Allarme vacanze: 2013, anno delle meduse

Avvistamenti intensificati già in tarda primavera in Italia, Spagna, Israele e Libano

Le meduse, dicono gli esperti del Guardian (fonte Ansa), sono abbondanti nel Mediterraneo, e il rischio è che rendano difficile la vita ai vacanzieri. Gli avvistamenti, conferma il sito Jellirisk.eu, coordinato dall’italiano Stefano Piraino dell’università del Salento e che si basa sulle segnalazioni dei cittadini, si sono moltiplicati già dal mese di maggio e giugno.

A essere interessate da banchi di grandi dimensioni sono state le coste italiane, soprattutto al Sud, in Puglia e in Sicilia, ma anche i litorali sapgnoli della Catalogna e di Valencia, oltre che nel bacino del Mediterraneo meridionale in Israele e Libano. "La concomitanza di fioriture di meduse a così grande distanza – si legge su Jellirisk.eu – suggerisce che il 2013 sarà un altro ‘anno delle meduse’, almeno nel Mediterraneo".
 
Ecco quli sono i fattori che sembrano far proliferare queste specie: il riscaldamento globale, che fa aumentare la temperatura dell’acqua, la pesca eccessiva, che rimuove i predatori, e alcuni interventi umani sulle coste che favoriscono la crescita delle larve. C’è chi vede nell’aumentare di queste popolazioni un elemento positivo: potrebbero divenire una fonte alimentare. Secondo gli esperti della FAO le meduse dovrebbero entrare nel menu dei paesi colpiti, cosa che già sta facendo qualche isolato chef.
 
Il contatto con le meduse provoca un’ustione cha varia a seconda del tipo di medusa e della zona del corpo colpita. Generalmente, nei nostri mari, le ustioni da meduse non sono pericolose per la vita, ma la reazione può durare da qualche ora a qualche giorno se non adeguatamente curata. Le meduse più comuni nei nostri mari sono: Pelagia noctiluca, Cotylorhiza tuberculata e Rhizostoma pulmo. Nel caso di un contatto con una medusa, è opportuno evitare il fai-da-te e i rimedi casalinghi ma rivolgersi a personale medico competente per lenire il dolore.

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