Cinque Terre, un tesoro d’Europa

Un "tesoro d'Europa ed esempio per tutto il mondo" secondo il National Geographic Traveler Magazine

Per fortuna ci sono le Cinque Terre! Sono loro a tenere alto il buon nome dell’Italia nella classifica stilata da 340 esperti di turismo e pubblicata dal National Geographic Traveler Magazine sulle 99 destinazioni che nel mondo hanno saputo meglio conservare la loro autenticità, fra tradizioni e cultura locale, integrandola con un turismo mai invadente che non rinuncia alla sostenibilità ambientale.

Il piccolo tratto di costa del nord ovest d’Italia nel Levante ligure, cinque villaggi arroccati sul mare, circondate da ulivi e macchia mediterranea, da visitare e ammirare camminando fra le case colorate di pescatori, le colline e il verde dell’acqua, si è infatti aggiudicato il sesto posto grazie alla sua bellezza davvero unica, ma anche per essere un luogo che è riuscito a consolidare un virtuoso equilibrio fra “sviluppo economico e agricoltura”. Insomma un vero “tesoro d’Europa ed esempio per tutto il mondo“, scrive la rivista americana. Insomma “un’Italia di cent’anno fa“.

A condividere la sesta posizione in classifica con le Cinque Terre sono la Penisola di Valdès, lungo la costa atlantica dell’Argentina, nella regione della Patagonia, già importante riserva naturale, designata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1999, e la Moray Firth Coast, in Scozia. Ma per scoprire il litorale più bello del pianeta bisogna sorvolare l’Oceano Atlantico e approdare in Canada, e precisamente nella penisola di Avalon. Si tratta di un territorio di circa 10.000 chilometri quadrati di che si protende nelle fredde acque atlantiche che uno stretto istmo tra le baie di Trinity e Placenta collega all’estremità sudorientale dell’isola di Terranova.

Al secondo posto, parimerito con 80 punti, la costa del Pembrokeshire nel Galles e la costa Tutukaka in Nuova Zelanda. Seguono, ad appena un punto di differenza, i suggestivi fiordi delle coste cilene che nonostante siano ormai già state scoperte dall’industria turistica (è ormai fatto usuale avvistare barche con a bordo viaggiatori in cerca di nuovi paesaggi da racchiudere e conservare negli occhi, nella mente e nelle immagini digitali), le autorità locali sono riuscite a salvaguardare il territorio studiando nuove soluzioni ecosostenibili; la Na Pali Coast alle Hawaii, nella zona nord-est della disabitata isola di Kuai, la più vecchia dell’arcipelago; e la Batinah Coast, nell’Oman.

Le Gulf Islands, nel golfo della Georgia, fra l’isola di Vancouver e la terraferma, si aggiudicano, da sole, il quarto posto, mentre la quinta posizione è condivisa dal South Shore nella Nuova Scozia, e dalla zona intorno alla citta di Broome, sulla costa nord occidentale dell’Australia.

La tanto blasonata Costa Smeralda è invece finita fra gli insufficienti, i luoghi con un futuro incerto, anzi a rischio. E tutto questo perché nel tempo è stata trasformata in un “parco giochi per turisti”, scrive il National Geographic Traveler, un luogo pieno di traffico e stranieri dove la cultura sarda è andata quasi perduta. A fare compagnia al famoso litorale sardo altre mete conosciutissime come Tenerife, nelle Isole Canarie, Sharm El Sheik, in Egitto, la Costa Blanca, in Spagna, la fricchettona Goa, in India, e Algarve in Portogallo.

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