Giornate FAI d’autunno 2020, due weekend per scoprire l’Italia nascosta

Chiostri, sotterranei, borghi abbandonati. Sono solo alcuni dei mille luoghi che si potranno visitare

Chiostri, sotterranei, borghi abbandonati. Sono solo alcuni dei mille luoghi che si potranno visitare in occasione delle Giornate FAI d’autunno 2020 che si terranno i weekend del 17-18 e del 24-25 ottobre. Quest’anno come non mai l’Italia deve tornare a essere protagonista e con lo slogan “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Il Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle giornate, che quest’anno raddoppiano, dedicate ad alcuni dei beni più belli e, spesso, meno conosciuti d’Italia.

Le storie che raccontano i beni del FAI sono infinite e si snodano lungo un arco di tempo di 3.500 anni. Tanti sono, infatti, gli anni che ci separano dall’insediamento dell’età del Bronzo, scoperto all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (LE) poco tempo fa, curiosando tra gli ulivi. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di una serie di allineamenti di fosse circolari, che contenevano una imponente palizzata, probabilmente una recinzione a protezione dell’abitato.

Come anche la storia ambientata nella Torre del Monastero di Torba, a Gornate Olona (VA) dove una campagna archeologica ha permesso di scoprire, oltre a tracce di incendi e depositi alluvionali, la sepoltura di un cavallo risalente alla metà del VI secolo, sulla soglia di ingresso: una sepoltura rituale di cavallo e cavaliere, a simboleggiare l’alto rango del guerriero Longobardo che all’epoca presidiava il castrum oppure un rituale propiziatorio, attraverso cui la comunità Longobarda di Castelseprio-Torba ha rinunciato a qualcosa di prezioso – come un costoso cavallo – in cambio della protezione divina per mura, torre e città.

Risalgono, invece, al Seicento le incredibili scoperte del Castello di Masino, a Caravino (TO) dove, sotto le pareti scialbate nell’Ottocento dell’imponente Salone dei Savoia, sono stati scoperti affreschi, ora in via di restauro, datati 1680, straordinariamente scenografici aventi per oggetto il Teathrum Sabaudiae: cioè il Piemontese della fine del XVII secolo.

Oppure le trincee della Grande Guerra scavate a Fontanasecca, Quero Vas (BL) che saranno oggetto del racconto di uno degli scontri più cruenti del primo conflitto mondiale. E, quest’anno, per celebrare il ventennale dell’inaugurazione di Villa Panza a Varese donata al FAI dal collezionista Giuseppe Panza di Biumo, viene riproposta al pubblico la collezione permanente nel suo allestimento originale, così come concepito dal collezionista stesso e tramandato con minuzia di dettagli.

Molti gli interventi già conclusi, ma molti altri sono ancora in cantiere e saranno raccontati per la prima volta durante le Giornate FAI d’autunno 2020. Così, chi si recherà, per esempio, a Villa Necchi Campiglio, a Milano, potrà apprendere come sia possibile risparmiare acqua potabile attraverso l’utilizzo dell’acqua di prima falda.

Tra i luoghi aperti eccezionalmente in questa occasione ci sono la stazione ferroviaria di Tempio Pausania (SS) dove passa un treno turistico, i sotterranei di Fortezza Nuova a Livorno con un incredibile dedalo di gallerie, la ex chiesa di San Bovo a Vicenza che oggi ospita lo studio di un dentista, il secentesco Complesso monumentale di San Nicola di Tolentino, a Napoli, recuperato e trasformato in una struttura ricettiva gestita dai giovani dei Quartieri Spagnoli e diverse dimore private che nascondono dei veri e propri tesori. Le visite ai beni del FAI sono solo su prenotazione.

Borgo-di-Macchiagodena

Il borgo di Macchiagodena, nel Molise @FAI

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