Viaggi di lavoro in Europa, le regole Paese per Paese

Una guida completa relativa alle regole da osservare per i viaggi di lavoro in Europa, Paese per Paese

In questo periodo particolarmente delicato per chi viaggia, complicato ancora di più dalle varianti del Covid-19, è importante monitorare costantemente le limitazioni introdotte nelle destinazioni verso cui si è diretti, non solo a fini turistici ma anche per affari. Come tutti viaggiatori, i professionisti devono, infatti, attenersi a precisi protocolli di sicurezza, sebbene alcune categorie siano in alcuni casi esentate dagli obblighi vigenti. Dopo avervi illustrato le restrizioni relative all’ingresso nei Paesi europei, vi segnaliamo qui le regole inerenti ai viaggi di lavoro in Europa, Paese per Paese.

Albania

L’ingresso in Albania via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di autoisolamento, mentre si raccomanda di verificare direttamente con la compagnia aerea o di navigazione lo stato del proprio volo o traghetto perché le informazioni sul traffico aereo e marittimo possono variare rapidamente. Inoltre, è bene sapere che, fino al 25 febbraio, il Ministero della Sanità e della Tutela Sociale albanese ha disposto il divieto di spostamento e dell’attività di bar e ristoranti in tutto il territorio albanese dalle 20 alle 6.

Andorra

L’ingresso in Andorra non prevede l’obbligo di quarantena, mentre vige quello di presentare un test molecolare PCR negativo (non sono ammessi i test rapidi) effettuato nelle 72 ore antecedenti l’arrivo nel Paese, per via aerea o marittima. Non sono previste eccezioni all’obbligo di tampone, se non per l’equipaggio dei mezzi marittimi, per i passeggeri in transito e i minori di 6 anni.

Austria

Tutti coloro che entrano in Austria devono effettuare una registrazione online, prima dell’ingresso nel Paese.  Dal 10 febbraio 2021, tale obbligo sussiste anche per i lavoratori transfrontalieri (“pendolari”), per i quali la registrazione è valida una settimana qualora le indicazioni in essa contenute, come ad esempio il luogo di lavoro, restino immutate. Questi ultimi non hanno l’obbligo di quarantena ma sono tenuti ad esibire, al pari degli altri viaggiatori, un test Covid con esito negativo al momento dell’ingresso in Austria (o di farlo al più tardi entro le 24 ore successive).

Bielorussia

In Bielorussia resta per i passeggeri in arrivo dall’Italia l’obbligo di isolamento fiduciario per 10 giorni e quello di produrre un test PCR di negatività al Covid-19, rilasciato non più di 72 ore prima della data di arrivo, che deve essere redatto in lingua inglese, russa o bielorussa. I collegamenti aerei diretti con Roma e Milano sono regolarmente assicurati dalla compagnia di bandiera Belavia.

Belgio

Chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto, 48 ore prima dell’arrivo, a riempire un modulo online (Passanger Locator Form-PLF), tranne nel caso di ingressi via auto per soggiorni di durata inferiore alle 48 ore. Nel caso di viaggi di natura professionale verso il Belgio di durata fino a cinque giorni, l’invitante/cliente belga dovrà compilare preventivamente un modulo on line (Business Travel Abroad – BTA), al fine di ottenere un codice che il viaggiatore dovrà poi inserire sul PLF; sulla base del test di autovalutazione annesso al PLF, il viaggiatore potrà così eventualmente essere sollevato dall’obbligo di quarantena. È bene, però, sapere che al momento i collegamenti aerei con l’Italia sono fortemente ridotti.

Bosnia ed Erzegovina

A causa di un significativo numero di contagi giornalieri, potrebbero essere adottate nuove misure di contenimento, con breve preavviso. Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri, anche se alcune compagnie non hanno riattivato le rotte da e per la Bosnia Erzegovina, o le hanno nuovamente sospese. Tutti i cittadini stranieri, inclusi gli autisti per trasporto merci, possono entrare unicamente con un passaporto in corso di validità (non sono più accettati altri documenti di riconoscimento). Bisogna inoltre presentare il risultato negativo di un test PCR non più vecchio di 48 ore.

Bulgaria

In Bulgaria, la situazione epidemica straordinaria è estesa fino al 30 aprile 2021. Per l’ingresso dall’Italia è necessario presentare l’attestazione di test molecolare negativo effettuato nelle 72 ore precedenti, fatta eccezione per alcune categorie, tra cui i lavoratori transfrontalieri e i soggetti in transito attraverso il territorio della Repubblica di Bulgaria. Per l’ingresso viene, inoltre, richiesta la compilazione di un modulo di autocertificazione.

