Viaggiare nel Galles all’insegna dell’Hiraeth, spettacolo emotivo

C'è una parola, difficile da tradurre, che indica quel sentimento che si prova una volta tornati dal Galles e in cui si ripensa a quei luoghi fantastici

Paese stupendo, il Galles sembra essere stato creato per far da sfondo a una favola grazie ai paesaggi in cui i viaggiatori possono perdersi tra straordinari castelli, città meravigliose e scenari naturali di grande effetto. Ogni posto qui appare magico agli occhi delle persone, rendendo così il Galles una terra pregna di emozioni.

Così tanto che, quando qualche abitante del luogo decide di allontanarsi da casa e pensa ai luoghi del passato, immaginando le lunghe passeggiate tra le dune di sabbia e l’inevitabile profumo del mare, rivive una sensazione di grande nostalgia e di perdita che però non è sgradevole, ma scalda il cuore.

Per spiegare meglio questa sensazione, i gallesi hanno creato anche una parola apposita, “Hiraeth” (composta da “Hir” che significa “desiderare” e “aet” tristezza), utilizzata quando si vuole indicare un sentimento contrastante, che fa sorridere e invoca pace, ripensando ai posti stupendi del Galles, ma allo stesso tempo unisce a questo una grande malinconia per un passato che non si può più più avere indietro. Una parola difficilmente traducibile che combina elementi di nostalgia e desiderio di ritorno; una miscela unica che unisce luoghi, tempo e persone e che non potrà mai essere ricreata allo stesso modo.

Un termine legato ai ricordi e alle sensazioni provate in viaggio in posti magnifici e secolari, come le rovine dell’Abbazia di Tintern, edificio del XII secolo posizionato nella Valle di Wye, al confine tra Inghilterra e Galles, che fu di grande ispirazione per un poema di William Wordswort. Oppure il castello di Caerphilly che, circondato da fossati e isolette, offre una vista straordinaria ed è stato protagonista in alcune famose fiction come “Doctor Who” e “Merlin”.

O ancora, il Pembrokeshire, una meravigliosa contea situata nella parte sud-occidentale del Galles contraddistinto da estuari boscosi, scogliere, campagne, spiagge dorate e grotte marine e la baia di Rhossili, stupenda con le sue sabbie fini in contrasto ai paesaggi desolati che continua a far sognare non solo persone legate al Galles ma anche i viaggiatori. Perché “hiraeth” è un sentimento comune a tutti coloro che visitano queste magnifiche terre e che ha permesso di creare una forte identità nel Paese e un grande desiderio di farvi ritorno.

Un’emozione così radicata all’interno della cultura gallese che è stata in grado di ispirare diversi poeti e che è stata protagonista di alcuni progetti come la comunità “Y Wladfa” che, dal 2015, raccoglie le storie dei gallesi emigrati in tutto il mondo. Del resto, come ha detto il poeta camerunense Eric Ngalle Charles, oggi residente a Cardiff, Hiraeth è una parola intraducibile, ma che può essere definita come quella “musica che suona costantemente nella testa per non farla dimenticare”.

In questo modo, il Galles diventa quel luogo di conforto in cui si vuole sempre tornare, in cui si vive quella sensazione unica di essere a casa, nel posto in cui si vuole essere. Un sentimento che di certo molti viaggiatori hanno provato almeno una volta ricordando le bellezze gallesi.

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