Gatti, arte contemporanea e tanto verde: la nuova vita del Forte Marghera a Venezia

A Mestre una fortezza ottocentesca si è trasformata in uno spazio pubblico insolito, dove la storia militare dialoga con la Biennale, e i gatti regnano sovrani

Foto di Lorenzo Calamai

Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

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Non ci sono gondole, né turisti in fila, né calli affollate. Ci sono invece 48 ettari di verde e canali silenziosi e bastioni in mattoni rossi che si riflettono nell’acqua e una quantità impressionante di gatti che sbucano dall’erba come apparizioni: benvenuti a Forte Marghera, la fortezza ottocentesca di Mestre che negli ultimi anni ha trovato una seconda vita e che vale benissimo una deviazione da una visita a Venezia, o anche una gita apposta.

Rispetto ai luoghi più noti della Laguna, non ci sono code, niente ingresso a pagamento, niente ressa, ma un grande parco pubblico ad accesso libero, gestito da una fondazione. In questo modo quello che era un complesso militare dismesso si è trasformato in un luogo vivo frequentato da famiglie, appassionati d’arte, ciclisti, e da chi viene semplicemente a sedersi sul bordo di un canale e a leggere un libro. E con tanti gatti tutt’attorno.

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