Croazia

Le misure di contenimento disposte dalle Autorità croate sono state prorogate fino al 28 febbraio 2021. Possono entrare liberamente le persone provenienti direttamente dai Paesi elencati nella “Lista Verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, altrimenti bisogna presentare l’esito negativo al tampone effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all’arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo. Le eccezioni sono previste per determinate categorie, in cui rientrano gli operatori sanitari, i lavoratori transfrontalieri, distaccati e stagionali, a condizione che non rimangano nel territorio nazionale o fuori dal territorio nazionale per più di 12 ore; studenti e stagisti che si spostano quotidianamente all’estero; personale diplomatico e chi viaggia per urgenti motivi familiari o di lavoro, compresi i giornalisti nell’esercizio delle loro funzioni.

Cipro

L’ingresso a Cipro per chi proviene dall’Italia è tuttora consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), persone legalmente residenti nel Paese, personale diplomatico accreditato ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro, secondo il Decreto sulle malattie infettive. È, inoltre, obbligatorio: presentare un certificato negativo di test molecolare (PCR), effettuato entro 72 ore prima della partenza dall’Italia; osservare un periodo di autoisolamento di 14 giorni presso il proprio domicilio a Cipro, quale che sia il risultato del test COVID-19 e ripetere il test 48 ore prima del termine dell’isolamento; sottoscrivere una dichiarazione giurata attestante il Paese di provenienza e altre informazioni personali da compilare online.

Danimarca

Viene garantito l’accesso in Danimarca solamente in presenza di un comprovato valido motivo, anche per chi proviene dall’Italia. Al loro ingresso nel Paese, i lavoratori stranieri hanno l’obbligo di effettuare, oltre al test nelle 24 ore prima della partenza, anche un secondo test PCR dopo 72 ore dall’arrivo.

Estonia

L’Estonia adotta una propria classificazione nazionale delle aree a rischio Covid. Un elenco dei Paesi a rischio è pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri estone ogni venerdì ed entra in vigore il lunedì della settimana successiva. I viaggiatori che, provenendo da un’area a rischio, non vogliano rimanere in autoisolamento per dieci giorni dopo l’arrivo,  devono eseguire un primo test molecolare PCR  nelle 72 ore prima dell’ingresso in Estonia, con esito negativo (il certificato deve essere scritto almeno in inglese). Durante il soggiorno è possibile effettuare un secondo test, non prima del sesto giorno successivo al primo. Il viaggiatore è libero dall’obbligo di isolamento di 10 giorni se i risultati di entrambi i test sono negativi. Per le attività “imprescindibili”, come quelle lavorative, sono previsti casi di deroga all’isolamento, solo qualora il risultato del primo test risulti negativo.

Federazione Russa

Resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa, salvo che per coloro che rientrino nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo, tra cui i lavoratori “altamente specializzati” (VKS) segnalati dal loro datore di lavoro con sede in Russia e i loro familiari (con procedura di autorizzazione da avviare in Russia almeno due settimane prima del programmato ingresso).

Finlandia

Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni, che potrà essere abbreviato in caso di doppio test negativo (tampone o test antigenico rapido) a distanza di almeno 72 ore. Saranno dispensati dall’obbligo di quarantena e di secondo tampone i viaggiatori per lavoro o motivi essenziali con permanenza nel Paese inferiore alle 72 ore. Non sono, invece, consentiti ingressi per turismo.

Francia

Le autorità francesi sconsigliano fortemente gli ingressi da Paesi UE. In ogni caso, è richiesta l’esibizione di un risultato negativo di un test PCR, effettuato nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Francia Sono esentanti dal presentare il tampone i lavoratori frontalieri, i trasportatori e i residenti nei territori confinanti entro 30 km dal proprio domicilio.

Germania

La Germania ha abolito le restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi UE e Schengen, tra cui l’Italia, in cui non si sono diffuse le nuove varianti del Covid. Deve, invece, attenersi all’obbligo di registrazione, tampone e quarantena chiunque si sia recato, nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania, in un’area considerata “a rischio”.  Tra i casi di esenzione dall’obbligo di tampone all’ingresso ci sono i pendolari che viaggiano regolarmente da o per un’area a rischio per motivi di lavoro, studio o formazione professionale comprovati e strettamente necessari, facendo rientro al proprio domicilio almeno una volta alla settimana. È inoltre possibile, in casi motivati, richiedere un’esenzione ad hoc all’autorità sanitaria competente.

