’uscita estemporanea che non ha nulla a che vedere con quello che si potrà realmente fare o non fare. Al momento sono aperti diversi Paesi, tra i quali ad esempio gli Emirati Arabi e gli Stati Uniti, che in particolare ha riattivato gli arrivi dall’Europa dall’8 novembre. Sono inoltre aperte, grazie ad un nuovo protocollo denominato corridoi turistici con voli Covid tested, altri Paesi, tra cui vi sono le isole Maldive, le isole Seychelles, Mauritius, Il Mar Rosso egiziano, la Repubblica Dominicana e Aruba. È inoltre possibile viaggiare anche per turismo in tutte le nazioni che fanno parte dell’area Schengen e quindi sostanzialmente i Paesi dell’Unione europea”.

I corridoi turistici sono più complicati di quanto ci aspettassimo: ci può spiegare cosa fare per poter viaggiare nei Paesi extra-Ue, verso i quali ora ci hanno dato il permesso di andare?

“Effettivamente sono un poco più complicati di quanto ci aspettassimo ma tutto sommato, con un po’ di pratica e seguendo alcune regole basilari, è possibile mandare gli italiani all’estero coniugando il desiderio insindacabile di fare una vacanza con la sicurezza dei passeggeri. Per poter viaggiare nei Paesi extra-Ue quello che è stato stabilito è che sostanzialmente la vacanza verso i Paesi facenti parte dell’ordinanza corridoi turistici deve essere affidata a dei professionisti del settore (a questo link trovate l’ultima ordinanza del governo), quindi, tour operator e agenzie di viaggio. Questi sono gli attori che dovranno garantire e controllare che tutte le disposizioni dell’ordinanza sui corridoi turistici vengano rispettate; in particolare, si richiede che prima dell’imbarco a bordo sia effettuato un tampone che deve avere esito negativo, inoltre, l’accesso a bordo è consentito esclusivamente a passeggeri che abbiano completato il ciclo delle due vaccinazioni o che abbiano anticorpi naturali per aver contratto il Covid.

Analogamente prima del volo di rientro sarà necessario effettuare un ulteriore tampone che dovrà dare esito negativo prima dell’imbarco. Ma questo non basta: anche a destinazioni è necessario seguire una serie di protocolli che garantiscano la sicurezza dei nostri connazionali; in linea di massima, ad esempio, gli alberghi devono adottare misure di sicurezza e di cautela analoghe a quelle utilizzate dagli alberghi italiani e quindi assicurare l’osservanza di tutte le norme anti Covid che già conosciamo bene”.

L’agenzia viaggi o il tour operator sono la soluzione migliore per viaggiare con i corridoi turistici, quindi?

“Al momento agenzie di viaggio e tour operator non sono solo la soluzione migliore ma sono anche l’unica soluzione perché l’ordinanza specifica, in particolare attraverso le FAQ, che solo questi soggetti possono effettuare viaggi verso i Paesi dei corridoi turistici e quindi sono gli unici interlocutori in grado di garantire il rispetto di tutte le norme contenute nell’ordinanza relativa”.

Dall’8 novembre hanno riaperto ai turisti provenienti dall’Unione europea anche gli Stati Uniti: è fattibile organizzare una vacanza negli Usa adesso?

“Sì, certo, dall’8 di novembre è possibile viaggiare verso questo Paese molto amato dagli italiani anche qui osservando tutte le necessarie regole di prudenza e il rispetto della normativa”.

Se si desidera prenotare un viaggio per l’anno prossimo, consiglia di prenotare tranquillamente o è meglio attendere che le misure siano più chiare?

“La chiarezza è un elemento molto centrale nella vendita di qualsiasi servizio turistico e non solo; è evidente, quindi, che una maggiore chiarezza favorirà anche l’aumento delle prenotazioni. Ciò nonostante, non vi è alcuna ragione per attendere perché comunque al momento i tour operator e le agenzie di viaggio sono in grado di assicurare tutte le informazioni necessarie per poter fare i viaggi all’estero e, in ogni caso, già dall’inizio della pandemia, la maggior parte degli operatori ha adottato misure di massima flessibilità per evitare che vi siano degli impatti negativi sui clienti. Il nostro consiglio, quindi, è di prenotare rapidamente perché in tal modo si possono ottenere le migliori condizioni promozionali e di prezzo”.

Si parla di ripresa anche dei viaggi di nozze con cui le agenzie hanno sempre lavorato bene, è vero?

“Sì, anche questo lo abbiamo rilevato. Fortunatamente è ripresa anche questa attività che è stata bloccata per quasi due anni. La domanda per questa tipologia di viaggi ha iniziato a crescere progressivamente, in particolare, al momento stiamo assistendo a una forte richiesta per viaggi di nozze in primavera e per settembre ed ottobre 2022″.

Cosa serve ancora per far ripartire il turismo, non solo verso l’Italia?

“Serve innanzitutto rimuovere il divieto di viaggiare per turismo; questa è una norma che è stata inserita dall’inizio della pandemia e che di fatto considera il viaggio di piacere e quindi per turismo non un giustificato motivo per recarsi all’estero. Riteniamo che questa importante restrizione sia scorretta perché non considera il turismo come un bene essenziale mentre lo sono ad esempio i viaggi di lavoro o i viaggi per ricongiungimenti familiari. Quello che è stato dimostrato da tante ricerche è che la vacanza rappresenta un momento essenziale nella vita delle persone per il recupero psicofisico ed è quindi un bene non rinunciabile. Trattare la vacanza come un capriccio è francamente qualcosa che facciamo fatica a comprendere.

Troviamo corretto che vi siano dei punti di attenzione verso alcuni Paesi che hanno un livello di epidemia piuttosto elevato ma questo è sempre avvenuto anche in passato quando il ministero degli Affari esteri sconsigliava di andare in alcuni Paesi che, per una ragione o per l’altra, non garantissero la piena sicurezza per i nostri connazionali. La nostra proposta è che venga rimosso il divieto di viaggiare per turismo e che poi vengano indicati dal ministero degli Esteri i Paesi che si possono raggiungere tranquillamente e quelli verso i quali sarebbe sconsigliabile fare una vacanza. Serve questo e serve soprattutto dare un senso a tutte le vaccinazioni che gli italiani hanno diligentemente fatto in maniera molto più massiccia rispetto ad altri Paesi europei. È giusto che coloro che si sono sottoposti a questo protocollo vaccinale possano tornare a una vita più o meno normale”.

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