La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.
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Ufficio Stampa
La splendida Villa della Regina
Situata sulle pendici di una collina nel quartiere Borgo Po a Torino, Villa della Regina rappresenta uno dei complessi più scenografici d’Italia, oltre che parte del circuito delle Residenze Sabaude in Piemonte, Patrimonio UNESCO dal 1997. Visitandola è possibile fare un tuffo nella vita di corte seicentesca, camminando negli stessi luoghi che hanno visto passare personaggi importanti della storia italiana, legati ai Savoia e non solo.
D’altronde, questo splendido complesso composto da vigna, giardini e residenza, faceva parte della cosiddetta “Corona di delizie”, ossia palazzi e luoghi di svago e riposo della Corte dei Savoia. Se le sue mura potessero parlare, siamo sicuri che svelerebbero trame e segreti davvero interessanti.
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Una storia di principesse, intellettuali e regine
Le origini della villa, tra le più belle delle Residenze Sabaude, risalgono al 1615, quando il principe Maurizio di Savoia volle una residenza che ricalcasse il modello delle ville romane. Inizialmente concepita come vigna, termine che all'epoca indicava una lussuosa residenza collinare con podere agricolo, divenne presto un vivace salotto culturale. Qui ebbe sede l’Accademia dei Solinghi, un cenacolo esclusivo dove menti brillanti come Emanuele Tesauro si riunivano per discutere di arte e filosofia.
Il nome con cui la conosciamo oggi si consolidò nel tempo grazie alle figure femminili di Casa Savoia che la scelsero come dimora prediletta. Dalla principessa Ludovica Cristina fino ad Anna Maria d’Orléans, consorte di Vittorio Amedeo II, ogni proprietaria lasciò un'impronta indelebile del proprio gusto raffinato.
Fu proprio con l'ascesa della dinastia al titolo regio nel 1713 che la villa visse la sua stagione d'oro: l'architetto di corte Filippo Juvarra fu incaricato di modernizzare la struttura, trasformandola in una residenza reale degna di questo nome.
Dopo essere passata nelle mani di Napoleone, divenuta sede dell'Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari e aver subito gravi danni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la villa affrontò un lungo periodo di degrado. Tuttavia, grazie a un imponente restauro iniziato nel 1994, il complesso è stato restituito al pubblico nel 2006, recuperando anche la sua antica vocazione agricola con il reimpianto del vigneto storico di Freisa.
Ufficio StampaLa Villa della Regina e i suoi giardini
Perché è una villa imperdibile a Torino
Ciò che la rende davvero straordinaria è la sua capacità di offrire una sintesi perfetta tra arte barocca e paesaggio agricolo. Passeggiando tra i suoi giardini vi perderete in un teatro naturale fatto di grotte silenziose, giochi d'acqua e ninfei, per poi ritrovarvi improvvisamente davanti a un vigneto, tuttora attivo per la produzione del Freisa di Chieri DOC Superiore.
È un luogo incredibile perché regala il punto di vista più scenografico della città: dal suo belvedere, la Mole Antonelliana e il profilo delle Alpi sembrano quasi a portata di mano, incorniciati dalle architetture juvarriane. Distribuita su tre livelli, la dimora è concepita come fondale della città, i cui tetti possono peraltro essere ammirati sia dall’ingresso che dal Belvedere che ne decora il parco.
All'interno, lo stupore continua con il grande Salone d’Onore, cuore dell’intera residenza, e con le sale private del re.
Ufficio StampaGli interni di Villa della Regina
Dove si trova e come visitarla
Villa della Regina si trova a pochi minuti di distanza dal centro storico di Torino. È facilmente raggiungibile con una piacevole passeggiata in salita dal quartiere Borgo Po oppure utilizzando i mezzi pubblici (linee bus 53 o 56). È aperta dal martedì alla domenica, compresi i festivi, dalle 9:30 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:00. I biglietti possono essere acquistati online e costano 10 euro.