Grecia

In Grecia il lockdown su tutto il territorio nazionale è stato prorogato fino al 1 marzo 2021, con possibilità di ulteriore proroga. Tutti i viaggiatori provenienti dall’estero sono tenuti a presentare un test molecolare negativo per il Covid-19 (in inglese) effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane condizione indispensabile la compilazione di un modulo online. Si dovrà, inoltre, rispettare un periodo di autoisolamento fiduciario di sette giorni ed è previsto a campione un test rapido effettuato all’arrivo in aeroporto. È possibile spostarsi tra regioni diverse solo in caso di emergenza (rientro presso il luogo di residenza principale, ricongiungimento familiare, motivi professionali e motivi di salute), da comprovare con documenti giustificativi ufficiali.

Irlanda

In Irlanda, le esenzioni all’obbligo di avere un risultato negativo/”non rilevato” di un test PCR Covid-19 prima della partenza sono limitate ai lavoratori del trasporto internazionale, inclusi gli autotrasportatori, i piloti e l’equipaggio aereo, ai comandanti e all’equipaggio marittimo e ai membri dell’An Garda Síochána (Polizia irlandese) nell’esercizio delle loro funzioni. Anche i bambini di età inferiore ai sei anni saranno esentati. Non sono, inoltre, tenuti a fornire la prova del test i passeggeri che arrivano in Irlanda esclusivamente allo scopo di proseguire verso un altro Stato e che non escono dall’aeroporto.

Islanda

Fino al 30 aprile 2021, salvo le eccezioni, tutti i viaggiatori in arrivo devono presentare una certificazione, che attesti di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso, a un test molecolare PCR con risultato negativo. Inoltre, tutti i viaggiatori, turisti e residenti, in arrivo da aree considerate a rischio, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, devono sottoporsi ad una procedura di doppio screening, che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due test. Coloro che risultano positivi devono autoisolarsi e osservare la quarantena di 14 giorni. Sono esenti i viaggiatori in arrivo in grado di produrre o una certificazione medica emessa da uno Stato UE/EFTA che attesti la presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 (test PCR o test sierologico) dopo aver contratto il Covid-19 oppure un valido certificato internazionale di vaccinazione.

Kosovo

Salvo limitate eccezioni (transito per meno di tre ore, trasportatori, diplomatici), tutti i cittadini stranieri provenienti da Paesi considerati ad alto rischio, tra cui l’Italia, devono presentare un certificato di negatività al Covid-19 (test RT-PCR), rilasciato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Paese, in assenza del quale è previsto un periodo di autoisolamento di 7 giorni.

Lettonia

A causa dell’aumento dei casi di contagio nel Paese, il Governo lettone ha deciso di  prorogare ulteriormente lo stato di emergenza fino al 6 aprile 2021. L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori italiani dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni. È altresì obbligatorio compilare un questionario elettronico tramite apposito sito web, non prima delle 48 ore precedenti l’attraversamento della frontiera lettone. Dopo aver compilato e inviato il modulo, il viaggiatore riceverà per via elettronica un codice QR tramite il quale le autorità sanitarie di frontiera e di polizia potranno contattare la persona e verificare eventualmente il rispetto della normativa sull’isolamento fiduciario. La registrazione è obbligatoria anche per i viaggiatori in transito.

Lietchenstein

Il Lietchenstein segue le regole di viaggio della Svizzera.

Lituania

La lista dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19 viene pubblicata ogni venerdì dal Ministero della Salute lituano ed entra in vigore il lunedì successivo. Ad ogni modo, la situazione deve essere monitorata in quanto soggetta a variazioni. Il Governo ha deciso di prolungare la quarantena fino al 28 febbraio 2021. A partire dall’8 febbraio, tutti i viaggiatori provenienti da qualsiasi Paese del mondo (Italia compresa) dovranno avere il certificato (con traduzione in lituano, inglese o russo) sul tampone molecolare con esito negativo, effettuato 48 ore prima dell’ingresso, oppure fare il test in loco entro 24 ore dall’arrivo. A partire dal 15 febbraio  è obbligatorio anche l’autoisolamento di 10 giorni dall’arrivo, con la possibilità di abbreviare i tempi effettuando un test a proprie spese non prima del 7° giorno di isolamento e ottenendo esito negativo. Prima di imbarcarsi su un aereo, un traghetto, un autobus o un treno, si dovrà compilare il modulo sul sito del Centro nazionale per la salute e presentare la conferma (il codice QR) al momento dell’imbarco. Chi viaggia in modo autonomo via terra, dovrà registrarsi in modalità elettronica entro 12 ore dall’arrivo. I lavoratori frontalieri e coloro che attraversano il confine tra la Repubblica di Lituania e un altro paese dell’Unione Europea per motivi di lavoro, devono compilare il modulo di registrazione almeno una volta al mese nel caso in cui viaggino su rotte internazionali.

