Kenrokuen a Kanazawa: in Giappone, il giardino delle sei sublimità che rasenta la perfezione

Passeggiare nel Kenrokuen equivale ad attraversare secoli di estetica giapponese racchiusi in un perimetro magico: un luogo che incanta i sensi

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Ci sono voluti secoli per calcolare un equilibrio pressoché perfetto tra natura e intervento umano, ma il Giardino di Kenrokuen è l’esempio tangibile che davvero si può fare. Siamo a Kanazawa, città raffinata affacciata sul Mar del Giappone, rimasta ai margini delle devastazioni moderne e per questo in grado di conservare un’identità tutta sua.

Il tempo sembra piegarsi alle stagioni, e il giardino diventa un organismo vivo che cambia pelle più volte nell’arco dell’anno. Anche perché il nome stesso ci indica già la via: deriva da un antico testo cinese e racchiude sei qualità ideali per un giardino esemplare, ma che sono apparentemente inconciliabili tra loro. Parliamo di ampiezza e raccoglimento, artificio e antichità, corsi d’acqua e panorami. Una sfida teorica che però qua trova una risposta concreta.

Originario del XVII secolo, venne quasi totalmente distrutto nel 1759 a causa di un incendio devastante, ma una ricostruzione avviata pochi anni dopo segnò una nuova fase, con inserimenti architettonici destinati a diventare simbolici. Venne aperto al pubblico nel 1874, e oggi si estende per oltre 11 ettari (sì, più un parco che un giardino nel senso occidentale). Eppure tutto appare pensato con precisione chirurgica, anche perché circa 9.000 alberi popolano l’area, appartenenti a più di 100 specie differenti.

Giardini, acqua e architetture: cosa vedere

Kenrokuen si presenta come un insieme di microcosmi, ovvero una sequenza di ambienti che si aprono uno dopo l’altro (ma tutti rigorosamente differenti tra loro). Al centro si distende lo stagno Kasumigaike, cuore visivo e narrativo del complesso, sulle cui rive compare uno degli elementi più fotografati del Giappone: la lanterna Kotojitoro, caratterizzata da due sostegni asimmetrici che ricordano lo strumento musicale koto.

Poco distante, una fontana sorprende per semplicità e ingegno, in quanto priva di pompa e di qualsiasi meccanismo moderno. Il getto nasce dalla differenza di livello tra lo stagno e il punto di uscita dell’acqua, creando una pressione naturale che alimenta il flusso. Considerata la più antica del Paese, raggiunge circa 3 metri e mezzo di altezza e si rivela un piccolo prodigio nascosto tra alberi e sentieri.

Zone raccolte si alternano a vedute ampie, mentre sentieri in pietra conducono verso scorci nascosti. Poi, in maniera totalmente inaspettata, lo spazio si allarga e lascia emergere lo stagno principale o una collina artificiale. Un’alternanza che rispecchia una delle sei qualità fondanti, ovvero il dialogo tra apertura e intimità.

Le case da tè punteggiano il percorso, come la Yugao-tei che rappresenta la più antica, costruita nel 1774 nei pressi dello stagno Hisagoike. Un’altra struttura, Uchihashi-tei, appare quasi sospesa sull’acqua. Spesso ricostruita nel corso del tempo, mantiene una posizione privilegiata che la rende il top per osservare il mutare della luce sullo stagno.

Ci sono poi cascate artificiali che introducono movimento, tra cui la Midori-taki. Da queste parti l’acqua scende tra rocce studiate per sembrare naturali, facendo vibrare suoni che accompagnano il percorso. Non mancano i tipici ponti in legno o pietra del Giappone che collegano le diverse sezioni. Alcuni seguono linee curve, altri spezzate, ma tutti con lo scopo di modificare la percezione dello spazio e rallentare il passo.

Infine è presente un memoriale dedicato ai caduti della ribellione di Satsuma che aggiunge una dimensione storica più recente. La statua in bronzo riproduce Yamato Takeru, figura leggendaria associata alla pacificazione del Paese.

Cosa fare davvero e come visitare Kenrokuen

La tentazione iniziale spinge a voler vedere tutto, ma sappiate una cosa: è un errore. Un luogo simile, infatti, richiede tempo e attenzione, più che velocità. Seguire la mappa aiuta a orientarsi, vista l’estensione. Sono infatti presenti itinerari consigliati grazie ai quali attraversare le zone principali senza trascurare dettagli importanti. Tuttavia, lasciare spazio a deviazioni personali regala spesso le scoperte più interessanti.

Le stagioni guidano l’esperienza: tra febbraio e marzo fioriscono i susini nella parte meridionale, con tonalità delicate che anticipano la primavera. Aprile porta i celebri ciliegi giapponesi, che qui si concentrano soprattutto nella zona nord-orientale, con fioriture spettacolari che attirano visitatori da tutto il Paese.

L’estate, dal canto suo, introduce una varietà botanica ampia, tra iris, azalee e vegetazione rigogliosa. Poi c’è l’autunno che, come al suo solito, accende il paesaggio con aceri rossi e arancioni. Con il freddo e l’inverno a Kenrokuen muta completamente l’atmosfera. Compare neve sui rami, il silenzio si fa più marcato e, in particolare, impressionano le yukitsuri. Sono delle strutture di corde, disposte a cono sopra gli alberi, che proteggono i rami dal peso della neve. Un intervento pratico che diventa elemento estetico iconico.

Yukitsuri del Giardino Kenrokuen
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Le emblematiche yukitsuri nel Giardino Kenrokuen

Non mancano nel corso dell’anno eventi serali con illuminazione speciale che offrono una prospettiva diversa, tramite luci soffuse che evidenziano lanterne, ponti e riflessi sull’acqua. All’esterno, lungo i viali che costeggiano gli ingressi principali, si trovano negozi e piccoli locali in cui la tradizione artigianale di Kanazawa emerge attraverso oggetti decorati con foglia d’oro, produzione per cui la città detiene una quota quasi totale a livello nazionale.

Dove si trova e come arrivare

Il Giardino Kenrokuen occupa una posizione centrale a Kanazawa, immediatamente accanto al Castello cittadino. Dalla stazione ferroviaria principale partono diverse linee di autobus, ma il Kanazawa Loop Bus rappresenta la soluzione più semplice per chi visita la città, con fermate dedicate nei pressi degli ingressi.

A disposizione c’è anche un servizio specifico, il Kenrokuen Shuttle, il quale connette direttamente la stazione al giardino con frequenze regolari (particolarmente nei giorni festivi). Anche autobus locali e linee JR raggiungono l’area, dando alternative utili in base agli spostamenti programmati.

Diversi ingressi consentono l’accesso. Il cancello Katsurazaka si trova vicino al castello, mentre Mayumizaka affaccia su un’area più urbana, servita dai mezzi pubblici. Entrambi introducono a percorsi diversi, ma ugualmente suggestivi. Gli orari variano a seconda della stagione: apertura anticipata in primavera ed estate, con chiusura nel tardo pomeriggio; in autunno e inverno l’orario si accorcia leggermente.

Kenrokuen è un luogo che sintetizza secoli di estetica giapponese in uno spazio che cambia volto senza perdere identità. Un parco che si guadagna davvero il soprannome di “Giardino delle Sei Sublimità“, perché qui teoria e realtà coincidono per davvero.