Buongiorno, gipetino: nel Parco Nazionale Gran Paradiso è nata Vera

In Valle di Cogne, nei giorni scorsi, si è schiuso un uovo di gipeto e ha visto la luce una piccola pennuta

Andrea Panagia

Andrea Panagia Direttore responsabile di Montagna Made in Italy

gipetoIl gipeto, uno degli avvoltoi europei di maggiori dimensioni, era scomparso dalle Alpi dall’inizio dello scorso secolo e solo agli inizi degli Anni ’80 si è cercato di reintrodurlo sulle nostre montagne, non sempre con successo. La nascita della piccola Vera apre così le porte a una nuova generazione di gipeti autoctoni.

La scelta del Gran Paradiso come luogo di nidificazione non è stata casuale. Per diversi motivi, infatti, il Parco è risultato il territorio ideale per la nidificazione del gipeto: grazie all’abbondanza di fauna selvatica è facile trovare da mangiare, grazie alla conformazione delle pareti rocciose c’è una grande possibilità di trovare spazi idonei alla costruzione del nido, ma soprattutto per la tranquillità che un’area protetta, in cui sono vietati i sorvoli con elicottero o altri mezzi, e in cui il disturbo prodotto dalla presenza delle persone è ridotto, può offrire.

Il nome Vera è stato scelto dai guardaparco della Valle di Cogne che hanno seguito attentamente, nel corso degli ultimi mesi, la nidificazione della coppia di gipeti. Per oltre 500 ore si sono dedicati al controllo sul terreno che tutto andasse bene, spesso in condizioni ambientali avverse, con temperature che hanno raggiunto i meno 22 gradi, e hanno camminato per quasi 900 chilometri negli 86 giorni di servizio, fino alla schiusa dell’uovo, per raggiungere il luogo di osservazione.

Oltre al nido in Valle di Cogne, sono in attesa della schiusa dell’uovo anche un altro nido in Valsavarenche e, poco fuori dai confini del Parco, un secondo in Valle di Rhêmes.

Il monitoraggio dei gipeti viene effettuato dai guardaparco in stretta collaborazione con il Corpo Forestale Valdostano, per quanto riguarda il controllo dei nidi nel territorio di competenza e il conferimento dei dati al coordinamento europeo (IBM).

Andrea Panagia Direttore responsabile di Montagna Made in Italy Giornalista pubblicista, amante della montagna, esploratore, curioso, intraprendente. Alcune qualità che possono aiutare a capire la predisposizione che ha nel voler condividere, con altre persone, la sua passione per le “terre alte”. Dodici anni gestendo una sua agenzia di stampa. Dodici anni come responsabile dei contenuti editoriali di un grande portale italiano. Dal 2010 ideatore e coordinatore di Montagna made in Italy, progetto per la valorizzazione della montagna italiana in chiave “montagna gentile”. Non nasconde anche un grande amore per il mare, con patente nautica e brevetti sub per poterlo godere a 360°. Sempre pronto a mettersi in discussione, non teme la fatica e doversi rimboccare le maniche per realizzare i suoi progetti. http://www.montagnamadeinitaly.it

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