Lussemburgo

In Lussemburgo è stato prorogato il coprifuoco nazionale dalle 23 alle 6 fino al 21 febbraio 2021, ad eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro, salute o rientro dall’estero. Fra le eccezioni all’obbligo del tampone per l’ingresso in aereo, figurano i passeggeri in transito o in grado di certificare di avere già contratto il Covid-19, oltre al personale viaggiante, ai lavoratori transfrontalieri e al personale delle missioni diplomatiche. Se un passeggero non presenta un tampone valido, sarà collocato dalle Autorità lussemburghesi in regime di quarantena per un periodo di 14 giorni, a decorrere dalla data di ingresso nel Paese. Non è al momento richiesto di esibire l’esito negativo al tampone per fare ingresso in Lussemburgo in auto o in treno. La quarantena non è obbligatoria, ma consigliata nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.

Malta

L’aeroporto internazionale di Malta è aperto ai voli commerciali. Alcune restrizioni possono essere applicate, a seconda che il viaggiatore provenga da un Paese incluso nella Lista Verde, Ambra o Rossa. I viaggiatori che arrivano a Malta dalla ‘Lista Verde’ dei Paesi sicuri (tra cui l’Italia) non saranno sottoposti al test all’arrivo. Ci sarà solo uno screening termico all’aeroporto e verrà chiesto bisognerà compilare un modulo di autodichiarazione con informazioni sui viaggi effettuati nei 30 giorni precedenti. In particolare, si dovrà confermare di non aver viaggiato al di fuori dei Paesi sicuri elencati. Tutti gli aggiornamenti sono consultabili a questo sito.

Monaco

Le Autorità del Principato di Monaco hanno inasprito le misure di contenimento e prevenzione a partire dall’8 febbraio 2021. In particolare, è previsto l’obbligo di produrre all’arrivo un test PCR risultato negativo ed eseguito nel Paese di origine nelle 72 ore precedenti l’arrivo nel Principato; in alternativa, sottoporsi ad un test PCR in loco, restando in quarantena in attesa del risultato. Sono esenti gli autotrasportatori, i lavoratori frontalieri e i residenti dei bacini di frontiera e i viaggiatori che si spostano da Monaco verso il solo Dipartimento delle Alpi Marittime per meno di 24 ore.

Montenegro

Fino al 25 febbraio 2021 sono in vigore su tutto il territorio nazionale nuove misure di contenimento, con protocolli specifici disposti per le municipalità di Budva e Tivat. In particolare, si segnala che è stato abolito l’obbligo di presentare un test ai fini dell’ingresso in Montenegro dalla maggior parte dei Paesi fatta eccezione per quelli più a rischio, tra i quali attualmente non figura l’Italia. In tutto il territorio vige il coprifuoco dalle 21 alle 5.

Norvegia

Fino al 28 febbraio 2021, con possibilità di proroga, è permesso l’ingresso in Norvegia solo ai cittadini norvegesi e ai cittadini stranieri residenti in Norvegia. Sono esenti dal divieto alcune categorie di persone per le quali tuttavia restano in vigore l’obbligo di registrarsi, di presentare un certificato Covid-19 negativo, di sottoporsi a un test obbligatorio all’arrivo e di osservare la quarantena. Informazioni dettagliate sono fornite dal Direttorato per l’Immigrazione.

Paesi Bassi

I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per i viaggi da alcuni Paesi. Dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall’Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i collegamenti diretti. I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad autoisolarsi per 10 giorni. Non sono tenuti alla quarantena all’arrivo i viaggiatori che rientrano tra i pendolari transfrontalieri, studenti, chi lavora nel trasporto merci o passeggeri e chi attraversa il confine per lavoro. Tutti i passeggeri che viaggiano nei Paesi Bassi per via aerea o marittima da aree ad alto rischio devono produrre un risultato negativo di un test rapido Covid-19 eseguito non più di 4 ore prima dell’imbarco. Requisito che si aggiunge all’esistente risultato negativo obbligatorio di un test PCR eseguito non più di 72 ore prima dell’arrivo nei Paesi Bassi. Queste misure si applicano anche a chi viaggia verso le zone caraibiche.

