Gli itinerari della Grande Guerra: l’Altopiano di Asiago

Percorsi in bicicletta, a piedi e sulle ciaspole alla scoperta delle architetture militari e delle testimonianze dalla I Guerra Mondiale.

Se c’è un luogo che permette di pedalare non solo immersi nella natura, ma anche circondati dalla storia, questo è l’Altopiano di Asiago. Qui, nella terra degli Antichi Cimbri, la Grande Guerra ha portato dolore e devastazione: ancora oggi se ne possono vedere le trincee, le fortificazioni e le tante testimonianze che i musei del territorio raccolgono.

A organizzare percorsi alla scoperta di queste terre è Vacanzattiva, il primo network italiano della vacanza outdoor. Qualsiasi itinerario si scelga, è impossibile non farsi coinvolgere dalla storia che – un tempo – ha disegnato questi luoghi.

In mezza giornata, è possibile compiere un tour di 35 km nei siti della I Guerra Mondiale, sfiorando le trincee sul Monte Lemerle e vivendo luoghi come il Cimitero Militare Boscon (da cui passa anche l’itinerario che percorre la “strada del trenino”, uno dei percorsi più battuti di tutto l’altopiano), la chiesetta di San Sisto – che sorge laddove un tempo si trovava il lazzaretto – e l’ossario militare Leiten, progettato dall’architetto Orfeo Rossato di Venezia. Un percorso un po’ più difficile, lungo 53 km, attraversa invece le località di Gallio, Ronchi, Stoccareddo, Sasso, Rifugio Fontanelle e Puffele, per poi raggiungere il Monte Corno col suo Monumento al Partigiano e il Giardino Botanico Alpino. Tra gli altri punti di interesse lungo l’itinerario, il Sentiero del Silenzio – Porta della Memoria (toccato anche dall’itinerario ad anello lungo 60 km, che porta fino ai 1300 metri del Monte Lisser): nella vegetazione che circonda la piano di Camuletto, dieci opere d’arte contemporanea hanno lo scopo di far riflettere sugli orrori del passato, e su quanto la pace sia importante.

Sull’altopiano di Asiago, la storia della Grande Guerra incontra la leggenda. Quella secondo cui i suoi abitanti discenderebbero dagli Antichi Cimbri, e nei boschi abiterebbero gnomi e fate. Gli itinerari cicloturistici, qui, risentono di tutto questo. E regalano emozioni. Adatto a tutti è il percorso di 39 km, su strada asfaltata, che, partendo dall’Osservatorio Astronomico (inaugurato nel 1942, laddove l’atmosfera e il cielo hanno una limpidezza straordinaria), attraversa borghi, boschi e cimiteri militari. Anche l’itinerario ad anello che tocca Roana e sfiora il lago Spillek può essere percorso con facilità; pedalando lungo le sue strade, è possibile visitare il Museo della Cultura Cimbra, e salire in malga sul Monte Erio.

Da Asiago partono poi itinerari che conducono nei dintorni. Non presenta particolari difficoltà il percorso che conduce a Bassano del Grappa, in Valbrenta; passando per Enego – con l’antichissimo Duomo di Santa Giustina, in posizione sopraelevata, e con monumenti come la Torre Scaligera e l’ex Forte Lisser – si costeggia il fiume Brenta, e si passa per splendidi boschi e vecchie malghe, prima di giungere alla meta. Scegliendo invece un percorso ad anello, è possibile visitare ville storiche dal fascino immutato: Villa Godi – Maliverno (a Lonedo di Lugo di Vicenza, una delle prime opere di Andrea Palladio), Villa Piovene (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). Da entrambe, passano l’itinerario lungo 44 km e quello che, di media difficoltà, ne misura 83. Quest’ultimo conduce anche all’ex Forte Cima di Campolongo, fortezza militare italiana contro l’Impero Austroungarico, al Forte Rovena (soprannominato “il dominatore dell’Altopiano”), e poi lungo la pista ciclo-pedonale costruita sul sedime dell’ex ferrovia Rocchette-Arsiero del 1885.

Per chi, alla bicicletta, preferisce invece le escursioni a piedi, due sono gli itinerari consigliati sull’Altopiano di Asiago. Il primo parte da Busa, e sfiora luoghi come il cimitero della Brigata Sassari e la Mina di Scalambron dove, l’8 giugno 1917, l’intero Reggimento di Fanteria Catania (120 soldati) morì nell’accidentale scoppio di una mina che esso stesso stava preparando.

Oltrepassandolo, si cammina sino alla cima del Monte Zebio (1717 metri), un vero e proprio museo a cielo aperto. Il secondo itinerario, lungo 4 km, parte invece dal Rifugio Campolongo di Rotzo per poi – attraversando foreste di conifere e punti panoramici – sfiorare significativi esempi di architettura militare, come il Forte Campolongo (inserito nel progetto Ecomuseo della Grande Guerra delle Prealpi vicentine) e la Voragine dello Sciason, una grotta profonda 96 metri e larga 40 che sprofonda in un pozzo vertiginoso dalle pareti incrostate di ghiaccio. Durante l’inverno, Asiago è anche meta di ama lo sci di fondo e le ciaspole.

Pensato proprio per le ciaspole è l’itinerario ad anello che attraversa il paesaggio carsico, e accarezza distese di neve e boschi di abete rosso. Lungo 10 km, sfiora l’osservatorio militare della I Guerra Mondiale, dove si gode di una straordinaria vista a 360° su tutto l’Altopiano di Asiago.

In collaborazione con Vacanzatttiva

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