I viaggiatori extra UE dovranno affrontare la macchina della verità?

Una complessa procedura faciliterà il lavoro della polizia di confine: ecco come funzionerà il cosiddetto "lie detector"

Novità in arrivo, ai confini europei: sta per debuttare la macchina della verità, a cui si dovranno sottoporre i viaggiatori provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione Europea.

Non arriveranno però in Italia, i cosiddetti “lie detector“: per ora, i Paesi campione su cui la nuova tecnologia verrà testata sono il Lussemburgo, la Grecia, Cipro, la Polonia, la Spagna, l’Ungaria, la Germania, la Lettonia e il Regno Unito.

Il progetto, intolato iBorderCtrl, nasce dalla volontà di facilitare il lavoro a chi monitora le frontiere. Ogni anno, in Europa, arrivano 700 milioni di persone. Una quantità enorme di individui e di veicoli che affollano i confini, e che rendono difficile – al personale che li controlla – mettere in atto attente procedure di sicurezza come il controllo dei documenti e la scansione biometrica di ogni viaggiatore. La macchina della verità, queste procedure, dovrebbe facilitarle. E dovrebbe aiutare a prevenire crimini e atti terroristici.

I viaggiatori useranno un’applicazione online per caricare le scansioni del loro passaporto, del loro visto, e una prova della disponibilità economica che gli permetta di sostenersi all’interno dell’Unione Europa per tutto il periodo previsto per il soggiorno. Inoltre, risponderanno alle domande di una guardia virtuale personalizzata in base al sesso, l’etnia e la lingua della persona. Il sistema monitorerà i cambiamenti di espressione, così da vedere se il viaggiatore sta mentendo o sta dicendo la verità. Inoltre, lo informerà circa i suoi diritti e i suoi doveri, mettendolo in guardia da quei comportamenti che – nel Paese in questione – sono illegali.

La seconda fase del processo avverrà invece all’arrivo del viaggiatore al confine. Le persone considerate a basso rischio si potranno sottoporre ad una veloce procedura di ingresso, mentre quelle considerate ad alto rischio verranno trattate con una minuziosa attenzione. Per controllare le informazioni fornite, gli ufficiali utilizzeranno un dispositivo elettronico, che verificherà la corrispondenza tra le immagini caricate e quanto vedranno al momento.

Una volta controllati documenti e impronte digitali, una volta effettuata la scansione del palmo e verificata la corrispondenza del viso, il fattore di rischio sarà ricalcolato. Il test, che partirà nelle prossime settimane, sarà inizialmente attivato per un periodo di 6 settimane in quattro punti d’accesso tra la Lettonia, la Grecia e l’Ungheria. 

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