Polonia

Resta l’obbligo di quarantena di 10 giorni, a partire dal giorno successivo all’ingresso, per tutti coloro che arrivano in Polonia da Paesi UE con mezzo di trasporto pubblico, salvo esibizione di un tampone negativo effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese, redatto in lingua inglese o polacca. Risultano esenti le persone che attraversano il confine della Polonia, inteso quale confine interno all’UE, per motivi professionali, di lavoro o per svolgere attività dietro retribuzione in Polonia o in un altro Paese vicino. A tal proposito, prima di intraprendere il viaggio si raccomanda di verificare le condizioni di ingresso prendendo contatto con le Autorità sanitarie polacche -“Sanepid” e la Guardia di Frontiera polacca direttamente  o tramite il proprio datore di lavoro, cliente o controparte commerciale.

Portogallo

Per “viaggi essenziali” si intendono i viaggi che consentono il transito, l’ingresso e la partenza dal Portogallo per le seguenti persone: cittadini di uno stato membro dell’Unione Europea, paesi associati Schengen e loro familiari; cittadini rimpatriati mediante assistenza consolare; cittadini di paesi terzi che viaggiano per motivi professionali, studio, ricongiungimenti familiari, motivi sanitari e umanitari e secondo il principio di reciprocità. Ai passeggeri stranieri che si imbarcano senza il test eseguito, verrà rifiutato l’ingresso nel territorio nazionale e sarà emanato un provvedimento sanzionatorio ai danni della compagnia aerea.

Regno Unito

L’obbligo di mostrare un test con risultato negativo si applica agli arrivi da tutto il mondo e include anche i viaggiatori in transito e quanti si rechino dal Regno Unito all’estero per viaggi di durata inferiore a 3 giorni (in quel caso, il test potrà essere effettuato prima della partenza dal Regno Unito e mostrato al rientro). Limitate categorie di viaggiatori sono esentate dall’obbligo di isolamento a prescindere dal Paese di origine dello spostamento. Tra questi, i viaggiatori in transito all’interno dell’area sterile (airside) dell’aeroporto, gli autotrasportatori, i ricercatori e il personale sanitario, i direttori d’azienda, i giornalisti e gli artisti in tour, con modalità e requisiti specifici per ciascuna categoria. Potete consultare le istruzioni complete qui.

Repubblica Ceca

Lo stato di emergenza in Repubblica Ceca è prorogato fino 28 febbraio 2021. A partire dal 5 febbraio sono state introdotte nuove misure restrittive per l’ingresso nel Paese. È vietato l’ingresso agli stranieri, ad eccezione dei viaggi indispensabili, motivati da: rientro presso la propria residenza, esigenze lavorative, studio, salute e visite necessarie alla famiglia.

Repubblica di Macedonia del Nord

Tutti coloro che fanno ingresso nel territorio della Repubblica di Macedonia del Nord non sono più soggetti ai passati requisiti e restrizioni, come l’obbligo del test PCR e l’autoisolamento obbligatorio. Gli aeroporti internazionali di Skopje e Ohrid sono regolarmente aperti, anche se le compagnie aeree hanno sospeso i voli diretti con gli scali italiani. La ripresa dei collegamenti diretti è attualmente prevista per il mese di marzo 2021, ma non può considerarsi certa.

Repubblica di Serbia

Ai cittadini stranieri non residenti che entrino in Serbia per motivi d’affari è consentito entrare temporaneamente senza test, con l’impegno di produrre, entro 24 ore dall’ingresso, un risultato negativo del test PCR o antigenico, emesso da un istituto riconosciuto nel Paese. Ad oggi, non sono ancora stati ripristinati i voli diretti con l’Italia.

Romania

Dal 12 febbraio è entrata in vigore una nuova normativa sugli ingressi in Romania. Chiunque entri nel Paese da una zona a rischio, inclusa l’Italia, dovrà presentare un test per il PCR con risultato negativo effettuato entro le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese.

