Prenotare i biglietti del Colosseo sembra diventato impossibile: cosa sta succedendo

Sempre più turisti faticano a prenotare il Colosseo: tra bug, alta domanda e rivendita, il sistema mostra limiti evidenti nella gestione dei biglietti

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Visitare il Colosseo è da sempre una delle esperienze più richieste dai turisti che arrivano a Roma. Eppure, negli ultimi mesi, acquistare un biglietto attraverso il sito ufficiale sembra essersi trasformato in un’impresa complicata.

Sempre più visitatori segnalano difficoltà nel trovare disponibilità online, anche in periodi considerati di bassa stagione. Dietro questo fenomeno si intrecciano criticità tecniche, dinamiche di mercato e nuove regole che stanno cambiando il modo di accedere al sito archeologico più famoso d’Italia.

Perché i biglietti del Colosseo sono difficili da trovare

Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione guide turistiche abilitate (Agta) ha lanciato l’allarme attraverso un dossier e la segnalazione all’Agcm e all’Anac, come riporta l’Adnkronos. Ottenere un biglietto sul portale ufficiale è diventato estremamente complesso. Molti utenti raccontano di non riuscire nemmeno a visualizzare le disponibilità, oppure di incontrare errori durante il processo di acquisto. Il risultato? Biglietti esauriti nel giro di pochi minuti, spesso in modo apparentemente inspiegabile.

Il sistema – critico da metà gennaio 2026 – è influenzato da diversi fattori. Tra questi, un ruolo importante sarebbe giocato dai grandi operatori turistici che, pur avendo accesso a canali dedicati, acquistano massicciamente anche dalla piattaforma pubblica. Questo comportamento ridurrebbe drasticamente le possibilità per i singoli visitatori di trovare biglietti disponibili.

Un altro elemento critico riguarda l’utilizzo di strumenti automatizzati, capaci di bloccare temporaneamente i biglietti nei carrelli virtuali. Questa pratica, nota come “freezing” (congelamento), permette di trattenere i ticket senza completarne subito l’acquisto, rendendoli di fatto invisibili agli altri utenti.

Parallelamente, il Parco Archeologico di Roma ha segnalato anche episodi di attacchi informatici, che hanno reso temporaneamente inaccessibile il sito. Tuttavia, secondo la direzione, il rapido esaurimento dei biglietti sarebbe dovuto anche a un’elevata domanda, con numeri di visitatori spesso vicini alla capienza massima giornaliera.

Secondary ticketing e nuove regole: cosa cambia per i turisti

La difficoltà nel reperire biglietti ufficiali ha alimentato il cosiddetto secondary ticketing, ovvero la rivendita attraverso piattaforme private. Qui i prezzi possono aumentare sensibilmente: un ingresso base da 18 euro può arrivare a costare anche diverse decine di euro in più, spesso abbinato a servizi aggiuntivi come visite guidate o audioguide.

Questa situazione limita la libertà di scelta dei turisti, che si trovano spesso costretti a optare per pacchetti più costosi pur di assicurarsi l’accesso al monumento. In particolare, alcune tipologie di biglietti più richieste, come quelle per aree speciali, risultano quasi sempre esaurite sul sito ufficiale ma disponibili a prezzi maggiorati altrove.

Per contrastare queste dinamiche, il Parco Archeologico del Colosseo ha introdotto nuove misure. Tra queste, dal 9 maggio 2026 ci sarà una stretta sul cambio nominativo dei biglietti entro 7 giorni dalla visita, che sarà consentito solo in casi specifici e documentati (refuso nel nome, cause di forza maggiore o errata attribuzione del titolo). L’obiettivo è ridurre le pratiche speculative e limitare la rivendita non autorizzata.

Resta però il nodo della gestione complessiva del sistema. Tra le proposte avanzate dagli operatori del settore ci sono l’estensione degli orari di apertura nei mesi estivi e la possibilità di acquistare i biglietti con maggiore anticipo rispetto agli attuali 30 giorni. Interventi che, secondo molti, potrebbero migliorare l’esperienza di acquisto e rendere più accessibile uno dei simboli più iconici del patrimonio culturale italiano.

Il Parco ricorda infine che chi non riuscisse a pianificare la visita con un mese di anticipo – e cioè quando i biglietti vengono messi in vendita – può sempre tentare la fortuna di accaparrarsi un biglietto direttamente in loco il giorno stesso della visita (il 18% dei biglietti totali viene infatti venduto presso la biglietteria fisica).