Green Pass italiano ed europeo a confronto: cosa sapere

In attesa del Green Pass europeo, il Governo italiano ne ha introdotto uno nazionale: scopriamo quali sono le differenze tra i due certificati e quando entreranno in vigore

In attesa del Green Pass europeo, il Governo italiano ne ha introdotto uno nazionale che permetterà di riaccogliere di nuovo i turisti stranieri e rilanciare l’economia. Ma quali sono le differenze tra i due pass vaccinali? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto, va specificato che, sulla falsariga del certificato che dal 26 aprile viene usato per spostarsi tra regioni arancioni o o rosse, il Green Pass italiano attesterà una delle seguenti tre condizioni: di aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid, tra quelli approvati e riconosciuti sul territorio nazionale (Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Johnson & Johnson); di essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio; di aver contratto il virus ed esserne guariti. Il pass è necessario anche per i minori, mentre sono esentati i bambini di età inferiore ai due anni.

Vediamo, quindi, come funziona: il Green Pass italiano servirà ai turisti degli Stati europei per entrare in Italia e ai cittadini italiani per potersi spostare in maniera sicura da una regione all’altra.

Entrerà in vigore il 15 maggio, in anticipo, quindi, rispetto a quello europeo, previsto invece per giugno. A differenza di quest’ultimo, il pass nazionale non potrà, però, essere utilizzato dai cittadini italiani che vorranno prenotare una vacanza all’estero, ma solo, come dicevamo, per spostarsi all’interno del nostro territorio.

Potrà essere presentato sia in formato cartaceo che digitale, con tempi e modalità di rilascio differenti a seconda delle tre certificazioni da ottenere. Nello specifico, per l’attestazione di vaccinazione avvenuta è previsto un rilascio su richiesta dell’interessato dalla struttura sanitaria o medico che effettua la somministrazione (la domanda dovrà essere fatta il giorno stesso della seconda dose, o, nel caso di Johnson & Johnson, il giorno della unica iniezione prevista). Il documento avrà validità di 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale.

Il green pass Covid-19 per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test e anche in questo caso viene rilasciato su richiesta dell’interessato, che dovrà rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche, o alle private autorizzate.

Per l’attestazione di avvenuta guarigione dal virus la richiesta da parte dell’interessato dovrà essere fatta alla struttura presso la quale è stato ricoverato, mentre per i pazienti non ospedalizzati dovrà occuparsene il medico di base o il pediatra, sempre su richiesta del soggetto.

A differenza del Green Pass italiano, il certificato europeo entrerà in vigore nella seconda metà di giugno e permetterà ai turisti, anche italiani, di viaggiare tra i diversi Paesi europei, senza obbligo di quarantena. Anche in questo caso, bisogna certificare l’avvenuta vaccinazione anti Covid, il tampone con esito negativo o l’avvenuta guarigione dal virus.

Il Digital Green Pass annunciato dall’Unione europea, inoltre, non varrà soltanto per i Paesi dell’Ue ma anche per i Paesi terzi che vorranno accettare il sistema, permettendo così l’ingresso nel loro territorio.

Infine, come la carta verde italiana, anche quella europea potrà essere presentata sia in formato cartaceo che digitale, mentre spetterà ad ogni Stato membro stabilire i requisiti delle tre attestazioni, le modalità di rilascio e la durata.

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