Slovacchia

Da febbraio, tutti coloro che entrano in Slovacchia, devono presentare un risultato negativo per il test Covid-19 molecolare effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese o, in alternativa, di segnalare la propria presenza alle autorità sanitarie locali e sottoporsi a un isolamento domiciliare di 14 giorni.

Slovenia

Il Decreto del Governo Sloveno in vigore dal 13 febbraio introduce eccezioni alla quarantena e alla presentazione di referto negativo al test Covid-19 per i viaggiatori provenienti dall’Italia che rientrano in una di queste 4 categorie: lavoratori transfrontalieri giornalieri; persona che attraversa il confine quotidianamente o occasionalmente per motivi scolastici e di studio; cittadino proveniente da Stato UE-Schengen dove svolge assistenza, lavori di manutenzione o attività volte ad attenuare rischi imminenti per la salute; appuntamento per prestazioni mediche.  Dalla suddetta data, inoltre, i valichi di confine con l’Italia sono tutti transitabili.

Spagna

Per l’ingresso in Spagna, i viaggiatori italiani hanno l’obbligo di presentare un certificato che attesti di essersi sottoposti a un tampone molecolare risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese. Non sono ammessi i test rapidi (antigenici). Prima dell’arrivo per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica”, tramite la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare al proprio arrivo.

Svezia

Fino al 31 marzo 2021, è stato introdotto l’obbligo per i cittadini stranieri in arrivo di esibire un certificato di test Covid negativo (molecolare o antigenico) all’ingresso in Svezia effettuato entro le 48 ore antecedenti all’arrivo. Sono previste eccezioni per alcune categorie alle quali le Autorità svedesi raccomandano comunque di effettuare un test molecolare all’arrivo e un secondo tampone dopo 5 giorni, oppure di isolarsi per 7 giorni. La situazione relativa ai collegamenti aerei con l’Italia sta lentamente tornando alla normalità, pur essendo ad oggi rari i collegamenti aerei diretti.

Svizzera

A partire dall’8 febbraio sono entrate in vigore nuove regole per l’ingresso in Svizzera. Coloro che provengono dalle regioni ad alto rischio, come identificate dalle Autorità locali, devono presentare un test PCR con esito negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell’ingresso nel Paese e sono, comunque, sottoposti ad obbligo di quarantena. Quest’ultima ha durata di dieci giorni ma può essere terminata a partire dal settimo giorno in caso di test rapido o PCR, effettuato dall’interessato a proprie spese, con esito negativo. L’obbligo di effettuare un test PCR scatta anche per tutti coloro che arrivano in Svizzera per via aerea, indipendentemente dalla provenienza, con controllo effettuato all’imbarco sul volo. Dalla stessa data entra, inoltre, in vigore l’obbligo di registrazione dei propri dati di contatto per tutti coloro che entrano nel Paese con mezzo di trasporto pubblico.

Turchia

Fino al 1 marzo 2021, per entrare in Turchia dall’estero bisogna presentare un test PCR negativo effettuato entro le 72 ore precedenti all’ingresso nel Paese. In caso di viaggio aereo, il vettore ha l’obbligo di non imbarcare chi non presenti un test PCR negativo.Si segnala che le Autorità turche hanno introdotto l’obbligo di acquisire un codice di tracciamento (HES Code) per poter effettuare una serie di attività, come ad esempio accedere a centri commerciali o usufruire del trasporto pubblico.

Ucraina

Attualmente l’Italia è ancora inserita nella “zona rossa”, il che implica che bisogna esibire un test PCR con esito negativo eseguito non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese, oppure sottoporsi a PCR test in Ucraina e sottoporsi a isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni. La distinzione dei Paesi in “zona verde” e “zona rossa” operata dalle Autorità ucraine è sistematicamente aggiornata in base all’evoluzione del quadro epidemiologico e consultabile al seguente sito (solo in ucraino). Si raccomanda, pertanto, di monitorare costantemente gli aggiornamenti, soprattutto a ridosso del proprio viaggio in Ucraina. È bene, ad ogni modo, sapere che i collegamenti aerei diretti con l’Italia sono ridotti o sospesi.

Ungheria

L’Ungheria mantiene la chiusura delle frontiere agli stranieri. I collegamenti aerei con l’Italia, già da tempo ridottissimi, sono stati sospesi, lasciando limitatissime opzioni. Tra le eccezioni previste per l’ingresso degli stranieri ci sono viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria; cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro; transito lungo i corridoi umanitari autostradali.

Prima di un’eventuale partenza, vi invitiamo infine a visionare il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri.

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