In viaggio con i bambini: mete e consigli

Auto, aereo o treno, l'importante è organizzarsi. Ecco come

Pianificare un viaggio è sempre un’operazione complessa. Se poi si hanno dei figli, anche di età differenti, partire diventa un’impresa non da poco. L’importante è organizzarsi per tempo, scegliere una meta che si adatti alle loro esigenze e pensare a tutto quello che potrebbe servire durante il soggiorno fuori casa. Una volta decisa la destinazione, Italia o estero, il passo successivo consiste nel preparare le valigie che, oltre a non essere troppo ingombranti e pesanti, dovranno contenere l’essenziale. Importante avere anche una piccola scorta di medicinali. La regola è portare con sé il meno possibile. A questo punto si dovrà scegliere il mezzo di trasporto più congeniale alle proprie esigenze e a quelle dei piccoli viaggiatori. Decisione tutt’altro che banale, ma in alcuni casi quasi obbligata.

L’auto è sicuramente il mezzo di trasporto più congeniale per spostarsi con i bambini. Si possono portare con sé tutti i bagagli che si desidera, si possono tenere a tiro le borse con gli oggetti considerati indispensabili, ma soprattutto, tappe e percorsi si decidono in base alle proprie necessità. L’aereo è da preferire però in caso di viaggi molto lunghi, quando si parte per un periodo breve (fino a 7 giorni) che consente di spostarsi con un bagaglio minimo, quando si prevede di soggiornare in un unico posto e in caso di spostamenti in loco si opterà per un’auto a noleggio. Muoversi in treno è comodo, invece se la vacanza è breve (uno o due giorni), la valigia è minima, si viaggia in periodi di grande affluenza sulle strade. Il binomio auto nave/traghetto è da prendere in considerazione quando l’aereo, per motivi logistici ed economici, risulta meno comodo e favorevole, quando la meta finale è vicina allo sbarco della nave e non sono necessari passaggi ulteriori.

Qualsiasi mezzo si scelga, la regola è evitare di viaggiare nelle ore troppo calde, soprattutto in presenza di bambini piccoli (hanno un sistema di adattamento alle temperature esterne molto meno efficiente dell’adulto). I genitori più previdenti, una volta raggiunta la località dove soggiornare, si informeranno sui servizi offerti dalla stessa: qual è l’ospedale o la farmacia più vicina e a chi rivolgersi in caso di bisogno.

Un discorso a parte meritano le vacanze in presenza di un neonato. I genitori dei bambini che nascono alla fine della primavera o all’inizio dell’estate spesso credono di dover rinunciare alle ferie. Niente di più sbagliato. Un bebè può essere, ad esempio, portato in montagna o al mare, adottando qualche piccola precauzione ovviamente. Se si prendono le vacanze nel periodo più caldo dell’estate è duopo optare per la montanga (meglio se sopra i mille metri). Se si vuole andare al mare è consigliabile scegliere un luogo con un bel retroterra ricco di vegetazione, ventilato, dove si possa portare il piccolo al fresco. L’importante è che non soffra il caldo. Da evitare i luoghi affollati e pieni di automobili. E ricordarsi che il bambino ha bisogno di una settimana circa per abituarsi al nuovo clima, e perciò la permanenza sul luogo prescelto dovrà essere almeno di quindici-venti giorni. Il tutto per non correre il rischio di vedersi rovinate le tanto sospirate ferie. Stesse precauzioni per l’inverno: occhio al gelo dei monti durante la settimana bianca, mentre il mare è un toccasana per la tosse e i malanni di stagione.

In viaggio con i bambini: mete e consigli