Göreme, un viaggio tra i paesaggi lunari della Cappadocia

Viaggio nella valle incantata di Göreme, tra pilastri di roccia, chiese rupestri e paesaggi spettacolari nel cuore della Cappadocia

Il cuore della Cappadocia è uno dei tesori più belli di tutta la Turchia e dell’Anatolia centrale, un luogo magico e incantato diventata una meta turistica molto apprezzata soprattutto attorno alla località di Göreme. Tra pilastri di roccia, chiese rupestri e paesaggi spettacolari e incantati dove è possibile ammirare le straordinarie formazioni per le quali questa regione è famosa, i “camini delle fate”.

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Kayseri (75 chilometri da Göreme) e Nevşehir (45 chilometri dalla città) entrambi serviti dalla Turkish Airline e dalla Pegaus Airline con voli diretti e giornalieri e poi raggiungere Göreme con l’autobus.

Göreme è un incantevole villaggio dagli edifici color miele considerata la cittadina più preziosa della Cappadocia, piccola e raccolta si visita a piedi in pochi minuti, infatti i principali punti di riferimento sono la moschea, col suo minareto, e il centro cittadino dove si trova anche un punto turistico informativo dedicato alle strutture alberghiere.

Per inoltrarsi tra le attrazioni della valle, sempre qui nella piazza, è possibile noleggiare quad, mountain bike e altri mezzi, in alternativa, se non si vuole noleggiare un auto, si può prenotare un taxi che vi condurrà a destinazione.

Göreme, ma più in generale l’intera Cappadocia, è una meta visitabile tutto l’anno ma il periodo migliore per organizzare una vacanza in questa regione è tra giugno e luglio o settembre e ottobre quando le temperature sono piacevoli ed è più semplice girovagare in lungo e largo per la valle. La valle che porta il suo nome è un sito affascinante e surreale che nel corso dei secoli sia la natura che gli uomini hanno trasformato creando delle vere opere d’arte.

Il Parco Nazionale di Göreme incanta i viaggiatori e curiosi di tutto il mondo con il suo paesaggio lunare dal grande valore storico e culturale difficile da trovare in altre parti del mondo, tant’è che è stato inserito nella lista dei Patrimoni Unesco nel 1985. Questo grande Museo a cielo aperto, testamento della cultura bizantina e della storia del Ccistianesimo, si trova a circa un chilometro dal centro del villaggio. È una tappa irrinunciabile per chiunque si rechi in viaggio in Cappadocia e merita una visita di almeno un paio d’ore.

Visitando questa cittadina di 2.000 anime si incontrano diverse chiese rupestri, cappelle e monasteri bizantini scavati nella roccia che in origine hanno ospitato vasti insediamenti religiosi. Più di trenta chiese che risalgono al IX sec. costruite scolpendo il soffice tufo vulcanico. Alcune di queste, in passato, sono state danneggiate ma altre sono ben conservate e visibili, come la Chiesa Buia (Karanlik Kilise) tra le più antiche di tutta la Turchia, chiamata così perché un tempo aveva pochissime finestre.

Seguendo un sentiero acciottolato si raggiungono altri siti religiosi, la prima è Azize Basil Sapeli, la cappella dedicata a San Basilio, uno dei santi più importanti della Cappadocia, poi la Chiesa della Mela (Elmali Kilise) parzialmente intatta, custodisce intonachi in ocra rossa e affreschi con scene raffiguranti alcuni passi della Bibbia; mentre l’Azize Barbara Sapeli, costruita dai bizantini è dedicata a Santa Barbara, la loro patrona, possiede delle preziose decorazioni dipinte a secco. Nella Chiesa del Serpente (Yilanh Kilise), ci sono affreschi un po’ rovinati che lasciano intravedere vecchie immagini dove ricorre la figura del drago solo che viene confuso con un serpente.

La Chiesa dei Sandali (Carikli Kilise) è un edificio dell’XI secolo con degli ottimi affreschi, prende il nome dalle impronte incise nel pavimento, che secondo la tradizione sono attribuite ai sandali di Gesù, visibili proprio sotto gli affreschi dedicati all’ascensione di Cristo. Usciti dal museo, si incontra la Chiesa delle Fibbia (Tokalı Kilise), una delle chiese più grandi e più belle di Göreme, con una cappella sotterranea e favolosi affreschi.

Nel corso di un viaggio a Göreme non si può fare a meno di vedere lo spettacolo naturale dei cosiddetti “camini delle fate“, grandi funghi creati dalle rocce friabili di origine vulcanica sormontate da massi rocciosi, alte all’incirca 30 metri. Le forme di queste opere naturali, nel corso del tempo, hanno alimentato molte leggende popolari, infatti i primi abitanti della Cappadocia ritenevano che fossero i camini di creature fatate che vivevano sottoterra. Una fitta rete di torri, canyon, pinnacoli e castelli, risultato di un lungo e costante processo di erosione naturale durato milione di anni.

Molto suggestiva è l’ora del tramonto quando la luce del sole si riflette sui camini fiabeschi creando un gioco di ombre e sfumature di vari colori che vanno dal bianco al rosso, al verde e grigio. Imperdibile anche la città sotterranea di Derinkuyu, nove piani sovrapposti sotto il livello del suolo, con una profondità di 85 metri in cui ci si rifugiavano i cristiani durante le persecuzioni musulmane o in caso di incursioni nemiche. Poi c’è la Valle di Ihlara, un canyon che si è sviluppo lungo un tratto di 7 chilometri, caratterizzato da diverse chiese rupestri affrescate, tra cui il Monastero di Selime.

Per tutti gli appassionati, inoltre, è possibile sorvolare la Cappadocia in mongolfiera per godere della bellezza di questa regione da un punto di vista assolutamente spettacolare. La città offre svariati hotel e ostelli, tutti a prezzi decisamente economici molti di questi hanno ripreso il design delle “caverne” mentre altri sono completamente scavati nel tufo vulcanico. Ci sono inoltre tanti piccoli ristoranti in Cappadocia e a Göreme che presentano menu dai costi contenuti dove poter assaggiare le specialità culinarie turche come il gustoso riso condito con uvetta e spezie e la deliziosa carne di montone, accompagnati dal tradizionale raki, un liquore molto forte a base di anice.

Göreme, un viaggio tra i paesaggi lunari della Cappadocia