Contagio: virus Zika e i Paesi da evitare

Il virus Zika non si ferma e la paura cresce: ecco i Paesi da evitare

Mentre cresce la paura per l’aumento del contagio del virus Zika, ci sono dei Paesi da evitare per limitare il propagarsi della malattia, e per evitare di essere a sua volta colpiti. E’ importante sapere che si tratta di un virus potente ed elevatamente pericoloso, soprattutto per le donne in gravidanza e che si contrae con una semplice puntura di zanzara (insetto del genere aedes). Ecco un elenco dei Paesi più colpiti e a rischio nei quali è sconsigliato recarsi, fino a che non ci saranno rassicurazioni da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il più colpito, e forse perché luogo dell’origine del virus Zika, è il Brasile. Al momento in tale nazione si sono registrati quasi tremila contagiati nel 2015. La malattia ha già provocato in molte delle donne colpite dalla malattia numerosi casi di Microcefalia, malformazione tra le più frequenti nei bambini nati da donne che avevano contratto il virus Zika durante la gravidanza.

Oltre al Brasile, ci sono dei luoghi che rientrano nella fascia di elevata pericolosità di contagio del virus e che sono Colombia e Venezuela per l’America del Sud, il Messico, e la parte piu a est come El Salvador, Martinica, Honduras e infine Guyana Francese e Panama. Questi luoghi rappresentano le zone al momento più colpite dal virus e dove il rischio di contagio è considerato notevole.

Ci sono delle zone dove il virus è stato registrato ma che ancora non presenta una diffusione estesa del contagio, ma nei quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede di evitare di recarsi, in quanto la velocità di crescita della malattia non è prevedibile: Bolivia ed Ecuador, le Barbados, l’isole di Haiti, St Martin, e Porto Rico, infine per concludere Guadalupa, Guatemala, Paraguay e la Guyana.

L’OSM si è raccomandata anche attraverso comunicazioni ufficiali rivolte ai governi di tutto il mondo, e in particolare alle donne, di non raggiungere il Brasile in vista delle prossime Olimpiadi ad agosto. Il problema è legato a tutti, ma i danni che procura nelle donne in gravidanza sono micidiali, sia per loro che per i bambini che portano in grembo. Nel frattempo si cercano rimedi alla malattia, che sembra fino ad ora molto aggressiva.

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