In bicicletta, tra i borghi e i castelli della Strada del Soave

Un itinerario ad anello parte e ritorna a Soave, dopo una pedalata (impegnativa) tra antichi castelli e chiese del Duecento

Colline, suoli vulcanici, dolci pendii: la Strada del Vino del Soave – a 20 chilometri da Verona e ad 80 da Venezia – attraversa una zona che è da sempre ad alta vocazione vitivinicola, e che tra i suoi vigneti cela splendidi borghi e castelli.

Nata nel 1999, la Strada del Soave conta 130 esercizi tra enti, associazioni, agriturismi, hotel, frantoi e aziende di prodotti tipici locali: lungo i suoi 50 chilometri, si ammira un paesaggio bucolico, si visitano le cantine, si degusta il vino, si assaggiano piatti tipici e si viene a contatto con l’ospitalità delle persone. I comuni che hanno aderito al progetto sono tredici, dislocati in quattro valli (Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone) e ricchi di chiese romaniche, di ville, di castelli e di musei.

Tra i diversi itinerari che lungo la Via del Vino Soave si dipanano, uno tra i più interessanti è il percorso cicloturistico tra i castelli. Si parte da Soave – borgo noto per il suo vino bianco omonimo – dove, dopo una visita al Santuario della Madonna della Bassanella e alla chiesa duecentesca di San Giorgio, ci si può dedicare all’esplorazione del suo celebre castello. Da qui si prosegue per Colognola ai Colli passando da San Vittore, e si raggiunge la bella Pieve Romanica costruita sulle rovine di una precedente chiesa.

Risalendo a bordo della propria due ruote, si riprende il percorso in direzione Cadelara, Crocebianca e Donzellino fino ad arrivare a Santa Giustina e poi a Illasi con le sue Villa Pompei – Carlotti e Villa Sagramoso – Perez Pompei, circondata da un parco realizzato ai primi dell’Ottocento all’interno del quale – sulla sommità della collina – sorge il castello.

Si prosegue poi in direzione Monte Tabor, San Felice, e si raggiunge Cazzano di Tramigna con la piccola cappella di San Pietro in Briano, costruita sulla cima di una collina in mezzo agli ulivi e con una serie di affreschi alcuni dei quali si dice siano frutto di una scuola giottesca.

Arrivare qui durante la fioritura dei ciliegi regala un paesaggio da favola, con gli alberi in fiore che danno vita alla celebre ciliegia “Mora di Cazzano”. Lasciato il borgo si ritorna a Soave, passando da Costeggiola. E si conclude così un percorso straordinario.

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