Storioni e anguille ripopolano l’area sud del Delta del Po

Nella Giornata Mondiale delle specie ittiche migratrici: reintrodotti in natura oltre 600 giovani esemplari nei fiumi Reno e Lamone

Sabato 21 Maggio nell’area sud del Delta del Po è stato un giorno di festa.

Nella Giornata Mondiale delle specie ittiche migratrici (World Fish Migration Day), circa 100 esemplari di storione cobice (Acipenser naccarii) e 500 giovanili di anguilla (Anguilla anguilla) sono stati reintrodotti in natura all’interno del fiume Reno e nel tratto terminale del fiume Lamone, in prossimità dell’Oasi di Punte Alberete.

I complimenti per il progetto, curato dal Centro di Ricerca universitario di Cesenatico (Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici), Oltremare di Riccione e Acquario di Cattolica, sono arrivati dalla World Fish Migration Foundation  che ha inserito l’evento ravennate nel fitto calendario di appuntamenti mondiali: http://www.worldfishmigrationday.com/events/1060/sturgeons-and-eels-liberation.

Il Centro di Ricerca universitario di Cesenatico (Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici) dell’Università di Bologna, secondo quanto richiesto dal regolamento europeo delle specie ittiche in via d’estinzione, ha avviato già da tempo ricerche e sperimentazioni volte alla conservazione e alla gestione di anguille e storioni. Entrambe le specie, infatti, sono a rischio e iscritte alla red list dell’International Union of Conservation of Nature (IUCN).

“Quella dello storione dell’adriatico è una specie scomparsa in Romagna. Per questo l’Università  ha avviato un programma di reintroduzione in natura grazie a finanziamenti comunitari (BeNatur LIFE) ottenuti dalle Amministrazioni provinciale e comunale  di Ravenna e alla collaborazione del Parco del Ticino e dei parchi del gruppo Costa Edutainment, Acquario di Cattolica e Oltremare a Riccione” spiega Oliviero Mordenti, ricercatore dell’Università di Bologna,  capofila del progetto.

Gli animali rilasciati provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione, che collaborano da diversi anni con i ricercatori di Cesenatico e le amministrazioni ravennati nell’ambito di progetti di reintroduzione di specie ittiche. 

L’iniziativa, a cui hanno fattivamente aderito le Associazioni FIPSAS ed ARCIPESCA-FISA di Ravenna, è stata concordata con l’Associazione dei Capannisti (i pescatori sportivi che occupano i tradizionali capanni sul Delta del Po), i quali diventeranno i “guardiani” dell’area ed in caso di catture provvederanno a contattare gli esperti dell’Università per le valutazioni sullo stato di accrescimento e salute degli animali.  L’obiettivo è quello di creare una sorta di nursery naturale in un area a sud del Delta del Po.  

All’interno del progetto di salvaguardia e tutela delle specie a rischio estinzione, curato dai parchi Costa Edutainment, “Salva una specie in pericolo” (nato nel 2010) per sensibilizzare e educare il pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali, rientra anche il progetto ‘CHE STORIONE’.

“Il progetto vede protagonisti l’Acquario di Cattolica, il Parco Oltremare, l’Università di Bologna e il Comune di Ravenna. Ha l’obiettivo di valorizzare le realtà e gli enti che si impegnano concretamente e attivamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate come storione e anguilla, oltre a pinguini, api, squali, tartarughe marine, delfini, fenicotteri e testuggini (www.salvaunaspecie.it)” sostiene il dott. Cristiano Da Rugna, responsabile Acquariologia Costa Edutainment.

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