Paura di volare? Ecco i ragionamenti per vincerla

La paura di volare rende invivibile l'esperienza del volo o addirittura non la permette. È un disagio non indifferente che può essere superato

Sono moltissime le persone che hanno paura di volare, molte più di quello che immaginiamo. Chi soffre della cosiddetta aerofobia non si fida di viaggiare su un aereo nonostante sia uno dei mezzi di trasporto con meno incidenti e, se lo fa, vive il viaggio malissimo: attacchi di panico, estrema ansia, iperventilazione, disturbi gastrointestinali e tanti altri fastidi tipici delle persone in questione. Ciò non accade soltanto tra i passeggeri: uno studio effettuato su un migliaio di flight attendant ha rivelato che circa il 10% ha paura di morire almeno una volta al mese, più che altro a causa di serie turbolenze.

Due scienziati statunitensi, Michael Flannagan e Michael Sivak, hanno dimostrato che sostituire l’automobile all’aereo rende il nostro tragitto 65 volte più pericoloso. Dunque è bene curare questo spiacevole inconveniente che è l’aerofobia, che a volte può renderci veramente la vita difficile. Il metodo più funzionante è quello comportamentale: ci si reca in un aeroporto, vengono insegnati degli esercizi di respirazione adatti, si parla con piloti e staff dell’aereo e si fanno simulazioni di volo. Questo metodo ci aiuta a saper affrontare il volo ed eventuali effetti indesiderati della nostra paura, ed è praticabile solo negli aeroporti che offrono corsi di questo tipo, di un giorno al massimo.

Un secondo metodo che ha percentuali di non riuscita bassissime è quello cognitivo: si insegna a controllare e a placare l’ansia. Dato che chi soffre di aerofobia è spesso ansioso, seppur ciò venga fuori in determinate e specifiche situazioni come quella del volo, saper comprendere i segnali dell’ansia e affrontarli come si deve ci permette di trascorrere il nostro volo serenamente. Un terzo metodo è scientifico: si chiama Eye Movement Desensitization and Reprocessing, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari.

Questa pratica è esercitata da determinati dottori e si basa su particolari movimenti degli occhi e delle luci mentre il paziente ricorda un’esperienza negativa e traumatica. Così facendo il dottore riuscirebbe ad agire su questa potendo poi far superare il dramma che sarebbe la causa del disagio del paziente, in questo caso la paura di volare. L’ultimo metodo più conosciuto è quello di simulare dei voli con apparecchiature tecnologiche e virtuali. È come il metodo comportamentale ma non c’è bisogno di recarsi in un aeroporto o di salire su un aereo vero, le realtà virtuali sono molto diffuse ormai. La paura di volare può essere vinta, basta affrontarla e un po’ di buona volontà.

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