Chi osserva con attenzione sa che a bordo di un aereo nulla è lasciato al caso. Ogni elemento, dai sedili alle cappelliere, è progettato con precisione millimetrica e ha una funzione ben precisa.
Eppure, c’è un elemento apparentemente fuori luogo, che continua a sorprendere molti passeggeri: la presenza del posacenere, nonostante fumare sugli aerei sia ormai vietato da anni.
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Quando fumare in aereo era la normalità
Per capire questa apparente contraddizione bisogna fare un passo indietro. Un tempo si poteva fumare veramente dappertutto, e l’aereo non era escluso, anzi! Fumare a bordo non solo era consentito, ma era anche estremamente diffuso. I passeggeri potevano addirittura scegliere, al momento della prenotazione, tra posto “fumatori” e “non fumatori”, proprio come accadeva nei ristoranti e nei treni. Solo in seguito, con una maggiore consapevolezza dei rischi, furono introdotte aree separate, ma il problema non venne risolto del tutto.
Infatti, il fumo rappresentava un rischio concreto sotto diversi punti di vista:
- Salute: il fumo passivo rappresentava un danno per passeggeri ed equipaggio;
- Questioni tecniche: la nicotina tendeva ad accumularsi nelle valvole di sfogo che regolano la pressurizzazione della cabina, compromettendone il funzionamento e richiedendo manutenzioni frequenti;
- Sicurezza: il rischio di incendi era estremamente elevato.
Il volo Varig Rio – Parigi
Secondo una diffusa narrazione, uno degli episodi che contribuì a cambiare le cose fu l’incendio del volo Varig Rio-Parigi dell’11 luglio 1973. In quell’occasione, una sigaretta non spenta correttamente avrebbe innescato un rogo a bordo: su 134 persone presenti, solo 10 sopravvissero, tutti membri dell’equipaggio. Anche se non è l’unica causa del successivo divieto, eventi come questo contribuirono a cambiare radicalmente le regole del trasporto aereo.
A partire dagli anni ’80, il divieto di fumare iniziò a diffondersi progressivamente. Alcune compagnie furono pioniere, introducendo restrizioni già a metà del decennio. Nel 1989 il divieto fu esteso ai voli interni in diversi Paesi e, nel 1997, si consolidò anche sui voli europei. Altre compagnie si erano già mosse in anticipo: tra queste, la Turkish Airlines, che vietò il fumo già nel 1986. Eppure, il posacenere è rimasto, ma perché?
Perché c’è ancora il posacenere a bordo?
La risposta è tanto semplice quanto sorprendente: per sicurezza. Le normative aeronautiche internazionali impongono ancora la presenza di almeno un posacenere, generalmente nei bagni, come misura precauzionale. Se un passeggero decidesse comunque di accendere una sigaretta di nascosto (cosa che purtroppo può accadere) deve esistere un luogo sicuro dove spegnerla. Senza un posacenere, il rischio è che la sigaretta venga gettata nel cestino dei rifiuti, magari tra carta e materiali infiammabili, con conseguenze potenzialmente disastrose.
È importante sottolineare che la presenza del posacenere non autorizza in alcun modo a fumare. Al contrario, rappresenta una misura preventiva pensata proprio per gestire comportamenti illeciti nel modo più sicuro possibile. Il divieto non riguarda solo le sigarette tradizionali: è esteso anche alle sigarette elettroniche e ai dispositivi a tabacco riscaldato, il cui utilizzo a bordo è vietato per ragioni di sicurezza.