Quando riprenderemo a viaggiare, dove e come lo faremo

Abbiamo provato a dare una risposta a queste domande sulla base della nostra esperienza e intervistando Pier Ezhaya, Chief operating Officer – Alpitour World

In attesa di riprendere a viaggiare, abbiamo scelto, pur coscienti della situazione, di parlare comunque di mete e destinazioni che ci auguriamo a breve di poter di nuovo raggiungere. Siamo passati attraverso la Guerra del Golfo e dall’11 settembre e se c’è una cosa che caratterizza noi italiani è una forte reattività; passato questo periodo ci sarà tanta voglia di andare in vacanza ma non sapremo ancora quando, dove e come lo faremo. Proviamo intanto a dare delle risposte a queste domande dando per scontato che torneremo a viaggiare. Lo faremo in maniera più consapevole e con qualche accorgimento.

Su come lo faremo è possibile ipotizzare una serie di cose, ad esempio per gli spostamenti in aereo. Sappiamo che gli aeromobili sono dotati di filtri speciali chiamati HEPA (High-Efficiency Particulate Air) la cui efficienza è equiparabile a quella utilizzata nelle sale operatorie degli ospedali. L’aria all’interno della cabina è pertanto una miscela di aria di ricircolo e di aria fresca che arriva dall’esterno dell’aeromobile.

I filtri HEPA rimuovono fino al 99,99% di particelle come polvere, cellule dell’epidermide umana, virus e batteri con una dimensione minima anche di 0,001 micrometri; pertanto, la possibilità di contrarre un virus tramite impurità disperse nell’aria è molto più bassa rispetto ad altri spazi confinati. A ciò si aggiunge il fatto che sarebbe comunque buona norma disinfettare il proprio posto.

Comportamento a bordo degli aerei

Questo non significa che tutta l’aria all’interno della cabina è pulita perché una persona che starnutisce, tossisce, parla o respira emette goccioline che potrebbero essere trasmesse ai passeggeri vicini prima che il filtro HEPA abbia la possibilità di catturarli. È qui che entra in campo una misura introdotta già da alcune compagnie aeree subito dopo la notizia della diffusione del virus: l’obbligo di indossare mascherine per tutti coloro che si imbarcano per evitare, magari inconsapevolmente, di diffondere a bordo un virus.

Se ci pensate è quello che fanno i giapponesi già dal Dopoguerra. Un popolo molto rispettoso e accorto quello nipponico, educato e abituato a cercare di prevenire in tutti i modi un’epidemia. Per fare ciò prestano molta cura al proprio corpo e all’igiene: lavano spesso le mani e lo fanno sia per proteggere se stessi ma anche per evitare di contagiare gli altri. È anche per questo che i giapponesi usano le mascherine quando hanno la sensazione di non essere, per così dire, in forma e per evitare di trasmettere e veicolare un virus. L’altra buona abitudine che probabilmente andrà assunta è quella di muoversi il meno possibile all’interno dell’aeromobile (chiaro che su un volo intercontinentale superiore alle 3 ore sarà difficile) per evitare di mettere in circolo eventuali malattie.

Procedure di imbarco

Se l’ambiente dell’aeromobile è molto controllato, il processo di imbarco invece lo è molto meno. Probabilmente si dovrà infatti mantenere una distanza fisica di oltre 1 metro quando si è in coda per evitare possibili contagi; in tal senso le compagnie dovranno studiare delle procedure diverse dalle attuali dall’imbarco, soprattutto per evitare assembramenti. Negli Stati Uniti esiste già da anni un sistema per mantenere le distanze indicate chiaramente sul pavimento cosa che abbiamo introdotto oggi nei nostri supermercati: quelle linee distanziate di un metro tra loro potrebbe diventare la norma.

Anche perché, come sappiamo, sono già previste delle priorità di imbarco e attendere il turno in fila è spesso un’inutile perdita di tempo. Possibile che ci sarà un imbarco casuale dei passeggeri? Forse no, perché potrebbe avere impatti negativi sui tempi.

Controlli della temperatura

Ai controlli sono attualmente previsti i termoscanner per tutti i passeggeri dei voli internazionali e nazionali per misurare la temperatura. Possiamo ipotizzare che questa procedura sarà adottata anche in futuro? Questo non è ancora dato saperlo.

Per rispondere ad altre domande su quando e dove viaggeremo abbiamo contattato Pier Ezhaya, Chief operating Officer – Alpitour World.

Dal vostro punto di vista quando pensate si possa riprendere a viaggiare?

Non abbiamo ancora previsioni operative perché purtroppo dipende dall’evoluzione del fenomeno, per cui diciamo che le previsioni più realistiche fanno pensare che a giugno potrebbe cominciare lievemente l’attività per poi provare a difendere l’estate da luglio in avanti.

Più Italia o più estero?

Pensiamo che si muoverà soprattutto il cosiddetto “turismo di prossimità” per cui ci immaginiamo che il mercato domestico e quindi l’Italia potrebbe giocare un ruolo da leone, sia per ragioni oggettive sia per ragioni psicologiche.

Pensando all’estero invece e al lungo raggio quali sono le vostre previsioni?

Anche qui ci sarà una ripresa graduale e quindi prima mediterraneo e poi lungo raggio anche se bisogna vedere come riapriranno le altre mete ad esempio la Spagna e come si comporteranno i paesi esotici verso gli europei. Un mese fa eravamo noi quelli banditi da molte destinazioni, domani potrebbero esserlo tutti gli europei e noi finirci dentro non perché abbiamo ancora problemi ma perché veniamo considerati un tutt’uno.

SiViaggia ha deciso di guardare al futuro, Alpitour cosa sta facendo in questo periodo?

Siamo usciti settimana scorsa con una campagna sui social che non è una campagna commerciale ma una campagna di comunicazione prospettica che si chiama #ciriprenderemo ed è sostanzialmente un invito. Sono previste 5 o 6 uscite per dire “ci riprenderemo gli spettacoli, ci riprenderemo la notte, ci riprenderemo gli abbracci, ci riprenderemo le distanze intese non come le distanze sociali che ci hanno imposto adesso, ma le distanze geografiche”. E’ un invito a guardare oltre a un momento migliore fatto di serenità dopo un momento così complesso.

Che cos’è l’iniziativa e il manifesto “ripariamo dall’Italia”

Il turismo sta vivendo la crisi economica, finanziaria, operativa più grande della sua storia. Ecco perché nasce il manifesto del turismo. Aziende private e concorrenti si mettono insieme per lanciare una forte campagna di comunicazione che miri a farci sentire dalle istituzioni e includere nell’imminente secondo decreto delle misure a sostegno del turismo. Hanno aderito 16 aziende e diverse associazioni di categoria Sul sito change.org stiamo raccogliendo le firme, non solo da parte di attori del turismo ma anche dalla società civile con personaggi dello spettacolo, della cultura, della musica, dell’intrattenimento e dello sport. Il turismo va difeso e questo manifesto vuole gridarlo in maniera forte e chiara.

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Quando riprenderemo a viaggiare, dove e come lo faremo