Uno studio ci svela perché viaggiare ci rende felici

Investire in 'acquisti esperienziali', come un viaggio, piuttosto che materiali, comporta una felicità maggiore e più duratura: ecco perché

Il segreto della felicità? Viaggiare. Lo diciamo da sempre e la conferma arriva anche da uno studio condotto da un team di psicologi americani, secondo cui visitare posti nuovi e investire in esperienze piuttosto che in beni materiali può far sentire di gran lunga più appagati, offrendo una gioia molto più duratura. È stato inoltre dimostrato che il piacere che traiamo dai cosiddetti “acquisti esperienziali” può iniziare prima ancora di comprare. Ecco perché.

Viaggiare ci dà più felicità dello shopping: lo studio

Per trarre il massimo piacere dai nostri portafogli, la scienza ci dice di concentrare le nostre spese sui viaggi piuttosto che sulle TV, sui concerti piuttosto che sui vestiti, poiché le esperienze tendono a dare un piacere più duraturo rispetto ai beni materiali. E in più ci fanno sentire felici già prima dell’acquisto.

Lo studio della Cornell University, intitolato “A wonderful life: experiential consumption and the pursuit of happiness” e pubblicato su Psychological Science, ha indagato sulla psicologia dei consumatori, rivelando che le persone traggono maggiore soddisfazione dagli acquisti esperienziali rispetto a quelli materiali. Per essere felici, quindi, meglio investire in un’esperienza come un viaggio, una mostra, un concerto o una discesa sulla pista da sci, piuttosto che nell’acquisto di un oggetto.

Insomma, regalarci una vacanza comporta un benessere maggiore per la nostra mente rispetto all’acquistare dei semplici oggetti. Stando all’indagine, mentre la soddisfazione dello shopping è destinata a durare il tempo dell’acquisto, quella legato ai viaggi durerà invece molto più a lungo.

I ricercatori hanno, inoltre, scoperto, che chi pensa ad acquisti esperienziali imminenti, come ad esempio uno skipass o un biglietto aereo per la propria meta dei sogni, presenta livelli più elevati di felicità rispetto a chi prevede di spendere il suo denaro per comprare qualsiasi altro bene materiale.

Il team ha esaminato 1.200 recensioni di utenti online: metà degli acquisti analizzati erano esperienziali – ristoranti, concerti, spettacoli e viaggi – l’altra metà materiali (mobili, abiti, scarpe e oggetti). Dai risultati dell’indagine, è emerso che le persone sarebbero più propense a commentare viaggi, luoghi visitati o da consigliare, ristoranti o musei, rispetto a dare opinioni su un qualunque oggetto.

Gli autori dello studio ipotizzano che ci siano diversi fattori che potrebbero spiegare questi risultati. Le persone possono pensare alle esperienze future in modi più astratti, che possono farle sembrare più significative e più gratificanti, ad esempio. È anche possibile che l’attesa di un’esperienza comporti una minore competizione rispetto all’attesa di un bene materiale. Infine, preferire un’esperienza come un viaggio può conferire maggiori benefici sociali, facendo sentire le persone più connesse e complessivamente più felici.

Perché l’attesa del viaggio ci fa sentire meglio

Altri studi hanno dimostrato che nelle settimane precedenti la partenza per una vacanza c’è già un netto miglioramento nel tono dell’umore e una riduzione degli effetti negativi dello stress. La responsabilità di questa sensazione di benessere va ricercata nell’aumento dei livelli di dopamina, un neurotrasmettitore che agisce su diverse funzionalità cognitive e sul meccanismo che ci fa provare piacere.

Un’analisi pubblicata sul sito The Conversation, che ha impegnato i ricercatori spagnoli dell’Università di Vigo e quelli svedesi del Karolinska Institute, ha invece rilevato come andare in vacanza migliori la nostra flessibilità cognitiva. Insomma, regalarci un bel viaggio ci aiuta a stare meglio con noi stessi e con gli altri e, di conseguenza, a essere più felici.