Il borgo che stava per morire è rinato. Ecco cos’è accaduto

Da borgo quasi abbandonato a meta turistica che attira ogni anno 15 mila persone

Gli abitanti di Sutera, in provincia di Caltanissetta, fuggivano dal paese nonostante il borgo faccia parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. Arroccato su una collina a 600 metri di quota, ha un centro storico di impianto medievale. Le strade si snodano in maniera armonica e naturale attorno alla montagna di S. Paolino. A vederlo ci si innamora. Nel 1987 il regista statunitense Michael Cimino girò proprio a Sutera parte del suo film Il siciliano, che narra la storia del bandito Salvatore Giuliano.

Ma i giovani avevano iniziato ad abbandonare questo delizioso borgo della Sicilia per andare a cercare lavoro alla Fiat di Torino, alla Necchi di Pavia o addirittura nel Nord Europa, scrive La Stampa.

Dopo il naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, quello dei 366 morti, agli abitanti di Sutera è venuta l’idea di accogliere gli stranieri nel loro paesino. All’inizio non è stato facile. Alcuni anziani avevo espresso molti dubbi e paure.

Il Comune ha messo così a disposizione un alloggio per ogni nucleo famigliare. Così gli ospiti si sono stabiliti nel centro storico, nei quartieri antichi che portano nomi arabi, come Rabato e Rabatello e hanno trovato lavoro nei negozi locali.

Il momento in cui si è capito che l’esperimento stava davvero funzionando è andato in scena poco prima di Natale, quando un nigeriano, vestito come uno dei Re Magi, ha preso parte al presepe vivente, il grande orgoglio del paese, una celebrazione che porta a Sutera 15 mila persone l’anno.