In Italia è boom di ‘foodies’

Amanti del buon cibo e del buon vino che trascorrono il weekend tra una sagra e una degustazione. Spopola il turismo gastronomico

Un esercito di amanti del buon cibo e del buon vino. Amateur e autodidatti dell’enogastronomia nostrana. Degustatori di prelibatezze regionali e di specialità locali. Sono una nuova tipologia di turisti, quelli chiamati ‘foodies’, che trascorrono il loro tempo libero tra una sagra di paese e una degustazione, tra una cantina e una trattoria.

 

Quelli che durante la settimana sfogliano guide di agriturismi, sagre, slow food, enoteche e si aggiornano su aperture e inaugurazioni e che segnano indirizzi e appuntamenti per il weekend. Del resto, cosa c’è di più bello che soddisfare il palato?

 

Il termine ‘foodie’ fu coniato da Paul Levy e Ann Barr che nel 1984 pubblicarono il libro ‘The Official Foodie Handbook’ (Il manuale ufficiale del ‘foodie’). Il ‘foodie’ non è un gourmet professionista, ma neppure uno che non capisce nulla di gusti e sapori e si accontenta di qualunque cosa sia commmestibile. Il ‘foodie’ è un intenditore che ama il cibo per hobby, lo studia, lo mangia ed è attento a tutte le novità culinarie.

 

E in Italia il ‘foodie’ trova ampia soddisfazione. Da nord a sud, il Belpaese è ricco di eventi e sagre enogastronomiche in ogni stagione. Dai funghi ai tartufi, dalla zucca al pesce, dai vini novelli alle cantine aperte c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle grandi città ai piccoli borghi, ogni fine settimana l’Italia offre innumerevoli appuntamenti.

 

Ci si organizza in gruppi di appassionati e si parte per una bella abbuffata. E la dieta? Quella si fa durante la settimana. Il weekend è dedicato alla soddisfazione dei sensi.

In Italia è boom di ‘foodies’