Oltre la falesia di Dinant: Castello di Walzin, la fortezza fiabesca nelle profondità delle Ardenne

Una fortezza che si innalza con audacia su una scogliera calcarea, mentre il fiume Lesse scorre placido ai suoi piedi: è la magia del Castello di Walzin

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Una larga fetta di popolazione possiede un’immagine stereotipata del Belgio, ovvero quella di nazione piatta e industriale. Niente di più sbagliato, perché nella provincia di Namur, per esempio, questa convinzione diviene un vero e proprio abbaglio: è una zona in cui la terra decide di impennarsi bruscamente, dando vita a pareti verticali di roccia grigia. E proprio qui, appoggiato precariamente sull’orlo di un precipizio calcareo alto 50 metri, si eleva il Castello di Walzin.

La prima impressione ha qualcosa di irreale: una massa di pietra chiara, torri merlate, finestre ogivali e una facciata lunghissima che corre per oltre 100 metri lungo la cresta rocciosa. Sotto, invece, il fiume curva lento in un’ansa profonda e scava pareti verticali che trasformano il maniero in un nido d’aquila. Una sorta di magica fusione tra la roccia e il lavoro dell’uomo, così ben fatta ed emozionante che gli vale persino il soprannome  di “Neuschwanstein belga”, paragone che rende l’idea della teatralità della sua sagoma.

Oggi l’edificio è di proprietà privata, una distanza che però alimenta fascino e mistero. Lo si osserva dall’esterno, dai sentieri, dalla riva opposta, o dal ponte pedonale che attraversa la Lesse. Ma, nonostante questo limite, vale assolutamente la pena arrivarci.

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