Covid Passport: servirà un “passaporto sanitario” per tornare liberi di viaggiare?

Un documento digitale da esibire per confermare l'idoneità a viaggiare potrebbe salvare il comparto turistico dalla crisi e permetterci di viaggiare liberamente

 

Sono passati pochi mesi da quando, alcuni Paesi europei, avevano tentato la via del passaporto sanitario per la ripresa al turismo e per permettere alla persone di spostarsi, da una parte all’altra del territorio, in tutta sicurezza. E oggi, proprio quell’argomento, torna a essere al centro del futuro dei viaggi.

A lanciare il documento sanitario ci aveva già pensato la Danimarca lo scorso luglio, un passaporto questo che ha consentito a turisti e a viaggiatori per affari di attraversare i confini del Paese in tutta sicurezza. Un documento digitale da esibire, con validità di 7 giorni, per documentare la negatività al Coronavirus.

Dopo la notizia, in molti hanno guardato alla possibilità di seguire le orme del Paese Scandinavo, tra cui anche l’Italia. Era stato proprio Solinas, il presidente della regione sarda, a proporlo per la sua Sardegna, ma con l’allentamento delle restrizioni di viaggio tra i territori della nostra Penisola l’idea è stata accantonata.

Nelle ultime settimane però, dovendo fare i conti con il settore del turismo sempre più in crisi, ecco che si è tornato a parlare del passaporto sanitario, una soluzione questa che darebbe un po’ di respiro agli operatori turistici e agli stessi viaggiatori che vedono sfumare, sempre di più, le possibilità di viaggiare come prima.

Sono in molti a pensare che, l’introduzione di questo documento, possa essere lo strumento per far ripartire l’intero comparto turistico messo in ginocchio con l’avvento della pandemia. A muoversi in questa direzione sono soprattutto le compagnie aeree che ad oggi risultano in assoluto le più colpite dalla crisi.

L’idea, presa in considerazione già da alcune compagnie aeree internazionali, è quella di proporre ai viaggiatori dei voli Covid-free garantendo, quindi, un viaggio in totale sicurezza. In particolare la United Airlines e la Cathay Pacific si stanno muovendo per sperimentare la strada del CommonPass, un progetto lanciato World Economic Forum che prevede, a seguito di un tampone negativo, il rilascio di un documento digitale da esibire, prima di prendere un volo, per dimostrare di essere negativi al Coronavirus.

Si tratterebbe di un passaporto sanitario digitale e universale, dotato di QR code, che conferirebbe al viaggiatore l’idoneità a partire a seguito del tampone, eventuali screening sanitari aggiuntivi e una futura vaccinazione.

Al momento l’Italia, e le compagnie aeree del nostro Paese, non si sono ancora esposte al riguardo, ma il sentore è quello che questo strumento proposto possa salvare il futuro del turismo, e dei nostri viaggi.

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